Core Scientific si ritira dall’estrazione di Bitcoin nel 2026

Core Scientific ha annunciato l’intenzione di uscire completamente dall’Mining di Bitcoin entro la fine del 2026, per riallocare le proprie risorse verso l’hosting di infrastrutture per AI e calcolo ad alte prestazioni.

Jim Nygaard ha dichiarato:

“Prevediamo di completare la cessazione delle attività durante il quarto trimestre ed entrare nel 2027 come fornitore puro di colocation ad alta densità.”

La strategia di uscita

La decisione segue comunicazioni precedenti in cui Core Scientific aveva già indicato l’intenzione di terminare l’hosting per il Mining entro il 31 dicembre, nell’ambito della progressiva riduzione delle attività di auto-mining. L’ultimo annuncio fissa invece un orizzonte temporale più netto per il completo disimpegno dall’attività mineraria tradizionale.

Risultati trimestrali e impatti economici

I numeri del terzo trimestre mostrano la portata della trasformazione: i ricavi da auto-mining sono scesi a $12,3 milioni rispetto ai $57,4 milioni dell’anno precedente, mentre i ricavi dall’hosting di altri miner sono calati a $5,2 milioni da $8,7 milioni.

Complessivamente, il Mining ha contribuito per soli $17,5 milioni, pari al 7,5% dei ricavi trimestrali totali di $232,9 milioni, mentre i servizi di colocation hanno rappresentato la parte prevalente, con $215,4 milioni.

Secondo quanto riferito da Nygaard, il numero di unità minerarie effettivamente operanti era quasi la metà rispetto a quello registrato alla fine dell’anno precedente, segnalando una dismissione rapida delle attività hardware collegate al Mining.

Transizione verso l’AI e fattori di mercato

La convergenza verso l’hosting per AI si è consolidata nel 2024, con un primo accordo di hosting e successivi contratti più ampi che hanno ridefinito l’offerta commerciale della società: l’hosting per applicazioni di intelligenza artificiale è stato presentato come estensione naturale, destinata a bilanciare o sostituire progressivamente le attività minerarie.

Le pressioni economiche sul comparto minerario hanno accelerato il cambio di rotta: nel primo trimestre del 2026 Core Scientific ha registrato svalutazioni di attività legate al mining per $266,5 milioni, citando prezzi del Bitcoin più bassi, un hashprice storicamente contenuto e il calo del valore degli apparecchi di mining sul mercato secondario.

Nel secondo trimestre la società ha inoltre risolto gli accordi per la fornitura di macchinari con Block e Proto, contabilizzando una perdita di transizione di $41,9 milioni, parte del processo di riconversione dell’infrastruttura verso il calcolo ad alte prestazioni.

Contesto politico e rischi per l’espansione dei data center

L’uscita dal mining avviene in un momento di crescente attenzione politica sull’espansione dei data-center, in particolare alla luce degli ultimi risultati elettorali negli Stati Uniti che hanno rafforzato forze politiche critiche verso nuovi impianti.

Le opposizioni locali puntano il dito soprattutto sui costi energetici e sulle ripercussioni che grandi strutture infrastrutturali possono avere sulla rete elettrica e sulle risorse comunali: questi elementi introducono rischi normativi e possibili ostacoli ai piani di crescita per chi intende scalare infrastrutture per l’AI.

Implicazioni strategiche

La scelta di trasformarsi in un fornitore specializzato di colocation ad alta densità riflette una valutazione del mercato: la domanda per capacità di calcolo dedicate all’AI sta crescendo, ma richiede investimenti diversi rispetto all’economia del Mining, incluse soluzioni energetiche, raffreddamento e connettività più sofisticate.

Per gli investitori, la transizione comporta sia opportunità — esposizione alla domanda di infrastrutture AI — sia rischi legati a costi di conversione, incertezze regolatorie e concorrenza sul mercato della colocation ad alta densità.

Prospettive operative

Se l’operazione avrà successo, Core Scientific entrerà nel 2027 con un modello di business molto più concentrato sui servizi di hosting per applicazioni ad elevata intensità di calcolo, una nicchia che potrebbe beneficiare della crescita di progetti di intelligenza artificiale su scala industriale.

Tuttavia, la riuscita dipenderà dalla capacità di attrarre clienti AI, gestire i costi di transizione, ottenere permessi locali e assicurare forniture energetiche sostenibili e competitive.

In sintesi

  • La riconversione da Mining a colocation per AI sposta il profilo di rischio/ritorno: potenziale crescita se la domanda di capacità di calcolo industriale continua, ma esposizione a costi di adeguamento e vincoli regolatori.
  • Per gli investitori italiani la transizione impone attenzione alle dinamiche energetiche e ai prezzi delle infrastrutture: operazioni simili richiedono valutazione del costo totale di proprietà e dell’affidabilità delle forniture energetiche.
  • I mercati locali e le autorità di regolazione diventano fattori chiave: ostacoli nel rilascio di permessi o tensioni per il consumo energetico possono rallentare i piani di espansione e impattare la redditività.


Author: Tony
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