Amianto, indennizzi per gli ex operai dei cantieri navali da 28mila a 260mila euro

Il ministero del Lavoro, di concerto con il ministero dell’Economia, ha aggiornato le tabelle di liquidazione del Fondo per le vittime dell’amianto nei cantieri navali relative alle annualità 2024 e 2025, estendendo la possibilità di accesso ai lavoratori delle società partecipate pubbliche e a chi vi abbia operato in appalto, subappalto o somministrazione, nonché ai loro eredi, quando sia accertata una patologia asbesto-correlata ai sensi dell’articolo 13 della legge 257/1992.

La misura riguarda sia i soggetti che hanno ottenuto il riconoscimento della patologia in sede giudiziale sia coloro che hanno concluso accordi conciliativi registrati nei termini indicati dal provvedimento. Le modifiche cercano di uniformare criteri e importi per le diverse casistiche legate al settore cantieristico.

Aggiornamento delle tabelle e fasce di indennizzo

Le tabelle allegate al decreto distinguono due platee e fissano importi differenziati in funzione della gravità dell’invalidità o del numero di eredi. Per i lavoratori titolari di patologie asbesto-correlate l’indennizzo è parametrato alla percentuale di invalidità civile riconosciuta: 28.000 euro per invalidità fino al 20%, 68.000 euro per la fascia 21-40%, 120.000 euro per la fascia 41-60%, 184.000 euro per la fascia 61-80% e fino a 260.000 euro per la fascia 81-100%.

Per gli eredi dei lavoratori deceduti gli importi sono invece fissi e rapportati al numero dei beneficiari: 168.250 euro per un erede, 235.550 euro per due eredi e 329.770 euro se i beneficiari sono tre o più.

Requisiti per l’accesso al Fondo

L’accesso al Fondo non è automatico e presuppone la produzione di una sentenza esecutiva o di un verbale di conciliazione, giudiziale o sottoscritto in sede protetta, depositato nell’anno di riferimento (2024 o 2025). In caso di decesso del lavoratore sopraggiunto durante il processo e con eredi che hanno proseguito l’azione, si applica la tabella 1; se invece sono gli eredi a promuovere il giudizio dopo il decesso del lavoratore, si applica la tabella 2.

È inoltre precisato che l’indennizzo erogato dal Fondo non può eccedere quanto già riconosciuto in sentenza o in conciliazione e che per ciascun evento accertato è possibile erogare un solo indennizzo.

Rimborso e esclusioni

Il decreto contempla l’ammissione al rimborso per le società partecipate pubbliche che, sprovviste di manleve o garanzie assicurative originarie, hanno già corrisposto somme a titolo di risarcimento: tali soggetti possono presentare istanza di rimborso purché producano la quietanza di pagamento. Restano invece escluse le domande dei lavoratori per i quali l’Inail non abbia riconosciuto la patologia asbesto-correlata; il diniego dell’istituto si estende anche agli eredi in caso di decesso.

Contesto normativo e conseguenze pratiche

L’aggiornamento interviene su una materia complessa che intreccia normativa sanitaria, diritto del lavoro e responsabilità civile: l’articolo 13 della legge 257/1992 è il perno del riconoscimento delle patologie asbesto-correlate e la sua applicazione condiziona l’accesso alle tutele pubbliche.

Per le società partecipate pubbliche coinvolte nel settore cantieristico, la possibilità di ottenere rimborsi rappresenta un elemento rilevante per la gestione dei conti e delle passività potenziali, soprattutto se mancanti garanzie assicurative. Ciò ha impatti sulle previsioni di bilancio e sulla valutazione del rischio legale da parte di creditori e investitori.

Dal punto di vista sociale, l’adeguamento delle tabelle offre una certezza economica maggiore alle vittime e ai loro familiari, ma lascia aperte questioni pratiche sull’effettiva rapidità di accesso ai fondi e sulla necessità di coordinamento tra autorità giudiziarie, amministrazioni pubbliche e l’Inail.

In sintesi

  • L’aggiornamento delle tabelle riduce l’incertezza sui potenziali esborsi a favore delle vittime, ma impone alle società partecipate pubbliche di rivedere la gestione delle passività e le riserve di bilancio.
  • Gli investitori e gli analisti dovrebbero monitorare le esposizioni legali nei settori cantieristici e navali, poiché la stima delle riserve può influire sul valore delle società coinvolte e sulla loro accessibilità al credito.
  • Per le famiglie colpite, la normativa offre parametri più chiari per la liquidazione; tuttavia, i tempi e la documentazione richiesta possono rappresentare un ostacolo operativo che richiede semplificazione amministrativa.


Author: Tony
Redazione Finanza Flash. Notizie di finanza, mercati, borsa e macroeconomia in tempo reale. Aggiornamenti su investimenti, banche, BCE ed economia italiana.