Argos Surface Technologies, fotovoltaico +122% e Scope 2 giù di oltre il 40%: 58,8 milioni di valore generato

Argos Surface Technologies accelera sulle energie rinnovabili e riduce l’impatto ambientale dei propri stabilimenti. Nel 2025 il gruppo italiano specializzato nei trattamenti e nei rivestimenti superficiali ha prodotto attraverso i propri impianti fotovoltaici 4,82 milioni di kWh di energia elettrica, il 122% in più rispetto ai 2,17 milioni dell’anno precedente, mentre le emissioni indirette Scope 2 legate ai consumi energetici sono diminuite di oltre il 40%.

È quanto emerge dal secondo Bilancio di Sostenibilità di Argos Surface Technologies, redatto volontariamente con riferimento ai GRI Sustainability Reporting Standards e relativo alle performance ambientali, sociali e di governance registrate tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2025.

Il perimetro comprende 12 stabilimenti tra Lombardia, Piemonte ed Emilia-Romagna. Non è ancora inclusa Ag Technical, società specializzata nei trattamenti galvanici della quale Argos ST ha acquisito il 70% nel corso del 2025.

Fotovoltaico a 4,82 milioni di kWh

Il principale miglioramento riguarda l’utilizzo delle fonti rinnovabili.

Nel corso del 2025 l’autoproduzione fotovoltaica è salita da 2,17 a 4,82 milioni di kWh, più che raddoppiando rispetto all’esercizio precedente.

Contemporaneamente, l’energia elettrica rinnovabile certificata acquistata da fornitori esterni è quasi triplicata, passando da 1,45 a 4,2 milioni di kWh.

Una quota dell’energia generata dagli impianti fotovoltaici è stata ceduta alla rete. Per il 2026 il gruppo valuterà quindi l’introduzione di sistemi di accumulo, con l’obiettivo di aumentare la percentuale di energia solare utilizzata direttamente dagli stabilimenti.

L’aumento dell’attività produttiva ha determinato invece una crescita del 6,7% delle emissioni dirette Scope 1, mentre le emissioni indirette Scope 2 sono diminuite di oltre il 40% grazie al diverso mix energetico.

Rifiuti ridotti del 35,4%

Migliorano anche gli indicatori relativi all’impiego delle risorse.

Nel 2025 i materiali utilizzati nei processi produttivi sono diminuiti del 28%, mentre i rifiuti complessivamente generati sono passati da 5.507 a 3.556 tonnellate, con una riduzione del 35,4%.

La contrazione è particolarmente marcata per i rifiuti non pericolosi, scesi del 54,6%, mentre quelli pericolosi si sono ridotti del 7,3%.

Il modello industriale di Argos ST è basato su attività come nichelatura chimica, anodizzazione, cataforesi, trattamenti galvanici, metallizzazione e rivestimenti polimerici, processi utilizzati per migliorare la resistenza e prolungare la vita utile di componenti e materiali industriali.

Quando tecnicamente possibile, il gruppo privilegia inoltre il recupero rispetto allo smaltimento.

Il progetto per recuperare il nichel dai reflui

In questa direzione si inserisce la collaborazione con Circular Materials, focalizzata sullo sviluppo di tecnologie per il recupero del nichel dai reflui industriali.

Il progetto punta a recuperare una materia prima utilizzata in diversi processi industriali e a ridurre contemporaneamente la quantità di risorse disperse nei flussi di scarto.

Negli stabilimenti nei quali l’acqua rappresenta una componente significativa del processo produttivo sono inoltre installati sistemi di ricircolo e recupero, nell’ambito di una strategia più ampia di efficienza nell’utilizzo delle risorse.

Generati 58,8 milioni di valore economico

Il Bilancio di Sostenibilità fotografa anche la dimensione economica del gruppo.

Nel 2025 Argos Surface Technologies ha generato un valore economico di 58,8 milioni di euro, distribuendone 51,7 milioni agli stakeholder, pari all’88,05% del totale.

La principale componente è rappresentata dalla remunerazione dei dipendenti.

Salari e benefit sono aumentati da 22,7 a 26,7 milioni di euro, con un incremento di 4 milioni rispetto all’anno precedente.

Il valore economico trattenuto dal gruppo si è invece attestato intorno a 7 milioni di euro, destinati alla continuità operativa e al finanziamento degli investimenti futuri.

427 dipendenti, il 97,4% a tempo indeterminato

Al 31 dicembre 2025 Argos ST contava 427 dipendenti, dei quali il 97,4% con un contratto a tempo indeterminato.

Nel corso dell’anno il gruppo ha erogato 3.406 ore di formazione, concentrandosi in particolare su sicurezza, competenze tecniche e sistemi di gestione.

«Per un gruppo industriale, la sostenibilità non può essere separata dai processi produttivi, dalla qualità e dalla capacità di utilizzare meglio le risorse», dichiara Andrea Siano, CEO del Gruppo Argos Surface Technologies «Le nostre attività contribuiscono a proteggere, rigenerare e prolungare la vita utile di materiali e componenti, riducendo la necessità di sostituirli. Il Bilancio di sostenibilità ci permette di misurare con maggiore precisione gli impatti del Gruppo e di individuare le aree sulle quali intervenire, con un approccio concreto e orientato al miglioramento continuo».

Dodici stabilimenti certificati su qualità e ambiente

Sul fronte dei sistemi di gestione, tutte le 12 sedi comprese nel perimetro di rendicontazione dispongono di certificazioni relative alla qualità e alla gestione ambientale.

Nove stabilimenti dispongono inoltre di sistemi certificati per la salute e sicurezza sul lavoro.

Nel corso del 2025 Argos ST ha rafforzato anche l’integrazione dei criteri ESG nella selezione e nella valutazione dei fornitori.

Tra i parametri presi in considerazione figurano certificazioni ambientali e sociali, sicurezza, formazione, gestione degli impianti e strumenti di prevenzione della corruzione.

Dal 2026 obiettivi ESG quantitativi

Per la raccolta e il controllo delle informazioni il gruppo utilizza la piattaforma digitale ESGeo, attraverso la quale vengono centralizzati i dati provenienti dalle diverse società, funzioni e sedi.

Il sistema punta a migliorare la tracciabilità, coerenza e verificabilità delle informazioni ESG.

Dal 2026 la piattaforma verrà utilizzata anche per definire obiettivi quantitativi e misurabili nelle principali aree di sostenibilità.

Tra le priorità indicate dal gruppo figurano il miglioramento dell’efficienza energetica, l’ulteriore riduzione delle emissioni, l’aumento dell’autoconsumo di energia rinnovabile e una maggiore armonizzazione dei sistemi di gestione tra gli stabilimenti.

L’analisi di materialità, sviluppata con il supporto di ESGeo, ha individuato complessivamente nove priorità, comprendenti energia, emissioni, gestione di materiali, acqua e rifiuti, salute e sicurezza, sviluppo delle persone, fornitori ed etica del business.

Con 4,82 milioni di kWh di fotovoltaico autoprodotto, rifiuti ridotti di oltre un terzo e 26,7 milioni investiti in salari e benefit, il secondo Bilancio di Sostenibilità fotografa così un gruppo che sta affiancando all’espansione industriale una progressiva strutturazione dei propri obiettivi ambientali e sociali.