Siderurgia: Federacciai lancia l’allarme, caro energia mette a rischio la continuità produttiva
- 22 Settembre 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
Di fronte alla «gravissima situazione legata ai prezzi dell’energia elettrica e del gas», che sta colpendo in modo particolare le industrie energivore italiane e il settore siderurgico, il Consiglio di presidenza e il Consiglio generale di Federacciai segnalano rischi concreti per la continuità produttiva, con la possibile necessità di fermate degli impianti a causa dell’insostenibilità economica dei costi energetici.
La denuncia di Federacciai
Federacciai ha dichiarato:
“Nei prossimi mesi si profilano rischi di un ulteriore aggravamento della situazione, con possibili ripercussioni sulla continuità produttiva e il rischio di fermate degli impianti a causa dell’insostenibilità economica dei costi energetici.”
L’associazione segnala che l’emergenza energetica, aggravata dalle tensioni geopolitiche internazionali, rende sempre più complessa l’applicazione del sistema ETS alle emissioni delle centrali termoelettriche alimentate a gas, con effetti amplificati sulla formazione dei prezzi dell’elettricità.
Federacciai ha aggiunto:
“Il decreto Bollette, che mirava ad affrontare anche questa criticità, è ormai bloccato da mesi a livello europeo.”
Richieste e proposte di intervento
Federacciai ha affermato che è necessario che l’Italia si attivi in tutte le sedi per ottenere una sospensione temporanea dell’ETS per il comparto termoelettrico durante il periodo emergenziale e per lavorare con altri Paesi europei a soluzioni che evitino asimmetrie competitive tra economie dell’Unione.
Nel documento l’associazione chiede altresì la conferma da parte del Governo italiano di strumenti già in uso, come l’interrompibilità, gli interconnector e gli schemi di energy release, che remunerano servizi utili al sistema elettrico nazionale e hanno contribuito a mitigare l’impatto del caro energia.
Nonostante tali meccanismi, le imprese energivore italiane continuano a sostenere costi per l’energia elettrica significativamente più elevati rispetto ai concorrenti europei, con conseguenze su margini, occupazione e attrattività degli investimenti industriali.
Meccanismi di mercato e criticità dell’ETS
Il sistema ETS è progettato per mettere un prezzo sulle emissioni di CO2 e incentivare riduzioni di gas serra, ma quando il prezzo del gas e le condizioni di mercato non sono omogenee tra gli Stati membri può generare effetti distorsivi sui prezzi dell’energia elettrica. Le centrali a gas, infatti, determinano spesso il prezzo marginale dell’elettricità e il costo delle quote ETS si somma a questo prezzo, trasferendo oneri alle imprese energivore.
In assenza di un vero mercato unico europeo dell’energia, le differenze tra costi di approvvigionamento, capacità di interconnessione e misure di sostegno nazionali aumentano il divario competitivo tra produttori europei, mettendo a rischio la tenuta di filiere industriali intensive dal punto di vista energetico.
Implicazioni politiche e possibili misure
Sul piano politico, la richiesta di sospensione temporanea dell’ETS per il termoelettrico pone al centro la necessità di coordinamento europeo su misure transitorie. Le opzioni sul tavolo includono esenzioni temporanee, meccanismi di compensazione selettiva, rafforzamento delle reti di interconnessione e incentivi a investimenti in efficienza energetica e fonti rinnovabili per le imprese.
Per il Governo italiano si tratta di bilanciare la tutela della competitività industriale con gli obiettivi climatici, valutando interventi che evitino aiuti di Stato distorsivi ma siano abbastanza rapidi e mirati da prevenire chiusure produttive e perdite occupazionali.
La vicenda di Ex Ilva rimane un monito sulle conseguenze economiche e sociali di crisi prolungate nel settore industriale: l’adeguamento degli impianti, la gestione dei costi e la pianificazione delle politiche energetiche e ambientali richiedono coordinamento tra istituzioni, imprese e partner europei.
Conclusioni e scenari
La situazione descritta da Federacciai evidenzia come gli squilibri nei mercati energetici e le misure climatiche interagiscano in modo complesso con la competitività industriale. Soluzioni efficaci dovranno coniugare interventi di breve periodo per contenere l’impatto sui costi con riforme strutturali che favoriscano un mercato europeo dell’energia più integrato e resiliente.
In sintesi
- La pressione sui prezzi energetici sta comprimendo i margini delle industrie energivore; per gli investitori questo aumenta il rischio di riallocazione capitale verso paesi con costi energetici più bassi.
- Una sospensione o modifica temporanea dell’ETS potrebbe ridurre gli oneri immediati ma segnalerà incertezza normativa; gli investimenti a medio termine richiedono chiarezza su regole europee e strumenti di compensazione.
- Rafforzare l’interconnessione e promuovere investimenti in efficienza e rinnovabili rappresenta una strategia che può migliorare la competitività industriale italiana riducendo la dipendenza da combustibili fossili.