Bitcoin sotto pressione dopo la Fed mantiene i tassi con tono restrittivo

Bitcoin potrebbe affrontare ulteriori difficoltà dopo che la Federal Reserve ha deciso di mantenere i tassi d’interesse fermi, pur ribadendo preoccupazioni sull’inflazione, secondo diverse valutazioni di mercato. Mercoledì la commissione ha votato con 10 favorevoli e 2 contrari per lasciare il tasso di riferimento tra il 3,75% e il 4%; le governatrici Lisa Cook e la presidente della Fed di Cleveland Beth Hammack avevano preferito un aumento di un quarto di punto.

Kevin Warsh ha dichiarato:

“Gli americani continuano a confrontarsi con un’inflazione che è stata al di sopra dell’obiettivo del Comitato per quasi sei anni. È nostra responsabilità far scendere l’inflazione.”

Iggy Ioppe, responsabile degli investimenti della piattaforma di tokenizzazione Theo, ha osservato che la decisione in sé era ampiamente prevista, ma che gli investitori non avevano completamente scontato il tono più aggressivo della comunicazione della Fed.

Iggy Ioppe ha aggiunto:

“I mercati avevano valutato lo stop, ma non il tono più restrittivo.”

Gli operatori continuano a prevedere rialzi in futuro: per la riunione del Federal Reserve dell’8-9 dicembre e per i primi mesi dell’anno prossimo i futures indicano probabilità significative di un aumento. I dati del CME FedWatch assegnavano mercoledì una probabilità del 78,4% a un incremento di 25 punti base entro dicembre e del 67,3% a un rialzo di almeno un quarto di punto entro marzo.

Kevin Warsh ha dichiarato:

“Possono succedere molte cose, quindi non posso condividere con voi le mie speculazioni su ciò che accadrà quando questo gruppo si riunirà tra sei settimane.”

A tassi elevati, Bitcoin si trova a dover “competere” con un rendimento privo di rischio vicino al 4%, osserva ancora Iggy Ioppe, una dinamica che può ridurre l’appeal relativo delle attività speculative se il differenziale di rendimento non giustifica il rischio.

Lewis Huang, analista di Bitget, ha sottolineato che il movimento successivo di Bitcoin potrebbe dipendere meno dalla singola decisione della Fed e più dall’andamento dei rendimenti sul debito pubblico, dal valore del dollaro USA e dal sentimento complessivo degli investitori.

Lewis Huang ha spiegato:

“Con pochi nuovi segnali direzionali dalla Fed, la performance a breve termine di Bitcoin potrebbe essere maggiormente influenzata dai rendimenti del Tesoro, dai movimenti del dollaro e dal sentiment di rischio.”

Molti analisti guardano ora a dati macro e ai risultati delle grandi società tecnologiche per individuare indizi sulla direzione degli asset rischiosi. In particolare, l’indice PCE (Personal Consumption Expenditures) in uscita giovedì e i bilanci di diverse aziende tech sono considerati catalizzatori a breve termine.

Fabian Dori, chief investment officer di Sygnum Bank, ha condiviso questa prospettiva, avvertendo che i prossimi giorni potrebbero riservare maggiore volatilità sui mercati.

Fabian Dori ha aggiunto:

“La pubblicazione dell’inflazione PCE e i report degli utili di varie società del gruppo Mag 7 aiuteranno a chiarire se la spesa in capitale legata all’IA si sta trasformando in ricavi. Dopo questi catalizzatori a breve termine, la liquidità complessiva e le condizioni finanziarie probabilmente determineranno il percorso verso la decisione di dicembre.”

Per gli investitori italiani la combinazione di tassi più elevati e rigidità della politica monetaria internazionale implica uno scenario di maggiore selettività: i portafogli orientati al rischio potrebbero essere sottoposti a stress, mentre strumenti a reddito fisso potrebbero diventare più competitivi rispetto alle criptovalute, almeno fino a quando non si ridurrà la pressione inflazionistica.

Nel dibattito di settore è emersa anche una nota secondo cui le criptovalute potrebbero, in alcuni scenari, sovraperformare titoli legati all’intelligenza artificiale; questa tesi viene discussa da diversi osservatori, tra cui il veterano di Wall Street Jordi Visser, che mette in guardia sul fatto che la rotazione settoriale dipenderà dall’effettiva traduzione degli investimenti in IA in flussi di cassa reali.

In sintesi

  • La persistenza di tassi reali più elevati tende a ridurre il premio per il rischio richiesto sugli asset speculativi come Bitcoin, rendendo cruciale il confronto tra rendimento privo di rischio e prospettive di crescita delle criptovalute.
  • Per gli investitori italiani, una strategia difensiva che bilanci esposizioni in attività rischiose con strumenti a reddito fisso potrebbe ridurre la volatilità del portafoglio in vista delle prossime decisioni della Federal Reserve.
  • I prossimi report macro (PCE) e gli utili delle grandi tech rappresentano trigger a breve termine: conferme di forza economica potrebbero spingere verso nuovi rialzi dei tassi, mentre dati più deboli potrebbero allentare la pressione sui mercati rischiosi.
  • La transizione degli investimenti in intelligenza artificiale da spesa a ricavi concreti rimane un fattore chiave per determinare se settori tecnologici o asset alternativi come le criptovalute offriranno migliori opportunità di rendimento nel medio termine.


Author: Tony
Redazione Finanza Flash. Notizie di finanza, mercati, borsa e macroeconomia in tempo reale. Aggiornamenti su investimenti, banche, BCE ed economia italiana.