CFTC apre la strada ai future perpetui su titoli azionari negli Stati Uniti
- 3 Novembre 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
La Commodity Futures Trading Commission (CFTC) ha autorizzato per la prima volta la negoziazione su borse regolamentate statunitensi di contratti perpetual futures legati a singole azioni, estendendo un prodotto derivato nato nei mercati delle criptovalute al mercato azionario tradizionale.
Michael Selig ha dichiarato:
“I contratti sono stati ritenuti approvati ai sensi del Regolamento 40.3 della CFTC e potranno essere offerti su borse registrate sia presso la CFTC che la SEC per la negoziazione di prodotti futures su titoli.”
I perpetual futures consentono di prendere posizioni sul prezzo di un’attività senza possederne l’asset sottostante e senza una data di scadenza prestabilita. Questo strumento, spesso indicato con il termine perps, ha guadagnato popolarità a partire dal 2016 grazie alla diffusione sul mercato delle criptovalute, in particolare tramite piattaforme come BitMEX.
Domande regolamentari e società coinvolte
La decisione della CFTC arriva dopo numerose richieste formali: tra le società che hanno presentato istanze per offrire perpetual futures su singole azioni si annoverano Coinbase, Kalshi e la capogruppo di Kraken, Payward, tramite la piattaforma Bitnomial. Nei giorni successivi si è aggiunta anche OG.com, che ha proposto contratti negoziabili durante l’intera giornata lavorativa.
In precedenza, la CFTC aveva già autorizzato a maggio contratti perpetual su Bitcoin per Kalshi e aveva concesso agevolazioni regolamentari che hanno facilitato a Coinbase l’accesso a determinati perpetual futures elencati su una borsa estera affiliata. Il presidente della CFTC non ha però indicato quali borse offriranno i nuovi contratti né ha fornito una tempistica precisa per l’avvio delle negoziazioni.
Questioni legali e differenze normative
L’approccio della CFTC all’introduzione dei perpetual futures ha incontrato opposizione legale. A giugno la Chicago Mercantile Exchange, parte del gruppo CME Group, ha citato in giudizio il regolatore sostenendo che questi strumenti dovrebbero essere regolati come swaps e non come futures, quindi soggetti a requisiti normativi differenti, potenzialmente più stringenti in termini di reporting, margini e registrazione.
La CFTC ha chiesto l’archiviazione della causa sostenendo che il CME Group non aveva dimostrato un danno finanziario concreto e che, in ogni caso, avrebbe potuto proporre contratti analoghi sulle proprie piattaforme. La distinzione tra swap e future rimane centrale perché influenza l’ambito di vigilanza e le condizioni operative per gli operatori di mercato.
Contesto politico e riferimenti a piattaforme decentralizzate
Nei mesi scorsi è tornato mediaticamente d’attualità anche il tema dell’ingresso negli Stati Uniti di piattaforme decentralizzate specializzate in perpetual futures. Donald Trump ha dichiarato:
“La CFTC sta lavorando per portare Hyperliquid negli Stati Uniti in modo pienamente conforme e legale.”
Tuttavia, al momento della dichiarazione non risultavano piani formali annunciati né dalla CFTC né dalla stessa Hyperliquid per un’implementazione operativa sul mercato statunitense.
Implicazioni per mercati e investitori
L’introduzione regolamentata dei perpetual futures su azioni potrebbe aumentare la liquidità e creare nuove opportunità di copertura e arbitraggio tra mercati azionari e derivati. Al contempo, l’assenza di scadenza e la struttura di finanziamento tipica di questi contratti possono amplificare la leva e i rischi sistemici se non accompagnati da regole prudenziali adeguate.
Per gli investitori italiani e le istituzioni finanziarie europee, l’apertura di questo mercato negli Stati Uniti significa sorveglianza congiunta tra CFTC e SEC, possibile maggiore integrazione tra piattaforme regolamentate e potenziale necessità di aggiornare processi di compliance e gestione del margine per chi opererà su questi strumenti tramite broker internazionali.
Resta inoltre da monitorare l’evoluzione normativa: la qualificazione legale dei contratti (swap vs future), eventuali requisiti di trasparenza e reporting e la risposta della comunità regolatoria europea potranno influenzare l’adozione e la stabilità del mercato nel medio termine.
In sintesi
- L’apertura regolamentata dei perpetual futures su singole azioni può aumentare la liquidità e favorire l’innovazione nei derivati, ma richiede robusti requisiti prudenziali per contenere il rischio di leva e contagio.
- Gli investitori italiani dovranno valutare l’impatto su costi di negoziazione, margini e necessità operative, in particolare se accederanno tramite broker statunitensi o piattaforme europee che adotteranno strumenti analoghi.
- La disputa legale sul trattamento normativo (swap vs future) è decisiva: un’interpretazione più restrittiva potrebbe rallentare l’espansione del mercato e incidere sui requisiti di trasparenza e reporting per gli operatori.