Oggi manovra in CdM: dal bonus elettrodomestici alla card sanitaria per gli over 75, cosa cambia
- 29 Ottobre 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
La prossima manovra di bilancio nazionale si concentra su interventi che toccano pensioni, fisco, incentivi alle imprese e misure straordinarie per il settore finanziario, con l’obiettivo di trovare coperture entro i vincoli di spesa previsti dal quadro macroeconomico.
Pensioni: flessibilità mirata ma risorse limitate
È previsto un fondo di poco meno di un miliardo destinato a finanziare nuove formule di flessibilità in uscita dal lavoro, la cui struttura dovrà essere definita nel corso del prossimo anno. La dotazione, però, non è sufficiente per coprire un’ipotesi di pensione anticipata a 64 anni con ricalcolo interamente contributivo, che secondo le stime comporterebbe un onere aggiuntivo attorno a 1,5 miliardi.
Parallelamente si prevede un intervento sulla perequazione degli assegni pensionistici volto a recuperare parte dell’inflazione; le possibilità al vaglio includono una rivalutazione graduata, con limitazioni per gli assegni di importo medio-alto. Tale scelta riflette il tentativo di conciliare equità sociale e sostenibilità di bilancio.
Regime forfettario: soglia più alta per le partite Iva
Per le partite Iva si valuta l’innalzamento della soglia che consente di beneficiare del regime forfettario (con aliquota al 15%, e al 5% per le nuove attività) da 85.000 a 100.000 euro di ricavi. Resterebbe invece l’obbligo di applicare l’Iva per i contribuenti che superano il livello di 85.000 euro.
Questa modifica punta a semplificare la vita fiscale di molte piccole imprese e professionisti, ma comporta anche valutazioni su gettito erariale e possibile riformulazione degli adempimenti contabili per chi si avvicina alla nuova soglia.
Il contributo richiesto al settore finanziario
Per reperire circa 5 miliardi di euro, il governo sta valutando un aumento della Tobin Tax e di un’addizionale sull’Ires applicata a banche e assicurazioni. A complemento di questa misura è allo studio il blocco delle Dta (Deferred tax assets) per l’anno 2027 come ulteriore fonte di risparmio fiscale.
Si tratta di misure che hanno impatti diretti sulla redditività del settore finanziario e che possono riflettersi sui mercati azionari e sul costo del credito: gli operatori monitoreranno con attenzione la formulazione definitiva e le possibili contromisure regolamentari o operative.
Riforma degli incentivi e Fondo crescita sostenibile
La manovra fungerà anche da contenitore per completare la riorganizzazione degli incentivi alle imprese: è previsto il trasferimento di alcune agevolazioni in un Fondo crescita sostenibile, come previsto dal decreto legislativo adottato lo scorso 22 giugno.
Questa razionalizzazione mira a semplificare lo schema degli incentivi, aumentarne l’efficacia e garantire maggior coerenza con gli obiettivi di sostenibilità e con le regole europee sugli aiuti di Stato, ma richiederà tempi di attuazione e criteri precisi per evitare incertezze negli investimenti aziendali.
Bonus elettrodomestici, bonus edilizi e gestione dei casi Superbonus
Si va verso la conferma del bonus elettrodomestici anche per il 2027, mentre il destino dei bonus edilizi resta subordinato alle trattative con la Unione Europea. In assenza di proroghe, il beneficio per le prime case verrebbe ridotto dal 50% al 36%, e per le seconde dal 36% al 30%.
Per i soggetti coinvolti in irregolarità relative al Superbonus è allo studio la possibilità di regolarizzare le posizioni sanzionabili mediante il versamento di un’imposta sostitutiva, una soluzione che potrebbe accelerare la chiusura delle controversie e ridurre l’incertezza per cantieri e operatori del settore edilizio.
L’evoluzione di questi incentivi avrà effetti diretti sui settori delle costruzioni, dell’arredamento e degli elettrodomestici, con ricadute su domanda interna, occupazione e filiere produttive locali.
Tempistica e contesto politico
Le decisioni finali saranno prese nei prossimi mesi, nel confronto tra governo, ministeri competenti e le istituzioni europee quando necessario. Le scelte dovranno bilanciare la ricerca di coperture con la necessità di non compromettere la ripresa economica e la fiducia dei mercati.
Il quadro politico influenzerà anche il grado di ambizione delle riforme: misure più incisive sul lato fiscale o sul settore finanziario potrebbero incontrare resistenze, mentre interventi di carattere redistributivo o volti a sostenere domanda e investimenti potrebbero ricevere maggiore consenso trasversale.
In sintesi
- La richiesta di risorse al settore finanziario potrebbe comprimere i margini di banche e assicurazioni, con possibili riflessi sui titoli bancari e sul costo del credito per imprese e famiglie.
- L’innalzamento della soglia del regime forfettario può incentivare la formalizzazione e la crescita delle piccole imprese, ma potrebbe ridurre il gettito a breve termine e richiedere aggiustamenti di politica fiscale per compensare.
- La concentrazione degli incentivi nel Fondo crescita sostenibile favorirà progetti di investimento più strutturati; gli investitori dovranno però valutare la maggiore selettività e i criteri di accesso che ne deriveranno.
- Limitazioni alla rivalutazione delle pensioni e contropartite fiscali mirate possono influire sui consumi delle fasce più anziane, con possibili effetti sulla domanda interna e sulle strategie d’investimento legate ai beni di consumo durevoli.