Terna ottiene il via libera del Mase per il progetto di Fonzaso: 2 km di elettrodotto interrati e 28 sostegni rimossi
- 29 Ottobre 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (Mase) ha rilasciato l’autorizzazione a un intervento di Terna volto a rafforzare la resilienza della rete elettrica nell’area di Fonzaso, in provincia di Belluno. Il progetto prevede l’interramento di circa 2 chilometri di elettrodotto, la demolizione di 6 chilometri di linee aeree e la rimozione di 28 sostegni, liberando complessivamente circa 18 ettari di territorio, una superficie comparabile a circa 25 campi da calcio.
L’intervento rientra nel Piano di Resilienza promosso da Terna, la società responsabile della rete di trasmissione nazionale, guidata dall’amministratore delegato Pasqualino Monti. L’obiettivo è ridurre la vulnerabilità delle infrastrutture elettriche agli eventi meteorologici estremi e garantire una maggiore continuità del servizio per i cittadini e le imprese del territorio.
Il progetto per rafforzare la rete nel Bellunese
L’intervento interessa l’elettrodotto a 132 kV Moline-Arsiè, che fornisce alimentazione alla Cabina Primaria di Pedesalto del distributore locale. La scelta di interrare un tratto di linea nasce dall’esigenza di limitare le interruzioni dovute a fenomeni meteorologici intensi, in particolare le forti raffiche di vento che, in un contesto montano e boschivo come quello bellunese, aumentano il rischio di danni alle linee aeree.
La conversione di porzioni di rete da linee aeree a cavo interrato mira a ridurre l’esposizione agli agenti atmosferici, migliorando l’affidabilità e la continuità dell’alimentazione elettrica. Questo tipo di intervento è spesso adottato in aree con elevata criticità climatica o geomorfologica per contenere il rischio di blackout e agevolare la gestione delle emergenze.
Riduzione dell’impatto paesaggistico e recupero del territorio
Oltre ai vantaggi sotto il profilo della sicurezza dell’approvvigionamento, l’opera comporta una significativa diminuzione della presenza di infrastrutture visibili sul territorio. La rimozione di 6 chilometri di elettrodotti aerei e di 28 sostegni libererà circa 18 ettari, offrendo opportunità per interventi di rinaturalizzazione, recupero paesaggistico e riduzione dell’impatto visivo nelle aree interessate.
La liberazione di superfici agricole o boschive può facilitare progetti di ripristino ambientale o migliorare la fruizione del territorio da parte della comunità locale, con potenziali ricadute positive sull’attrattività turistica e sulla qualità del paesaggio.
Tecnologie e capacità di intervento
Il piano autorizzato comprende anche la realizzazione di due raccordi aerei di circa 400 metri ciascuno e l’installazione di due sezionatori motorizzati, che potranno essere azionati manualmente oppure controllati a distanza. Questi dispositivi incrementano la flessibilità operativa, consentendo di isolare rapidamente porzioni di rete e accelerare le operazioni di ripristino in caso di guasto.
L’introduzione di sezionatori telecontrollabili si inserisce in una logica più ampia di modernizzazione della rete: dispositivi di questo tipo facilitano la gestione remota, riducono i tempi di intervento sul campo e possono contribuire a contenere i costi operativi legati alle emergenze.
Quadro normativo e ricadute sugli investimenti
Il via libera del Mase rappresenta una tappa procedurale importante: le autorizzazioni ambientali e paesaggistiche sono richieste per opere che incidono su territori sensibili, specialmente in aree montane. Interventi di questo tipo si innestano in una cornice normativa orientata alla sicurezza energetica nazionale e all’adattamento infrastrutturale ai cambiamenti climatici.
Per gli investitori e gli operatori di mercato, i progetti di rafforzamento della rete come quello di Fonzaso segnalano una priorità strategica verso asset regolamentati a basso rischio operativo. A livello finanziario, una rete meno soggetta a interruzioni ripetute può tradursi in costi di esercizio più prevedibili e in una maggiore attrattività degli investimenti nel settore delle infrastrutture elettriche.
Dal punto di vista locale, le opere richiederanno fasi di cantiere e coordinamento con amministrazioni e comunità; le tempistiche e le modalità di esecuzione dovranno contemperare esigenze tecniche, vincoli paesaggistici e misure di mitigazione per ridurre gli impatti temporanei su popolazione e attività economiche.
Adattamento climatico e strategia nazionale
L’intervento di Terna a Fonzaso si colloca nella strategia più ampia di adeguamento della rete di trasmissione italiana ai rischi connessi al cambiamento climatico. Rafforzare le linee in aree vulnerabili contribuisce non solo a proteggere le forniture energetiche, ma anche a garantire maggiore continuità alle imprese, alle infrastrutture pubbliche e ai servizi essenziali.
Nel complesso, queste iniziative richiedono un bilanciamento tra interventi tecnici, tutela del paesaggio e consultazione delle comunità locali: fattori che influenzano sia la riuscita dei progetti sia la percezione pubblica degli investimenti infrastrutturali.
In sintesi
- Il potenziamento della rete a Fonzaso riduce la vulnerabilità alle interruzioni causate da eventi climatici, migliorando la prevedibilità operativa e quindi l’attrattività degli asset regolamentati per gli investitori.
- L’interramento e la rimozione delle linee aeree offrono opportunità di recupero paesaggistico e ambientale, con possibili ricadute positive sul turismo locale e sulla gestione del territorio.
- L’adozione di sezionatori motorizzati e sistemi telecontrollati aumenta la resilienza operativa, abbassando i costi indiretti legati a blackout e interventi di emergenza.
- Dal punto di vista regolatorio, progetti come questo evidenziano la necessità di coordinamento tra autorità ambientali, gestori della rete e amministrazioni locali per coniugare sicurezza energetica e tutela del territorio.