Dal Tg5 al paese: ritorno a casa per costruire l’Happy Village e fermare lo spopolamento

Il progetto punta a invertire il declino demografico e a promuovere un modello di vita più sostenibile e felice, contrastando lo spopolamento che negli ultimi trent’anni ha sottratto al paese oltre mille residenti: oggi Fluminimaggiore conta circa 2.500 abitanti.

Marco Corrias, giornalista ed ex caporedattore, è l’ideatore dell’iniziativa volta a favorire la rinascita del centro minerario dopo la chiusura delle attività estrattive attigue.

Marco Corrias ha dichiarato:

“La mia candidatura a sindaco, otto anni fa, è stata il ritorno a casa e il modo per restituire qualcosa a questo territorio che non ho mai realmente abbandonato.”

Il programma nasce dall’incontro tra la curiosità professionale tipica del giornalista e la volontà pratica di fermare l’emorragia di popolazione: idee e azioni concrete per invertire la rotta del declino.

La strategia principale è stata mettere in rete il patrimonio immobiliare del paese, valorizzando le case vuote attraverso una forma partecipativa di gestione collettiva.

È così nata la cooperativa di comunità, oggi composta da circa 400 soci; Marco Corrias, terminato il mandato da sindaco, ha assunto la presidenza dell’ente che coordina le attività locali.

Marco Corrias ha affermato:

“L’obiettivo è acquisire o mettere a disposizione le case rimaste vuote, coinvolgendo i proprietari come soci, per creare una residenza attrattiva per pensionati con disponibilità di spesa, provenienti dall’Italia e dal Nord Europa.”

Il piano offre a chi sceglie di trasferirsi un servizio integrato: dalla ristrutturazione abitativa alla fornitura dei pasti, fino ai trasferimenti per eventi culturali o esigenze quotidiane. Il territorio, ricco di sorgenti, percorsi naturalistici e siti di interesse come il tempio di Antas e i resti dell’archeologia industriale, viene presentato come valore aggiunto.

Nel frattempo la cooperativa procede con un approccio graduale, privilegiando interventi a beneficio degli attuali residenti: assistenza domiciliare, cura del verde pubblico e servizi di mobilità con un minibus per i trasferimenti.

Un passo significativo è stato l’acquisto di un piccolo edificio nel centro storico, finanziato anche con risorse del Just Transition Fund, destinato a ospitare servizi essenziali e attività culturali.

Marco Corrias ha spiegato:

“Nel palazzo prevediamo un asilo sociale gestito dalle mamme volontarie, uno spazio servizi con area studio dove i giovani potranno supportare gli anziani nella burocrazia digitale, una caffetteria e sale per eventi culturali.”

L’edificio ospiterà presentazioni di libri, proiezioni di film e documentari, oltre a piccoli concerti: un calendario culturale che mira a rivitalizzare la vita pubblica locale. Per gli ideatori del progetto, attrarre anche poche decine di nuovi residenti rappresenterebbe già un risultato significativo.

Tra le iniziative in corso figura il festival del cinema Andaras, nato nel 2019 e dedicato al cortometraggio e al cinema itinerante, che si svolge con programmazione diffusa e contribuisce a dare visibilità al territorio.

Marco Corrias divide il suo tempo tra Roma, dove ha vissuto negli ultimi trent’anni, e la sua casa a Fluminimaggiore, lavorando per costruire relazioni e risorse utili al progetto.

Per sostenere gli oneri finanziari legati all’acquisto e alla ristrutturazione dell’edificio è stata avviata una campagna di raccolta fondi: in pochi giorni si sono registrate numerose adesioni, segnale di interesse che gli organizzatori intendono trasformare in percorsi concreti di investimento sociale.

Nei prossimi giorni la delegazione della cooperativa sarà a Firenze per promuovere l’iniziativa e attrarre nuovi sostenitori e potenziali residenti, nell’ottica di trasformare il paese in un modello replicabile di rigenerazione delle aree post‑industriali.

La visione, che gli organizzatori sintetizzano nel concetto di “happy village”, punta a fare di Fluminimaggiore un luogo capace di attrarre persone dal resto del mondo, valorizzando identità locale, servizi condivisi e qualità della vita.

In sintesi

  • La rigenerazione immobiliare coordinata da una cooperativa di comunità può trasformarsi in un’opportunità d’investimento a basso rischio per fondi etici e investitori interessati a progetti di turismo residenziale e long‑stay per over 60.
  • L’accesso a risorse come il Just Transition Fund evidenzia come le politiche europee per la transizione possano essere canalizzate verso progetti locali con impatto sociale e ritorni indiretti per l’economia territoriale.
  • Servizi integrati (assistenza, mobilità, offerta culturale) aumentano la capacità di attrazione del territorio, creando domanda per piccole imprese locali e opportunità occupazionali nei servizi alla persona.
  • Per gli investitori italiani, progetti di rigenerazione in aree interne rappresentano una scommessa su trend demografici diversificati: puntare su qualità della vita e sostenibilità può generare stabilità nei flussi di reddito rispetto ad asset immobiliari in mercati sovraesposti.


Author: Tony
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