Attacchi hacker, Mastrapasqua avverte: i vecchi impianti sono i più vulnerabili, serve più attenzione alla cybersecurity
- 3 Novembre 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
Il rischio zero non esiste, ma è possibile ridurre significativamente l’esposizione adottando misure organizzative e tecnologiche mirate. Priorità assoluta devono essere gli investimenti in cybersecurity, con architetture protette, accessi remoti sicuri e l’adozione di sistemi di protezione di rete basati su VPN e segmentazione delle reti.
Priorità sugli investimenti e modernizzazione degli impianti
È fondamentale non interpretare gli episodi di criticità come un motivo per frenare l’innovazione, ma piuttosto come un invito ad aggiornare costantemente le tecnologie. Gli impianti obsoleti, soprattutto quando componenti o firmware non sono più in produzione, rappresentano i punti più vulnerabili: in molti casi si tratta di sistemi installati 15-20 anni fa che richiedono sostituzioni o aggiornamenti strutturali.
Per agevolare questa transizione sarebbe utile valutare strumenti di policy pubblica, come round di incentivi o misure fiscali mirate, che rendano economicamente sostenibile la sostituzione dei dispositivi più datati. Ciò ridurrebbe la superficie di attacco a livello nazionale e favorirebbe la diffusione di standard di sicurezza moderni.
Confrontando episodi recenti in Francia, che hanno coinvolto centinaia di punti vendita, con la situazione osservata in Italia, emerge un panorama nazionale generalmente più resiliente: ciò non significa assenza di rischi, ma la presenza di una maggiore capacità di contenimento e continuità operativa.
L’impatto delle tecnologie digitali sul settore
Se alcuni progressi sono incrementali, ad esempio nel settore dei gas refrigeranti o nella parte meccanica, l’area digitale sta invece rivoluzionando i processi con rapidità. Il monitoraggio remoto consente oggi di anticipare interventi di manutenzione, evitando fermi non programmati e ottimizzando la disponibilità degli impianti.
L’integrazione di sensori e sistemi connessi, unita all’uso dell’intelligenza artificiale per l’analisi dei dati raccolti sul campo, trasforma informazioni grezze in azioni concrete: regolazioni automatiche dei parametri ambientali, interventi predittivi sulla catena del freddo e ottimizzazione dei consumi energetici. Questo si traduce in efficienza operativa e in vantaggi competitivi per la clientela finale.
Le grandi catene della Gdo hanno già intrapreso questa strada imponendo requisiti di telemonitoraggio nei capitolati, mentre le realtà più piccole procedono con maggiore prudenza per ragioni di costo e complessità gestionale. Tuttavia, la direzione di sviluppo è chiara: digitalizzazione e connettività saranno fattori sempre più determinanti.
Regole europee e responsabilità lungo la filiera
Le normative comunitarie stanno aumentando i requisiti di sicurezza digitale: un esempio significativo è il Cyber Resilience Act, che introduce obblighi di sicurezza per prodotti hardware e software con componenti digitali immessi sul mercato della UE. Tali regole mirano a creare un livello minimo di protezione e a chiarire responsabilità per produttori, distributori e fornitori di servizi.
L’evoluzione normativa favorisce una maggiore collaborazione lungo l’intera catena del valore: dalle fasi di progettazione e produzione, fino all’installazione e alla manutenzione. Ciò implica l’adozione di pratiche di sicurezza by design, processi di certificazione più rigorosi e un miglior coordinamento tra attori pubblici e privati.
Dal punto di vista operativo, le imprese italiane dovranno pianificare investimenti non solo in tecnologie, ma anche nella formazione del personale, nella gestione degli aggiornamenti software e nella definizione di procedure standardizzate per la risposta agli incidenti. Questi fattori determineranno la capacità competitiva sul mercato europeo.
Azioni pratiche e ostacoli all’implementazione
La transizione verso infrastrutture più sicure incontra ostacoli reali: costi di investimento, vincoli di esercizio per attività radicate, complessità delle supply chain e necessità di certificazioni aggiornate. Per mitigare questi vincoli, le imprese possono adottare approcci graduali basati su priorità di intervento, piani di ammortamento e collaborazioni con fornitori specializzati.
Un ruolo cruciale lo svolgono anche le politiche di procurement delle grandi insegne e degli enti pubblici, che possono favorire standard di sicurezza elevati richiedendoli nei capitolati e sostenendo l’adozione di soluzioni certificate attraverso incentivi o meccanismi di certificazione condivisi.
In sintesi
- La spinta a modernizzare impianti obsoleti rappresenta un’opportunità di mercato per fornitori di soluzioni sicure e servizi di retrofit, con potenziali benefici per la riduzione dei costi operativi nel medio termine.
- Obblighi normativi come il Cyber Resilience Act aumenteranno la domanda di prodotti certificati e servizi di compliance, creando un segmento di investimento stabile per aziende tecnologiche e integratori.
- Per gli operatori italiani, l’adozione di telemonitoraggio e intelligenza artificiale può tradursi in vantaggi competitivi, ma richiede investimenti in competenze e processi; politiche di incentivazione mirate possono accelerare questa transizione.