OpenAI riduce di un terzo l’obiettivo di finanziamento

La crisi che ha colpito il comparto tecnologico non ha risparmiato OpenAI: la società dietro ChatGpt avrebbe deciso di ridurre di almeno un terzo gli obiettivi della raccolta del nuovo round, tagliando circa 10 miliardi di dollari rispetto alle attese iniziali.

Secondo persone informate, il management guidato da Sam Altman avrebbe abbassato l’obiettivo di finanziamento a 20 miliardi di dollari invece dei 30 previsti, con una conseguente diminuzione della valutazione implicita della società a circa 1.250 miliardi di dollari rispetto ai 1.400 miliardi stimati poche settimane fa.

Il risultato dell’operazione rischia comunque di essere più deludente: fonti vicine all’operazione riferiscono che, nella prima fase, sarebbero stati raccolti soltanto 11 miliardi di dollari. Per colmare il divario la società starebbe valutando di rivolgersi a family office e a singoli investitori con patrimonî elevati.

Contesto di mercato

Il ridimensionamento dell’operazione di OpenAI si inserisce in un contesto di vendite diffuse sul settore tecnologico e sull’intelligenza artificiale. Negli ultimi giorni il mercato ha penalizzato titoli di primo piano come Google e soprattutto Intel, che ha registrato una caduta molto marcata; l’indice Nasdaq si mantiene notevolmente al di sotto dei massimi raggiunti lo scorso autunno, con oscillazioni più frequenti e accentuate.

Implicazioni per l’IPO e la strategia finanziaria

Il round era stato presentato come un passo propedeutico a una possibile IPO nella quale la società sperava di capitalizzare le attese di crescita dell’AI. Un taglio così rilevante della raccolta mette però in luce la riluttanza degli investitori a sostenere valutazioni estremamente elevate senza evidenze più solide di ricavi ricorrenti o di profittabilità.

Per OpenAI si aprono diverse opzioni operative: rimandare la quotazione fino a un miglioramento delle condizioni di mercato, ridurre le aspettative di prezzo ed accettare una valutazione più contenuta, oppure assicurarsi ancoraggi finanziari da parte di grandi investitori istituzionali o fondi sovrani disposti a sostenere la transizione verso il listino.

Un effetto diretto del ridimensionamento potrebbe essere una maggiore selettività nel capitale disponibile per le imprese di tecnologia avanzata: i provider di capitale potrebbero richiedere metriche di performance più rigide, mentre alcuni fondi potrebbero sfruttare la correzione per entrare a prezzi inferiori.

Per gli operatori e gli investitori europei, incluso il mercato italiano, l’episodio suggerisce la necessità di valutare con attenzione esposizioni a titoli tecnologici ad alta capitalizzazione e di considerare strumenti di diversificazione o strategie difensive in portafoglio.

In sintesi

  • La riduzione del round di OpenAI indica una ricalibrazione delle aspettative sugli attori dell’AI: gli investitori richiederanno prove più concrete di sostenibilità dei ricavi prima di sostenere valutazioni estreme.
  • Per gli investitori italiani, la fase attuale può offrire opportunità selettive in segmenti tecnologici scontati, ma impone maggiore attenzione alla due diligence e alla gestione del rischio di volatilità.
  • Una maggiore selettività del capitale rischia di aumentare il costo del finanziamento per le startup europee: le imprese dovranno dimostrare metriche operative solide o orientarsi verso partner strategici e investitori istituzionali.


Author: Tony
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