In Europa crescono i legami tra partiti di estrema destra e l’asse Russia-Cina
- 27 Ottobre 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Un nuovo rapporto mette in luce un aumento delle collaborazioni transnazionali tra forze politiche di estrema destra in vista delle prossime tornate elettorali europee, indicando anche presunti canali di finanziamento e sostegno esterni che favorirebbero questa rete.
Il documento, elaborato nell’ambito dell’Authoritarian Collaboration Index e presentato da Action for Democracy, traccia i contorni di un fenomeno che non si limita a semplici alleanze elettorali, ma include scambi strategici, sostegni finanziari e pratiche comuni nella comunicazione politica e nell’azione parlamentare.
Coordinamento tra partiti nazionalisti
Secondo l’analisi, alcuni partiti hanno scelto di consolidare rapporti bilaterali fra loro piuttosto che formare un blocco unitario: tale approccio permette loro di mantenere autonomia nazionale pur beneficiando di legittimità e know‑how reciproco. Tra gli esempi citati figurano la cooperazione tra Reform UK, guidato da Nigel Farage, e il Rassemblement National di Marine Le Pen, che hanno formalizzato impegni comuni su politiche migratorie e sovranità nazionale.
I documenti evidenziano come alcuni di questi partiti pongano la nozione di sovranità nazionale al di sopra di obblighi derivanti dal diritto internazionale, compresa la Convenzione europea sui diritti umani, accentuando così tensioni con istituzioni sovranazionali e giurisdizioni internazionali.
Legami tra AfD e Russia
Il rapporto segnala che il Alternative für Deutschland (AfD) ha ricevuto, secondo le evidenze raccolte, flussi di finanziamento connessi alla Russia già dal 2016, con un incremento significativo negli ultimi sei mesi. L’aumento dei trasferimenti sarebbe correlato a successi elettorali locali, in particolare nelle regioni dove il partito ha consolidato la propria presenza.
Dopo le recenti affermazioni elettorali in territori come la Sassonia-Anhalt, i contatti tra esponenti del partito e interlocutori russi sarebbero evoluti da semplici contributi economici a un dialogo più strutturato, percepito come un investimento politico sul ruolo futuro dell’AfD nelle istituzioni nazionali.
Strategie comuni e strumentazioni digitali
Altri soggetti menzionati dal rapporto includono formazioni come Vox in Spagna. Pur non costituendo un’organizzazione unica, questi partiti adottano tattiche e metodologie simili: campagne digitali coordinate, uso mirato dei social media e scambio di consulenze su messaggi politici e tecniche di mobilitazione.
Questo modello bilaterale consente a ciascuna forza politica di preservare posizioni e sensibilità domestiche, ottenendo al contempo vantaggi operativi e di immagine attraverso scambi transnazionali.
Domonkos Kovacs ha spiegato:
“Dai nostri studi emerge una rete sempre più fitta di collaborazione tra governi, partiti e movimenti autoritari a livello globale che sfrutta ogni strumento disponibile. In passato molti di questi soggetti erano isolazionisti; ora cooperano attivamente attraverso tecnologia e social media. L’unica risposta efficace è mettere in campo una collaborazione altrettanto coordinata tra forze e movimenti democratici.”
Implicazioni per le istituzioni europee
La crescita di queste reti solleva questioni rilevanti per la stabilità istituzionale dell’Unione Europea e per i meccanismi di governance multilivello: dalla tutela dei diritti fondamentali alla sicurezza delle campagne elettorali, fino alla trasparenza dei finanziamenti politici. Le istituzioni europee e i singoli Stati membri sono chiamati a rafforzare strumenti di controllo e a migliorare la cooperazione transnazionale per contrastare interferenze esterne.
Per gli osservatori economici, la polarizzazione politica e l’aumento del rischio geopolitico possono tradursi in volatilità sui mercati, pressioni sui rendimenti sovrani e incertezze per gli investimenti transfrontalieri, specialmente nei settori energetici e delle infrastrutture strategiche.
Possibili contromisure e raccomandazioni
Tra le risposte proposte dal rapporto e dagli analisti indipendenti figurano l’inasprimento delle regole sulla trasparenza dei finanziamenti politici, il monitoraggio rafforzato delle attività sui social media e il sostegno a reti democratiche che possano condividere risorse e buone pratiche. Anche le autorità di vigilanza finanziaria e le procure potrebbero avere un ruolo chiave nel verificare flussi sospetti e pratiche di lobbying transnazionale.
Per l’Italia, come per altri Paesi europei, la testimonianza più diretta riguarda il fatto che instabilità politica e legami esterni con attori autorevoli possono incidere sul clima di fiducia degli investitori e sulle condizioni di finanziamento delle amministrazioni locali e nazionali.
In sintesi
- L’intensificarsi delle reti transnazionali di partiti di estrema destra aumenta il rischio politico in Europa, potenzialmente traducendosi in maggiore volatilità sui mercati e spread più elevati per i titoli sovrani dei Paesi più esposti.
- Per gli investitori è essenziale monitorare l’esposizione a settori sensibili come energia e infrastrutture: cambiamenti di policy dovuti a governi più vicini a attori esterni possono alterare profili di rischio e rendimento.
- La maggiore cooperazione tra democrazie e il rafforzamento della trasparenza nei finanziamenti politici rappresentano strumenti chiave per ridurre l’incertezza regolatoria e tutelare il contesto economico per le imprese italiane e europee.