Spesi 34,7 miliardi: la svolta per i piccoli comuni italiani
- 16 Settembre 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Al Nord, tra i 113 piccoli Comuni analizzati, figurano otto appartenenti alla Lombardia, quattro alla Veneto, quattro al Piemonte, tre all’Emilia-Romagna, due al Friuli-Venezia Giulia e uno all’Alto Adige. Al Sud, invece, la Campania concentra 23 Comuni nella fascia più critica, con una media superiore ai 3.300 euro pro capite di gioco online; seguono la Basilicata e la Calabria con valori oltre i 3.100 euro, mentre Sicilia, Puglia e Molise restano sopra la soglia dei 3.000 euro.
Il primato per spesa pro capite nel gioco d’azzardo online è attribuito al Comune di Baia e Latina, in provincia di Caserta. Con circa 1.973 abitanti, il Comune ha registrato quasi 150 milioni di euro di transazioni riconducibili al gioco online, pari a oltre 102.000 euro per ciascun residente nella fascia 18-74 anni.
Lo studio ha spiegato:
«La stragrande maggioranza (il 96%) di questo volume proviene dal Betting Exchange, la forma di scommessa più opaca, in cui sono gli stessi giocatori a fare il banco; essa produce entrate fiscali ridotte ed è spesso indicata come uno strumento ideale per accordi illegali e per il riciclaggio, nell’ombra del gioco “legale”.»
Accanto a Baia e Latina figurano altri Comuni con valori pro capite particolarmente elevati: Polaveno (provincia di Brescia) con 22.955 euro, Mairano (sempre in Brescia) con 11.430 euro, Francavilla in Sinni (provincia di Potenza) con 21.928 euro e Nociglia (provincia di Lecce) con 11.854 euro.
Richieste di trasparenza
La ricerca avanza una richiesta netta: maggiore trasparenza dei flussi finanziari legati al gioco online. Numeri di questa portata, secondo gli autori, impongono chiarimenti sull’origine dei fondi, sui soggetti che li muovono e sulle ragioni per cui volumi così ingenti si concentrino in territori con poche centinaia o poche migliaia di abitanti.
La ricerca ha sottolineato:
«Questi dati vanno verificati: si segua il denaro e si intervenga.»
Lo studio indica la necessità di indagini coordinate da parte di autorità competenti come l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, la Guardia di Finanza e, dove necessario, le procure, per ricostruire la catena dei pagamenti, identificare operatori reali e verificare eventuali fenomeni di elusione fiscale o riciclaggio. La presenza di volumi elevati in Comuni con bassa popolazione solleva il sospetto di meccanismi di registrazione delle attività che non coincidono con il luogo effettivo dove avvengono le giocate.
La ricerca assume inoltre una posizione critica nei confronti del Governo, accusandolo di non affrontare con la necessaria determinazione il problema. Secondo gli autori, se i cittadini sono sempre più esposti alle conseguenze sociali e sanitarie del gioco d’azzardo, il quadro istituzionale attuale rende difficile leggere con precisione quanto accade a livello locale.
Lo studio ha affermato:
«Decidere se continuare a proteggere gli interessi dell’industria dell’azzardo o se invece tutelare le persone e le comunità è prima di tutto una scelta politica.»
Oltre alla richiesta di controlli, gli autori suggeriscono misure concrete: obblighi di reporting più stringenti per gli operatori, limiti alle modalità di offerta più opache come il Betting Exchange, e meccanismi di trasferimento informativo tra amministrazioni centrali e enti locali per valutare l’impatto sociale e sanitario del fenomeno. Sul piano economico, i flussi anomali possono distorcere i bilanci locali e creare rischi reputazionali che influenzano investimenti e servizi pubblici.
Per i decisori pubblici e per gli investitori privati, la situazione descritta nello studio evidenzia un rischio regolatorio crescente: senza trasparenza e controlli più efficaci, la concentrazione di grandi volumi in aree ristrette può generare instabilità e rendere meno prevedibile il contesto di investimento, specialmente per chi opera nei settori legati ai servizi locali e all’economia reale.
In sintesi
- La concentrazione di ingenti volumi di gioco online in piccoli Comuni accentua il rischio di comportamenti illeciti e richiede controlli mirati; per i mercati, questo aumenta il premio per il rischio regolatorio.
- Per gli investitori, l’opacità del Betting Exchange e la possibile elusione fiscale rappresentano fattori che possono condizionare la valutazione di opportunità legate a servizi locali e infrastrutture.
- Una maggiore trasparenza e un efficace coordinamento tra Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, Guardia di Finanza e amministrazioni locali sono necessari per tutelare la tenuta dei bilanci pubblici e la fiducia degli operatori economici.
- Policy più rigorose sul reporting e sul monitoraggio delle piattaforme di gioco possono ridurre le distorsioni territoriali e migliorare la qualità delle informazioni disponibili per decisioni politiche ed economiche informate.