Strive acquista 36,6 milioni di dollari in bitcoin, partecipazioni salgono a 25.000 btc

Strive, società tra le principali per tesoreria in Bitcoin e asset manager, ha comprato 469 unità di Bitcoin per un controvalore di circa 36,6 milioni di dollari la scorsa settimana, portando il totale detenuto a 25.000 BTC.

Un deposito ufficiale presso la US Securities and Exchange Commission indica che l’acquisto è avvenuto tra l’8 e l’11 settembre a un prezzo medio di circa 77.954 dollari per Bitcoin, tasse e spese incluse.

Dettagli dell’acquisto e finanziamento

Secondo quanto comunicato dalla società, l’operazione è stata interamente finanziata mediante i proventi derivanti dalla vendita di SATA, la azione privilegiata perpetua emessa da Strive, il cui valore nozionale in circolazione ha superato il miliardo di dollari.

Nello stesso periodo, le azioni SATA in circolazione sono aumentate di 402.541 unità, raggiungendo circa 10,4 milioni di titoli.

Posizione patrimoniale e liquidità

Al 11 settembre la società deteneva anche 204,2 milioni di dollari in liquidità e equivalenti, oltre a 505.000 azioni privilegiate della società Strategy classificate STRC, valutate complessivamente intorno ai 49,8 milioni di dollari.

Andamento del titolo e valutazione di mercato

Le azioni Strive negoziate sul Nasdaq hanno registrato un rialzo superiore al 7% in una recente seduta, attestandosi intorno ai 29 dollari, nel contesto di un rally che ha visto il titolo più che raddoppiare nell’ultimo mese.

La corsa del titolo ha portato la capitalizzazione di mercato di Strive a scavalcare quella di Metaplanet, nonostante quest’ultima detenga una quantità complessiva di Bitcoin più elevata; la capitalizzazione stimata di Strive si aggira intorno ai 2,5 miliardi di dollari.

La società era diventata uno dei maggiori detentori pubblici di Bitcoin alla fine di agosto, quando un acquisto da 1.800 BTC le aveva permesso di superare una piattaforma di scambio concorrente.

Warrant e potenziale aumento di capitale

Un elemento rilevante per la struttura del capitale è la presenza di warrant con prezzo di esercizio di 27 dollari, in scadenza a metà ottobre. L’esercizio integrale di tali warrant potrebbe fornire alla società oltre 700 milioni di dollari di capitale aggiuntivo.

Matt Cole ha dichiarato:

“Non è fuori dal campo delle possibilità che Strive diventi il secondo maggiore detentore pubblico di Bitcoin entro la fine dell’anno, anche se non lo considero lo scenario più probabile.”

Origini societarie e contesto di mercato

Strive è stata avviata nel 2022 e la sua quotazione pubblica è avvenuta a seguito di una fusione con Asset Entities nel settembre 2025; tra i cofondatori figura l’imprenditore Vivek Ramaswamy, oggi figura politica nota a livello internazionale.

Il fenomeno delle “Bitcoin treasury companies” riflette una strategia corporativa di sostituzione parziale della liquidità tradizionale con Bitcoin, motivata dall’aspettativa di apprezzamento sull’orizzonte pluriennale ma esposta a elevata volatilità e a potenziali incertezze regolamentari.

Implicazioni per investitori e per il mercato

Per gli operatori e i risparmiatori italiani, l’incremento di esposizione di società quotate verso Bitcoin porta con sé diverse implicazioni: maggiore correlazione tra mercati azionari e cripto, possibile aumento della volatilità dei titoli corporate che fanno da tesoreria in criptovalute e nuove dinamiche di raccolta tramite strumenti alternativi come le azioni privilegiate perpetue.

Inoltre, l’eventuale esercizio massiccio di warrant o emissioni aggiuntive di strumenti privilegiati può modificare rapidamente la struttura del capitale, impattando liquidità e valutazione azionaria; ciò richiede prudenza nella valutazione del rischio d’investimento e attenzione al profilo fiscale e normativo nazionale rispetto alle attività in valuta digitale.

Prospettive e rischi

La strategia di accumulo continua a spingere Strive verso posizioni sempre più rilevanti nell’universo delle tesorerie in Bitcoin, ma i benefici potenziali si accompagnano a rischi concreti: fluttuazioni di prezzo, possibili interventi regolatori e la sensibilità del mercato alle notizie macroeconomiche che influenzano la domanda di attività rischiose.

Per gli investitori istituzionali e retail è quindi essenziale valutare la sostenibilità della strategia di tesoreria, il grado di diversificazione del portafoglio e le condizioni di liquidità che potrebbero essere richieste in scenari di stress di mercato.

In sintesi

  • L’accumulo continuativo di Bitcoin da parte di società quotate può amplificare la volatilità dei titoli azionari collegati, aumentando la correlazione tra mercato azionario e cripto; gli investitori italiani dovrebbero considerare l’impatto sulla diversificazione dei portafogli.
  • L’uso di strumenti come azioni privilegiate perpetue e warrant per finanziare acquisti in criptovalute introduce fonti alternative di capitale ma può diluire gli azionisti esistenti e modificare rapidamente la struttura patrimoniale.
  • Eventuali movimenti significativi verso l’emissione o l’esercizio di warrant potrebbero generare liquidità sostanziale per la società, ma aumentano anche l’esposizione al rischio di mercato; gli analisti dovranno monitorare l’evoluzione del rapporto tra capitale raccolto e attività digitali detenute.
  • Dal punto di vista regolatorio e fiscale, la crescente adozione aziendale di Bitcoin impone attenzione alle normative nazionali ed europee: per gli investitori italiani è cruciale integrare valutazioni normative nella valutazione del rischio complessivo.


Author: Tony
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