Viagogo nel mirino di Agcom: oscurato il sito e stretta sulle multe non pagate
- 31 Ottobre 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
Il conto delle multe non pagate ha portato a un ordine di oscuramento: Agcom ha chiesto agli operatori di telecomunicazione di bloccare dall’Italia l’accesso a viagogo.it, che nella giornata di ieri è risultato irraggiungibile. Si tratta della prima applicazione pratica di questo strumento contro una piattaforma di secondary ticketing, il mercato della rivendita di biglietti.
Dopo anni di provvedimenti sanzionatori nei confronti di chi rivende tagliandi a prezzi maggiorati, l’Autorità ha cambiato passo procedurale: l’intervento non si limita più alle multe, ma prevede il blocco degli accessi dal territorio nazionale quando ricorrono determinate condizioni previste dalla normativa.
Meccanismo normativo e prima applicazione
La possibilità di ordinare la chiusura dell’accesso è stata introdotta dal decreto Bollette 2025. Il dispositivo lega il blocco al mancato pagamento di sanzioni irrogate dall’Agcom per almeno un milione di euro, purché le multe siano diventate definitive, cioè non più soggette a impugnazione o con un giudicato consolidato.
Di fatto l’episodio rappresenta la prima applicazione di questa leva amministrativa contro il bagarinaggio online, con ricadute possibili su altri operatori internazionali che forniscono servizi al pubblico italiano senza adeguarsi alle regole nazionali.
Massimiliano Capitanio ha dichiarato:
“Questo provvedimento è importante perché completa una serie di interventi messi in campo dall’Autorità per affermare un principio semplice, ma spesso trascurato: le leggi nazionali vanno rispettate. Questo vale in particolare per società digitali o transfrontaliere che operano in Italia senza adeguarsi alle nostre normative.”
Capitanio ha inoltre sottolineato che, grazie al lavoro degli uffici dell’Agcom e della Guardia di Finanza, l’Autorità interviene su profili diversi quali la tutela dei minori, il contrasto al gioco d’azzardo illegale, la difesa del diritto d’autore, i discorsi d’odio online e, ora, il fenomeno del secondary ticketing.
Gli importi contestati e la riscossione
Sommandosi le sanzioni irrogate, l’Agenzia delle entrate deve recuperare dalla società un totale di circa 53,4 milioni di euro. Tale ammontare comprende 48,6 milioni riferiti a provvedimenti relativi al periodo 2020-2023, comprensivi di maggiorazioni e interessi, e una sanzione aggiuntiva di 4,86 milioni adottata nel novembre 2024, quest’ultima non ancora iscritta a ruolo.
Quattro delle sanzioni sono state iscritte a ruolo con data del 10 luglio 2024, elemento che ha reso operativa la procedura di riscossione e ha attivato, nelle condizioni previste dalla legge, la possibilità del blocco degli accessi.
Impatto sul mercato dei biglietti e reazioni possibili
L’intervento rappresenta un precedente significativo per il mercato della rivendita secondaria di biglietti in Italia. Blocchi di questo tipo possono ridurre la visibilità di piattaforme che praticano ricarichi elevati, con potenziali effetti positivi per i consumatori se accompagnati da misure di mercato che incentivino canali ufficiali e trasparenti.
Tuttavia l’oscuramento può anche spostare parte delle transazioni verso canali informali o meno sicuri, con rischi per la tutela dei consumatori e per la tracciabilità fiscale delle vendite. Parte degli operatori potrebbe cercare ricorsi legali o soluzioni tecniche per aggirare il blocco, mentre le autorità valuteranno la sostenibilità e l’efficacia di questa leva nel medio termine.
Profili giuridici e internazionali
L’ordine di oscuramento solleva anche questioni di diritto internazionale e di libera prestazione dei servizi digitali: provider esteri potrebbero contestare la misura o invocare la giurisdizione dei loro paesi d’origine. In ogni caso, la normativa italiana richiede che le sanzioni siano definitive prima di attivare il blocco, un elemento che limita l’uso immediato dello strumento e lascia spazio a eventuali ricorsi.
Gli operatori di telecomunicazione in Italia sono tenuti a conformarsi agli ordini dell’Agcom, attivando i filtri tecnici necessari per impedire l’accesso dal territorio nazionale finché permangono le condizioni previste dalla legge.
Scenari futuri e considerazioni fiscali
Dal punto di vista fiscale, la riscossione degli importi iscritti a ruolo potrebbe durare anni e dipendere da ricorsi, accordi transattivi o procedure esecutive. Per l’Agenzia delle entrate il recupero effettivo delle somme resta un processo complesso che richiede coordinamento con le autorità straniere quando si tratta di società con sede all’estero.
Per il mercato italiano, la vicenda offre un monito alle piattaforme internazionali: operare in un mercato implica il rispetto delle regole locali, anche quando i servizi sono digitali e transfrontalieri. Le istituzioni nazionali hanno dimostrato di disporre di strumenti per intervenire e intendono farne uso per tutelare consumatori e concorrenza leale.
In sintesi
- L’uso dell’oscuramento come strumento amministrativo crea un precedente che può disincentivare pratiche di prezzo aggressive nel secondary ticketing, migliorando la trasparenza per i consumatori se accompagnato da controlli efficaci.
- Per gli investitori del settore tecnologico e delle piattaforme di intermediazione, cresce il rischio regolamentare in mercati dove le autorità possono imporre blocchi: la compliance normativa diventa un fattore chiave di valutazione.
- La difficile fase di riscossione delle sanzioni evidenzia tensioni tra enforcement fiscale e operatività transfrontaliera; per gli operatori italiani che offrono servizi correlati, questo favorisce concorrenti conformi ma richiede strategie di controllo dei rischi legali.