Alphabet delude le attese e crolla a Wall Street, Microsoft in controtendenza

Il ruolo del cloud continua a sorreggere i bilanci delle grandi aziende tecnologiche statunitensi, ma la reazione dei mercati è stata contrastante dopo la pubblicazione dei risultati di settembre di Alphabet e Microsoft.

La discriminante principale è stata il flusso di cassa libero, ossia la liquidità residua dopo gli investimenti in data center e chip. Per Alphabet il flusso di cassa è risultato negativo per oltre 9 miliardi di dollari, molto distante dalle attese che indicavano un saldo vicino a zero (-36 milioni). Per Microsoft, invece, il flusso di cassa libero è stato di circa 18,6 miliardi di dollari, più del doppio delle stime degli analisti (8,54 miliardi). Queste differenze hanno determinato una forte divergenza nella performance dei titoli nelle contrattazioni after-hours: il titolo di Alphabet è sceso di circa il 9%, mentre quello di Microsoft ha guadagnato fino al 5%.

I risultati di Alphabet

Dal punto di vista operativo il trimestre di Alphabet è stato molto robusto sul fronte cloud. Google Cloud ha più che raddoppiato i ricavi arrivando a 30,71 miliardi di dollari, rispetto a un consenso che prevedeva 29,57 miliardi. Il gruppo è il terzo operatore globale nel cloud, dietro a Amazon Web Services e Azure, e ha ampliato il portafoglio di contratti pluriennali per infrastrutture cloud e soluzioni di intelligenza artificiale.

La domanda di capacità di calcolo per addestrare e utilizzare modelli di intelligenza artificiale è rimasta elevata, portando i data center vicino alla saturazione. Per far fronte alla richiesta, Alphabet ha affiancato alle GPU acquistate esternamente le proprie TPU, progettate internamente, e ha beneficiato della diffusione di Gemini nei software aziendali e nelle piattaforme per sviluppatori. Anche l’accordo con Apple, che utilizza il cloud di Google per alcune funzionalità di intelligenza artificiale, ha contribuito alla crescita.

A livello consolidato il gruppo ha registrato ricavi per 127,6 miliardi di dollari, in aumento del 25% rispetto all’anno precedente ma leggermente al di sotto delle attese (128,22 miliardi). L’utile per azione si è attestato a 2,12 dollari, contro una stima di 2,99. Gli investimenti, in particolare nelle infrastrutture per il cloud e nella progettazione di chip, hanno raggiunto livelli record, spiegando in larga parte il consistente deflusso di cassa.

I risultati di Microsoft

Per Microsoft il trimestre chiuso a settembre è il primo dell’esercizio fiscale. La divisione cloud, Azure, è cresciuta del 48% portando ricavi a 33,17 miliardi di dollari, leggermente oltre le attese di 32,84 miliardi. La società ha inoltre iniziato a comunicare il fatturato di Azure in termini monetari, facilitando il confronto diretto con i concorrenti.

I ricavi complessivi di Microsoft sono stati pari a 92,3 miliardi di dollari. Gli investimenti nel trimestre sono saliti a 45,2 miliardi, rispetto ai 34,9 miliardi dello stesso periodo dell’anno precedente: un aumento significativo, ma ancora inferiore alla soglia di 50 miliardi che la società aveva indicato come possibile riferimento, il che può aver contribuito a una generazione di cassa superiore alle attese.

Investimenti, offerta di calcolo e implicazioni per il mercato

Il confronto tra i flussi di cassa delle due società mette in luce come la tempistica e l’entità degli investimenti in infrastrutture per l’IA siano diventate variabili decisive per gli investitori. A parità di ricavi in forte espansione, una spesa capex elevata può comprimere il flusso di cassa libero e influenzare negativamente la valutazione nel breve periodo, anche se supporta la capacità competitiva futura nel mercato dell’IA.

Per il tessuto produttivo europeo e italiano, la dinamica dei grandi operatori cloud ha effetti diretti: maggiore capacità di calcolo disponibile può facilitare l’adozione di soluzioni di intelligenza artificiale da parte delle imprese, ma accresce anche la competizione per l’ubicazione dei data center, i costi energetici e le scelte regolatorie sul piano della sostenibilità e della sovranità digitale. Le decisioni di capex delle grandi tech influenzano inoltre i fornitori di chip e componentistica, settori in cui molti fornitori europei e italiani sono integrati nelle filiere globali.

Infine, la sensibilità degli investitori al flusso di cassa libero rende più rilevante per le imprese tecnologiche la comunicazione della gestione del capitale e la chiarezza sulle tempistiche degli investimenti. Gli operatori che riescono a bilanciare aggressività sugli investimenti e controllo della liquidità tendono a ricevere un premio in borsa, come dimostrato dalla reazione positiva a Microsoft e dalla penalizzazione nel caso di Alphabet.

In sintesi

  • La sensibilità del mercato al flusso di cassa libero rende le tempistiche degli investimenti in data center e chip un fattore cruciale per la valutazione delle società tech; investitori istituzionali possono privilegiare profili con maggiore disciplina finanziaria.
  • L’accelerazione degli investimenti per l’IA crea opportunità per le supply chain europee coinvolte nella produzione di componenti e servizi cloud, ma aumenta la pressione su costi energetici e politiche infrastrutturali locali.
  • Per gli investitori retail italiani, la divergenza tra crescita dei ricavi e generazione di cassa suggerisce di valutare non solo la crescita top-line ma anche la sostenibilità del capitale investito e le previsioni di cash flow a medio termine.


Author: Tony
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