Piacentini: più ai in azienda, serve una gestione dall’alto

Al Convegno dei Giovani di Confindustria, tenutosi al Quisisana di Capri, Diego Piacentini ha tracciato un vademecum operativo per l’introduzione dell’intelligenza artificiale nelle imprese, invitando le direzioni aziendali a guidare direttamente la trasformazione digitale.

Diego Piacentini è il fondatore di View Different, un veicolo di investimento e una struttura di venture capital; nel corso della sua carriera ha maturato esperienze in Apple, Amazon e come Commissario straordinario del Governo per l’attuazione dell’Agenda digitale durante il Governo Renzi.

Diego Piacentini ha dichiarato:

“Non c’è più spazio per imprenditori che non conoscono l’intelligenza artificiale e delegano tutto alla struttura. Il cambiamento deve essere gestito dall’alto.”

Diego Piacentini ha spiegato:

“Gli imprenditori, più che domandarsi come introdurre l’Ai nella propria azienda, devono partire dalla domanda su quale problema intendano risolvere e di conseguenza adottare gli strumenti più adatti.”

Nell’intervento sono emerse anche alcune cifre esemplificative sull’adozione: secondo Piacentini l’Ai è già molto presente in comparti come il credito al consumo (con una penetrazione stimata attorno al 60%) e nel customer service dove, nelle sue parole, l’adozione è ormai prossima al 100%.

Diego Piacentini ha aggiunto:

“L’Ai non necessariamente provoca una perdita netta di posti di lavoro: in alcuni settori crea opportunità occupazionali. Ad esempio i data center generano occupazione e lo stesso può avvenire nei servizi e nella sanità.”

Piacentini ha comunque indicato dei settori più vulnerabili alla sostituzione di funzioni: tra questi ha citato in particolare gli studi legali, alcuni dei quali stanno già adottando strumenti avanzati di intelligenza artificiale aumentando la propria produttività.

Diego Piacentini ha sottolineato:

“Più che la perdita di posti di lavoro, il vero problema è lo stillicidio di mancanza di lavoratori. Perché non orientare il sistema scolastico verso le professioni che riteniamo possano essere più richieste oggi e domani? Perché non preparare i giovani a un utilizzo consapevole dell’intelligenza artificiale?”

Contesto e implicazioni per le imprese

L’intervento di Piacentini richiama alcune criticità già note nel dibattito italiano: molte imprese rimangono ferme su adozioni pilot o frammentate, mentre la gestione strategica dell’innovazione richiede competenze manageriali e investimenti in infrastrutture digitali. View Different, come fondo di venture capital, mira a colmare parte del gap finanziando startup e progetti che possono scalare soluzioni di Ai applicabili a settore pubblico e privato.

Per le aziende italiane ciò significa ripensare l’organizzazione interna — con ruoli direttivi responsabili della transizione digitale — e valutare investimenti in capacità tecnologica, governance dei dati e formazione continua. Anche il potenziamento di data center e infrastrutture cloud rappresenta un elemento chiave per attrarre competenze e sostenere la domanda di servizi digitali.

Formazione e politica pubblica

La proposta di riallineare il sistema scolastico alle esigenze del mercato del lavoro richiama la necessità di interventi coordinati: programmi di istruzione tecnica e percorsi di riqualificazione professionale, incentivi fiscali per le imprese che investono in upskilling e collaborazioni pubblico-private per sviluppare curricula orientati all’intelligenza artificiale.

In un contesto europeo e nazionale che già prevede risorse per la transizione digitale, la sfida è trasformare le risorse disponibili in percorsi formativi efficaci e in progetti industriali scalabili, evitando che la carenza di competenze diventi un freno strutturale alla crescita produttiva.

Raccomandazioni operative per manager e investitori

Dal punto di vista operativo, la raccomandazione chiave è procedere per problemi reali: identificare processi critici che possono beneficiare dell’Ai, valutare soluzioni pilota con metriche di performance chiare e scalare solo quelle che dimostrano valore economico e operativo.

Per gli investitori, i segnali da monitorare includono la domanda di infrastrutture (data center, connettività), l’adozione nei servizi sanitari e finanziari, e l’emergere di soluzioni B2B che supportano la compliance e la gestione dei dati. Queste aree offrono potenziali ritorni interessanti nel medio termine, soprattutto se integrate da politiche di formazione e incentivi pubblici.

In sintesi

  • La leadership aziendale dovrà guidare la transizione digitale: le decisioni top-down accelerano l’adozione e riducono il rischio di implementazioni inefficaci.
  • Gli investimenti in infrastrutture digitali e data center possono generare occupazione e diventare asset strategici per attrarre servizi ad alto valore aggiunto.
  • Per gli investitori, le opportunità più interessanti emergono nei servizi sanitari, nella finanza al consumo e nelle soluzioni B2B che migliorano produttività e compliance.
  • Un piano educativo e formativo mirato è cruciale: senza un’azione coordinata su istruzione e riqualificazione, il mismatch di competenze rischia di ridurre l’impatto economico positivo dell’intelligenza artificiale in Italia.


Author: Tony
Redazione Finanza Flash. Notizie di finanza, mercati, borsa e macroeconomia in tempo reale. Aggiornamenti su investimenti, banche, BCE ed economia italiana.