Piacentini: più ai in azienda, serve una gestione dall’alto
- 18 Ottobre 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
Al Convegno dei Giovani di Confindustria, tenutosi al Quisisana di Capri, Diego Piacentini ha tracciato un vademecum operativo per l’introduzione dell’intelligenza artificiale nelle imprese, invitando le direzioni aziendali a guidare direttamente la trasformazione digitale.
Diego Piacentini è il fondatore di View Different, un veicolo di investimento e una struttura di venture capital; nel corso della sua carriera ha maturato esperienze in Apple, Amazon e come Commissario straordinario del Governo per l’attuazione dell’Agenda digitale durante il Governo Renzi.
Diego Piacentini ha dichiarato:
“Non c’è più spazio per imprenditori che non conoscono l’intelligenza artificiale e delegano tutto alla struttura. Il cambiamento deve essere gestito dall’alto.”
Diego Piacentini ha spiegato:
“Gli imprenditori, più che domandarsi come introdurre l’Ai nella propria azienda, devono partire dalla domanda su quale problema intendano risolvere e di conseguenza adottare gli strumenti più adatti.”
Nell’intervento sono emerse anche alcune cifre esemplificative sull’adozione: secondo Piacentini l’Ai è già molto presente in comparti come il credito al consumo (con una penetrazione stimata attorno al 60%) e nel customer service dove, nelle sue parole, l’adozione è ormai prossima al 100%.
Diego Piacentini ha aggiunto:
“L’Ai non necessariamente provoca una perdita netta di posti di lavoro: in alcuni settori crea opportunità occupazionali. Ad esempio i data center generano occupazione e lo stesso può avvenire nei servizi e nella sanità.”
Piacentini ha comunque indicato dei settori più vulnerabili alla sostituzione di funzioni: tra questi ha citato in particolare gli studi legali, alcuni dei quali stanno già adottando strumenti avanzati di intelligenza artificiale aumentando la propria produttività.
Diego Piacentini ha sottolineato:
“Più che la perdita di posti di lavoro, il vero problema è lo stillicidio di mancanza di lavoratori. Perché non orientare il sistema scolastico verso le professioni che riteniamo possano essere più richieste oggi e domani? Perché non preparare i giovani a un utilizzo consapevole dell’intelligenza artificiale?”
Contesto e implicazioni per le imprese
L’intervento di Piacentini richiama alcune criticità già note nel dibattito italiano: molte imprese rimangono ferme su adozioni pilot o frammentate, mentre la gestione strategica dell’innovazione richiede competenze manageriali e investimenti in infrastrutture digitali. View Different, come fondo di venture capital, mira a colmare parte del gap finanziando startup e progetti che possono scalare soluzioni di Ai applicabili a settore pubblico e privato.
Per le aziende italiane ciò significa ripensare l’organizzazione interna — con ruoli direttivi responsabili della transizione digitale — e valutare investimenti in capacità tecnologica, governance dei dati e formazione continua. Anche il potenziamento di data center e infrastrutture cloud rappresenta un elemento chiave per attrarre competenze e sostenere la domanda di servizi digitali.
Formazione e politica pubblica
La proposta di riallineare il sistema scolastico alle esigenze del mercato del lavoro richiama la necessità di interventi coordinati: programmi di istruzione tecnica e percorsi di riqualificazione professionale, incentivi fiscali per le imprese che investono in upskilling e collaborazioni pubblico-private per sviluppare curricula orientati all’intelligenza artificiale.
In un contesto europeo e nazionale che già prevede risorse per la transizione digitale, la sfida è trasformare le risorse disponibili in percorsi formativi efficaci e in progetti industriali scalabili, evitando che la carenza di competenze diventi un freno strutturale alla crescita produttiva.
Raccomandazioni operative per manager e investitori
Dal punto di vista operativo, la raccomandazione chiave è procedere per problemi reali: identificare processi critici che possono beneficiare dell’Ai, valutare soluzioni pilota con metriche di performance chiare e scalare solo quelle che dimostrano valore economico e operativo.
Per gli investitori, i segnali da monitorare includono la domanda di infrastrutture (data center, connettività), l’adozione nei servizi sanitari e finanziari, e l’emergere di soluzioni B2B che supportano la compliance e la gestione dei dati. Queste aree offrono potenziali ritorni interessanti nel medio termine, soprattutto se integrate da politiche di formazione e incentivi pubblici.
In sintesi
- La leadership aziendale dovrà guidare la transizione digitale: le decisioni top-down accelerano l’adozione e riducono il rischio di implementazioni inefficaci.
- Gli investimenti in infrastrutture digitali e data center possono generare occupazione e diventare asset strategici per attrarre servizi ad alto valore aggiunto.
- Per gli investitori, le opportunità più interessanti emergono nei servizi sanitari, nella finanza al consumo e nelle soluzioni B2B che migliorano produttività e compliance.
- Un piano educativo e formativo mirato è cruciale: senza un’azione coordinata su istruzione e riqualificazione, il mismatch di competenze rischia di ridurre l’impatto economico positivo dell’intelligenza artificiale in Italia.