Niulinx: con queste regole la guida autonoma sparisce in Italia

Altrove in Europa lo scenario normativo è avanti rispetto all’Italia: Germania, Francia, Slovacchia e Croazia hanno già inserito nelle proprie regole di circolazione la possibilità di circolare con il cosiddetto livello L4 di guida autonoma.

Foresti ha aggiunto:

“Da qui al 2028 chiederemo l’omologazione per molti paesi e a quel punto l’erogazione del servizio di mobilità in remoto con guida autonoma sarà possibile.”

I nodi segnalati

Il testo normativo in esame deve ancora ricevere i pareri delle commissioni parlamentari, del Consiglio di Stato e della Conferenza unificata e, secondo la società Niulinx, presenta diverse criticità che rischiano di rallentare l’adozione su larga scala della guida automatizzata in Italia.

Un primo punto riguarda la supervisione da remoto: la norma rimanda a un decreto che al momento non esiste. In particolare, Art. 87 subordina la disciplina della supervisione al «decreto di cui all’art. 290, comma 10», mentre quel comma istituisce un Osservatorio e non prevede l’adozione di un decreto attuativo.

Niulinx ha spiegato:

“Finché il decreto non viene emanato, il controllore deve rimanere a bordo senza che sia indicata una scadenza; questo limita la possibilità di erogare servizi remoti.”

Un secondo aspetto critico è il ruolo attribuito al controllore: la norma lo equipara al conducente, rendendolo responsabile della circolazione anche quando il veicolo viaggia in modalità completamente automatizzata. Questo schema impedisce, di fatto, che un operatore possa sorvegliare contemporaneamente più mezzi, condizione necessaria per servizi di flotte a basso costo.

Niulinx ha sottolineato:

“Se il controllore resta assimilato al conducente in termini di responsabilità, non sarà possibile scalare i servizi di mobilità autonoma né realizzare economie di scala.”

Terzo nodo riguarda le attività di sperimentazione previste prima dell’omologazione: il testo consente sperimentazioni solo se «non direttamente finalizzate all’omologazione e alla messa in produzione». Questa disposizione entra in conflitto con il Regolamento (UE) 2022/1426, che richiede prove su strada specifiche per l’omologazione di sistemi di guida automatizzata.

Il combinato disposto rischia di spostare test, investimenti e l’intera filiera produttiva verso paesi che autorizzano sperimentazioni su strada più chiare, come la Germania e la Spagna, con evidenti ripercussioni per l’industria italiana dell’automotive e dei servizi connessi.

Foresti ha spiegato:

“Noi comunque procediamo e abbiamo già richiesto autorizzazioni per sperimentazioni in Germania e Spagna; queste attività ci serviranno per raccogliere i dati necessari ad avviare il processo di omologazione, che contiamo di completare entro il 2028.”

Per comprendere le implicazioni pratiche, è utile ricordare che il livello L4 consente al veicolo di operare in condizioni specifiche senza intervento umano continuo: ciò richiede però un quadro normativo e infrastrutturale chiaro, test estensivi e una governance della responsabilità differenziata rispetto al modello tradizionale del conducente.

Se il quadro italiano non viene armonizzato con le regole europee e non vengono definite procedure chiare per la supervisione remota e per le sperimentazioni, le aziende rischiano di spostare test e investimenti all’estero, con perdita di competitività per l’indotto nazionale.

Un intervento legislativo tempestivo potrebbe invece favorire l’attrazione di investimenti, la creazione di posti di lavoro altamente specializzati e lo sviluppo di una filiera nazionale per sensori, software e servizi di mobilità autonoma, a condizione che le norme bilancino sicurezza, responsabilità e possibilità operative per gli operatori.

In sintesi

  • La mancanza di un decreto attuativo e la loro interpretazione restrittiva costringono le imprese a spostare sperimentazioni e investimenti verso paesi europei più permissivi, erodendo la competitività dell’industria nazionale.
  • Per gli investitori, l’incertezza normativa aumenta il rischio regolatorio: priorità alla chiarezza su responsabilità e procedure di omologazione per sbloccare finanziamenti e piani industriali.
  • Un adeguamento delle norme italiane al Regolamento (UE) 2022/1426 e l’istituzione di percorsi di sperimentazione controllata potrebbero trasformare l’Italia in un hub per la mobilità autonoma, con impatti positivi su catene di fornitura e occupazione qualificata.


Author: Tony
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