Ferrovie verso il 5G: comunicazioni tra terra e treno più sicure e veloci
- 27 Ottobre 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
Fari puntati sull’evoluzione delle comunicazioni ferroviarie: la transizione verso il FRMCS (Future Railway Mobile Communication System), lo standard digitale basato su tecnologia 5G pensato per sostituire il vecchio GSM-R nelle ferrovie europee, è al centro di un percorso che richiederà investimenti significativi e un coordinamento fra operatori, gestori infrastrutturali, industria e istituzioni.
Il passaggio rappresenta un cambiamento strategico per il sistema ferroviario: coinvolgerà infrastrutture di terra, apparati di bordo e processi operativi, oltre a richiedere nuove competenze tecniche e standard condivisi per garantire sicurezza e interoperabilità.
La società di consulenza Brian and partners, insieme al Cifi Napoli (Collegio ingegneri ferroviari italiani), promuove una conferenza sul tema il prossimo 4 novembre al museo ferroviario di Pietrarsa a Napoli, occasione per approfondire scenari e problematiche della migrazione tecnologica dopo la prima edizione dell’anno precedente.
L’incontro coinvolgerà il gruppo FS, RFI e Trenitalia insieme ai principali attori dell’industria tecnologica e ferroviaria, tra cui Leonardo, Frequentis, Ericsson, Nokia, Funkwerk, Hitachi e Alstom. L’obiettivo dichiarato è mettere in relazione le esigenze operative di chi gestisce reti e convogli con le soluzioni offerte dai fornitori.
Andrea Bricchi, amministratore delegato di Brian and partners, ha spiegato:
“Il passaggio ai nuovi sistemi dovrà avvenire garantendo il funzionamento quotidiano delle reti e dei convogli, durante una lunga fase di coesistenza tra tecnologie attuali e future. La transizione ha bisogno di una direzione comune e condivisa. E ha necessità di Paesi capaci di contribuire a tracciarla. L’Italia si mette a disposizione per dare un contributo innovativo, puntando su una visione aperta a tutte le opzioni, ovvero a ogni possibile architettura di rete per il FRMCS: rete proprietaria dove serve, rete condivisa dove conviene.”
Obiettivi dell’evento e ruolo degli stakeholder
L’iniziativa vuole favorire il dialogo tra operatori di rete, imprese ferroviarie e fornitori tecnologici per definire criteri comuni di migrazione. La complessità del progetto richiede scenari di coesistenza, piani di retrofit per materiale rotabile e investimenti scalabili che non compromettano la sicurezza operativa durante le fasi transitorie.
Per il successo della migrazione sarà fondamentale il ruolo regolatorio e di coordinamento a livello europeo e nazionale: norme tecniche compatibili, certificazione di sicurezza, e procedure di omologazione dovranno procedere in parallelo con gli sviluppi tecnologici.
Integrazione con l’ETCS e sperimentazioni italiane
La migrazione al FRMCS dovrà essere strettamente coordinata con lo sviluppo dell’ETCS (European Train Control System), il sistema europeo di controllo della marcia dei treni. L’integrazione tra comunicazione e controllo è essenziale per mantenere i livelli di sicurezza e aumentare l’efficienza operativa.
Tra i progetti in programma c’è una sperimentazione sul circuito di San Donato, a Bologna, prevista per il 2027, che includerà anche l’impiego di satelliti in orbita terrestre bassa, i cosiddetti LEO, per testare capacità di backup, posizionamento e comunicazioni complementari. Queste prove hanno l’ambizione di fornire contributi concreti al percorso di armonizzazione a livello europeo.
Implicazioni industriali e infrastrutturali
La transizione apre opportunità per fornitori di rete, produttori di apparati di bordo e operatori di servizi digitali, ma impone anche sfide: ammodernamento delle infrastrutture di terra, adeguamento dei treni in servizio, formazione del personale e gestione delle reti in periodo di coesistenza tecnologica. Gli investimenti necessari coinvolgeranno sia capitale pubblico sia privato.
Dal punto di vista industriale, la domanda di equipaggiamenti compatibili con il FRMCS potrebbe stimolare catene di fornitura nazionali ed europee, favorendo attività di ricerca e sviluppo e produzione nel settore ferroviario e delle comunicazioni critiche.
Rischi, tempistiche e coordinamento europeo
Il percorso presenta rischi tecnici e finanziari: ritardi negli standard, incompatibilità tra architetture e costi di aggiornamento non previsti possono rallentare l’adozione. Per mitigare tali rischi è necessario un piano di governance che coinvolga enti nazionali, operatori ferroviari e industria, oltre a meccanismi di finanziamento condivisi.
Una strategia coordinata a livello Ue potrà facilitare economie di scala, ridurre i tempi di omologazione e garantire interoperabilità transfrontaliera, elementi cruciali per il mercato ferroviario europeo e per la competitività delle imprese italiane del settore.
Prossimi passi
Nei prossimi mesi si prevede un’intensificazione del confronto tecnico e operativo, con tavoli dedicati alla definizione delle architetture di rete preferibili, programmi pilota e roadmap industriali. L’evento di Pietrarsa rappresenta un tassello operativo per allineare aspettative e programmare le sperimentazioni.
Per l’Italia, emergere come laboratorio d’innovazione può tradursi in vantaggi competitivi per le imprese nazionali e in maggiore attrattività per progetti europei, purché l’approccio resti pragmatico, condiviso e finanziariamente sostenibile.
In sintesi
- L’adozione del FRMCS rappresenta una leva per modernizzare la filiera ferroviaria: per gli investitori ciò significa opportunità nelle tecnologie di rete, nell’equipaggiamento di bordo e nei servizi di integrazione.
- Una transizione coordinata con l’ETCS riduce il rischio di incompatibilità e crea valore di sistema; per le imprese italiane ciò può tradursi in commesse e in attività di R&S con ricadute industriali sul territorio.
- L’impiego di soluzioni complementari come i satelliti LEO apre scenari di resilienza operativa e nuovi modelli di servizio, potenzialmente interessanti per operatori di infrastrutture e fornitori di connettività critica.
- Per il mercato nazionale è cruciale definire meccanismi di finanziamento e governance pubblica-privata che favoriscano economie di scala e assicurino una migrazione efficace senza interrompere il servizio ferroviario.