La correzione dei titoli legati all’IA riflette il posizionamento degli investitori, non i fondamentali

di John Woods (CIO Asia, Banque Lombard Odier & Cie SA), Dr. Nannette Hechler-Fayd’herbe (Head of Investment Strategy, Sustainability and Research, CIO EMEA, Banque Lombard Odier & Cie SA) e Dr. Luca Bindelli (Head of Investment Strategy, Banque Lombard Odier & Cie SA)

I mercati azionari stanno rivalutando il ritmo della futura crescita dell’intelligenza artificiale dopo la vittoria dei Democratici nelle elezioni di midterm negli Stati Uniti. Gli investitori si stanno chiedendo se il ciclo di investimenti nell’AI stia avvicinandosi a un picco e quali potrebbero essere le conseguenze sulla spesa futura. Riteniamo tuttavia che le ragioni di lungo periodo a sostegno dell’AI restino intatte.

Il 5 novembre, l’S&P 500 ha chiuso in calo del 4,36%, registrando la flessione più marcata dagli annunci sui dazi del cosiddetto “Liberation Day” dell’aprile 2025. L’indice NASDAQ, a forte componente tecnologica, ha perso il 5,52%. La volatilità è proseguita il 6 novembre sui mercati giapponese e sudcoreano.

Le elezioni di midterm come catalizzatore

Non è la prima volta nelle ultime settimane che il rally dei titoli legati all’intelligenza artificiale viene messo sotto osservazione. Questa volta, a fornire il catalizzatore sono state le elezioni di midterm negli Stati Uniti.

Gli investitori temono che eventuali nuove normative promosse dai Democratici, a livello federale o statale, possano costringere le società tecnologiche a rallentare la spesa per le infrastrutture e a limitare la costruzione di data center. Questo ha portato i mercati azionari a interrogarsi sulla sostenibilità del rally più ampio.

Il sell-off appare legato soprattutto al posizionamento

Riteniamo tuttavia che le vendite riflettano soprattutto una riduzione di posizioni particolarmente affollate sugli investimenti legati all’AI, piuttosto che un cambiamento fondamentale nelle prospettive di lungo periodo della tecnologia.

La domanda di intelligenza artificiale resta robusta, come dimostrano l’accelerazione dei prezzi della capacità di calcolo e la forte crescita dei ricavi del cloud, ancora limitata da vincoli dal lato dell’offerta.

Molti progetti di data center sono già in programma

I movimenti di mercato sembrano inoltre ignorare il fatto che molti progetti di data center negli Stati Uniti siano già in fase di sviluppo e che anche gli scenari più pessimistici non mettano in discussione il livello di spesa in conto capitale già programmato per il 2027.

Sul piano legislativo, consideriamo inoltre improbabili restrizioni generalizzate negli Stati Uniti sui data center per l’intelligenza artificiale, perché il Presidente mantiene poteri di veto che il Congresso non potrebbe superare, dal momento che la maggioranza democratica non raggiunge la soglia dei due terzi necessaria per una “super maggioranza”.

La domanda di AI non è scomparsa

Un punto cruciale è che, a nostro avviso, la domanda di AI non si è affatto esaurita.

L’adozione da parte delle imprese continua ad accelerare, i fornitori di servizi cloud restano impegnati in investimenti di lungo periodo nell’intelligenza artificiale e gli utili continuano a mostrarsi solidi.

Una correzione tecnicamente eccessiva

I movimenti di mercato appaiono quindi tecnicamente eccessivi.

Sebbene possano emergere maggiori pressioni per regolamentare l’intelligenza artificiale, interpretiamo questa fase soprattutto come una storia di rotazione settoriale e di ricalibrazione delle aspettative sugli utili.

Gli investitori sembrano ridurre posizioni tecnicamente molto affollate dopo un lungo periodo di performance eccezionali.

Correzioni di metà ciclo, come quella osservata in occasione dell’annuncio dei dazi statunitensi nell’aprile 2025 o all’inizio del conflitto con l’Iran a febbraio, fanno parte di qualunque mercato rialzista prolungato.

Le altre asset class mostrano maggiore tenuta

I movimenti registrati nelle altre classi di attivo supportano anch’essi questa interpretazione.

I rendimenti obbligazionari hanno continuato a scendere durante il sell-off azionario. Questo indica che i timori legati all’inflazione restano contenuti.

È importante sottolineare che il mercato obbligazionario non sta segnalando una recessione: piuttosto, indica una crescita economica più lenta, ma ancora sostenibile.

Il mercato obbligazionario segnala condizioni finanziarie più accomodanti

La brusca correzione guidata dall’AI ha indebolito il sentiment di mercato, ma non modifica le nostre prospettive di investimento.

Il mercato obbligazionario continua infatti a segnalare un allentamento delle condizioni finanziarie.

Un reset delle aspettative più che un cambio di scenario

Nel complesso, i movimenti dei mercati azionari sembrano assomigliare più a un reset delle aspettative.

Ci aspettiamo che il rally, finora concentrato su un numero ristretto di grandi società legate all’intelligenza artificiale, possa estendersi oltre una manciata di mega-cap e coinvolgere altri settori e altre regioni.

Questo dovrebbe lasciare intatte le ragioni di lungo periodo a sostegno dell’azionario statunitense.

Consideriamo correzioni di questa portata come opportunità per aumentare l’esposizione e abbiamo riequilibrato di conseguenza i nostri portafogli.