Scott Bessent mette le criptovalute sullo stesso piano di intelligenza artificiale e chip nella corsa tecnologica Usa-Cina alla conferenza Ripple

La recente battuta d’arresto nella legge nota come Clarity Act ha complicato lo sforzo più ampio della Casa Bianca per introdurre un quadro federale stabile sui mercati delle criptovalute, ma il Dipartimento del Tesoro intende comunque promuovere supervisioni più stringenti attraverso la cooperazione con le autorità di regolamentazione.

Bessent ha dichiarato:

“Al Dipartimento del Tesoro abbiamo ampi poteri di convocazione. Consideriamo la Securities and Exchange Commission (SEC) e la Commodity Futures Trading Commission (CFTC) ottimi partner nel costruire un quadro regolamentare che potrebbe diventare un modello per altri Paesi.”

Il progetto di legge chiamato Clarity Act mirava a definire a livello federale regole più chiare per le imprese crypto, determinando in maniera più netta quali prodotti e piattaforme rientrano nella competenza dei vari organismi di vigilanza. La sua bocciatura al Congresso lascia un vuoto normativo che ora potrebbe essere colmato, almeno in parte, attraverso provvedimenti amministrativi delle agenzie.

Regole emanate da SEC e CFTC possono fornire maggiore certezza operativa alle società del settore, ma hanno una natura meno permanente rispetto a una legge approvata dal Parlamento: le linee guida e le enforcement policy possono essere modificate più facilmente o contestate in sede giudiziaria, creando incertezza a lungo termine.

Un tema sensibile sollevato dall’industria è quello del debanking, ovvero la pratica con cui istituti finanziari interrompono o limitano i servizi verso imprese crypto, talvolta citando rischi regolatori o di compliance. Secondo gli operatori, la Clarity Act avrebbe ridotto il rischio di ritorni a pratiche di esclusione bancaria per il settore.

Bessent ha aggiunto:

“Credo che possiamo istituire best practice regolamentari e barriere di protezione che impediscano il ripetersi di questi episodi.”

Se da un lato un approccio coordinato tra Dipartimento del Tesoro, SEC e CFTC può contenere i danni immediati e fornire strumenti concreti per la compliance, dall’altro la mancanza di un quadro legislativo unitario può determinare una maggiore frammentazione: le società potrebbero trovarsi vincolate a regole differenti a seconda dell’autorità competente o della giurisdizione, aumentando i costi operativi e la volatilità di mercato.

Per gli operatori e gli investitori europei, e in particolare per quelli italiani, la situazione statunitense resta significativa: la regolamentazione americana tende spesso a fare da benchmark internazionale. Un progressivo rafforzamento delle pratiche regolamentari federali, anche se non legislativo, potrebbe comunque favorire un contesto più prevedibile e indurre istituzioni finanziarie europee ad allineare le proprie politiche di servizio verso le imprese crypto.

Nel breve termine è dunque probabile che il mercato registri fasi di incertezza mentre gli operatori adeguano le proprie procedure di compliance. Monitorare le circolari e i provvedimenti di SEC e CFTC, oltre a valutare la solidità dei partner bancari, rimane fondamentale per ridurre il rischio operativo e proteggere gli investimenti.

L’orientamento del Dipartimento del Tesoro a fare leva sul dialogo interagenzia mostra una strategia pratica: ottenere risultati rapidi attraverso linee guida e standard condivisi, pur senza la stabilità normativa che solo il Parlamento può garantire. Resta aperta la questione se e quando una nuova iniziativa legislativa tornerà all’ordine del giorno al Congresso.

In sintesi

  • La mancanza di una legge federale negli Stati Uniti aumenta il ruolo delle agenzie regolatorie: per il mercato italiano questo significa monitorare attentamente le direttive di SEC e CFTC come indicatori di conformità internazionale.
  • Una maggiore chiarezza regolamentare, anche se raggiunta tramite provvedimenti amministrativi, potrebbe ridurre la volatilità e facilitare l’accesso al credito per le imprese crypto, influenzando le scelte di investimento degli operatori italiani.
  • L’assenza di norme permanenti favorisce la frammentazione normativa; le aziende italiane che operano con controparti statunitensi dovrebbero rafforzare il controllo dei rischi legali e la diversificazione dei canali bancari.


Author: Tony
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