Wall Street ha messo fine alle corse sfrenate di Bitcoin, afferma Markus Thielen
- 3 Novembre 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Markus Thielen, fondatore di 10x Research, sostiene che gli anni delle impennate consecutive a doppia cifra per Bitcoin siano finiti, mentre operatori di Wall Street e grandi investitori che prendono profitti stanno rimodellando il mercato.
Secondo Thielen, la vendita di opzioni call da parte di operatori istituzionali dopo i rialzi ha reso meno frequenti le esplosioni di prezzo violente che si vedevano in passato. In un’intervista recente l’analista ha osservato che questa dinamica cancella in parte il pattern classico dei rally prolungati.
Markus Thielen ha dichiarato:
“Alla fine non si è trattato di un acquisto netto.”
Autore del volume Crypto Titans, Thielen ha spiegato che lo studio della storia del settore gli ha fatto notare come ogni ciclo porti con sé promotori diversi, i quali attraggono tipologie differenti di investitori.
Markus Thielen ha aggiunto:
“Ogni ciclo ha avuto promotori diversi, e promotori diversi attirano investitori diversi.”
Chi sta davvero comprando Bitcoin?
Thielen stima che i market maker possano spiegare fino a metà dei flussi netti verso gli ETF spot su Bitcoin che ha analizzato, per un totale notevole. Queste società detengono quote di ETF come strumento di copertura per le loro posizioni su opzioni, pertanto tali posizioni non equivalgono necessariamente a una scommessa diretta sulla salita del prezzo di Bitcoin.
La sua valutazione si basa sull’esame dei documenti obbligatori che molti gestori d’investimento devono depositare, come il Form 13F, che rendono visibili talune detenzioni di titoli. Tra i primi investitori negli ETF vi sono stati anche piccoli risparmiatori che hanno acquistato attraverso intermediari e veicoli societari, talvolta pagando premi significativi rispetto al valore delle attività sottostanti.
Markus Thielen ha affermato:
“Penso ancora che le istituzioni potrebbero entrare. Alcuni fondi sovrani potrebbero ancora decidere di partecipare.”
Prospettive di prezzo per Bitcoin
Thielen continua a ritenere plausibile che Bitcoin possa raggiungere quota 90.000 dollari entro fine anno, pur ammettendo la possibilità di una correzione preliminare verso la fascia medio-alta dei 70.000 dollari. Movimenti simili si sono già manifestati in seguito ad eventi negativi di mercato, come la compromissione di una grande piattaforma che ha contribuito a un calo temporaneo dei prezzi.
La traiettoria del prezzo dipenderà in parte dall’evoluzione della politica monetaria: il Federal Reserve ha aumentato i tassi di riferimento nei mesi scorsi e ha mantenuto un atteggiamento prudente, lasciando aperta la possibilità di ulteriori rialzi in presenza di pressioni inflazionistiche persistenti. Thielen prevede un nuovo possibile incremento entro dicembre, seguito da una maggiore cautela che potrebbe favorire un rimbalzo verso fine anno.
Markus Thielen ha dichiarato:
“Mi aspetto ancora un rialzo entro fine anno, ma potremmo vedere prima una fase di consolidamento.”
Ethereum, utilità e ritorni per i detentori
Per quanto riguarda Ethereum, Thielen ritiene che Bitcoin possa sovraperformare Ether, perché una quota consistente del valore generato dall’attività su Ethereum finisce sulle reti di secondo livello. Di conseguenza, il beneficio economico diretto per i detentori di ETH risulta meno evidente.
La rete di Ethereum brucia le commissioni base pagate dagli utenti, riducendo temporaneamente l’offerta se la quantità bruciata supera quella emessa ai validatori. Tuttavia, tariffe più basse per gli utenti possono tradursi in minori quantità di ETH distrutte, incidendo sulle dinamiche di offerta.
Markus Thielen ha affermato:
“È come un’autostrada: tutti vogliono che sia libera per andare veloci, che sia sicura e ben mantenuta, ma pochi sono disposti a pagare per mantenerla.”
Thielen cita l’esempio di Hyperliquid, una piattaforma di derivati decentralizzati, il cui fondo di supporto converte commissioni di trading in HYPE che vengono poi bruciate, dimostrando come l’attività di mercato possa finanziare acquisti e riduzioni dell’offerta di token. Per Ethereum, secondo l’analista, è necessario rafforzare l’allineamento tra l’uso della rete e il valore finanziario che ricade sui detentori di ETH.
Contesto e implicazioni per gli investitori
L’ingresso di operatori professionali che usano strumenti derivati come copertura cambia la natura dei flussi verso i prodotti incentrati su Bitcoin. Questo rende più difficile interpretare i dati sui flussi come segnali univoci di domanda diretta dall’investitore finale, complicando la strategia di chi si affida esclusivamente ai volumi per decidere gli acquisti.
Per gli investitori retail e i gestori di portafoglio italiani, la combinazione tra volatilità legata a eventi macro (es. decisioni sui tassi) e attività di hedging da parte dei market maker suggerisce l’importanza di una gestione del rischio più strutturata: orizzonti di investimento chiari, diversificazione e attenzione alle condizioni di liquidità dei prodotti scelti.
In sintesi
- La crescente presenza di operatori istituzionali e market maker altera il significato dei flussi verso gli ETF: non sempre indicano domanda finale, perciò gli investitori dovrebbero valutare l’esposizione reale al mercato sottostante.
- La politica monetaria della Federal Reserve rimane un fattore chiave per la volatilità delle criptovalute; per gli investitori italiani ciò implica monitorare le decisioni sui tassi nel contesto di portafogli multi-asset.
- Per Ethereum il tema centrale non è solo l’adozione tecnica, ma la capacità di convertire l’utilizzo della rete in valore tangibile per i detentori di ETH, elemento che può influire sulle prospettive di rendimento relativo rispetto a Bitcoin.