Ferragamo chiude i nove mesi 2026 con ricavi a 675 milioni di euro e Dtc in crescita
- 21 Ottobre 2026
- Posted by: Francesca
- Categoria: Aziende, Economia, Editoriale
Ferragamo — in foto, il CEO EMEA Vincenzo Equestre — archivia i primi nove mesi del 2026 con ricavi consolidati pari a 675 milioni di euro, in calo del 2,8% a cambi correnti ma sostanzialmente stabili a cambi costanti rispetto ai 695 milioni registrati nello stesso periodo del 2025.
Nel solo terzo trimestre, i ricavi della maison si sono attestati a 207 milioni di euro, con una flessione del 6,2% a cambi correnti e del 3,5% a cambi costanti. Il quadro evidenzia una performance differenziata tra canali e aree geografiche, con il direct-to-consumer in crescita e il wholesale ancora sotto pressione.
Il canale Dtc sostiene le vendite
Il canale Dtc – Direct to Consumer ha generato nei nove mesi 537 milioni di euro di vendite nette, in aumento dell’1,9% a cambi correnti e del 4% a cambi costanti.
La crescita a cambi costanti ha interessato tutte le principali aree geografiche, con l’eccezione di Cina e Giappone.
Il dato conferma il ruolo centrale della distribuzione diretta nella strategia commerciale del gruppo, soprattutto in un contesto caratterizzato da una domanda non uniforme tra i diversi mercati internazionali.
Il wholesale scende del 15%
Più debole l’andamento del canale wholesale, che nei primi nove mesi ha registrato vendite nette pari a 123 milioni di euro.
Il dato segna una contrazione del 15% a cambi correnti e del 13,4% a cambi costanti.
La diversa dinamica tra vendita diretta e ingrosso mostra quindi una crescente divergenza tra i due canali, con il Dtc capace di compensare solo in parte la debolezza del business wholesale.
Nord America in crescita a doppia cifra a cambi costanti
Dal punto di vista geografico, il Nord America è stata una delle aree più dinamiche per Ferragamo.
Le vendite nette sono aumentate dell’11,2% a cambi costanti e del 7,3% a cambi correnti nei primi nove mesi.
Andamento positivo anche per Centro e Sud America, dove le vendite sono cresciute rispettivamente del 4,8% e dell’11,2%.
Le Americhe rappresentano quindi una delle principali aree di sostegno ai risultati del gruppo nel periodo.
Europa, Asia Pacifico e Giappone restano deboli
Più complessa la situazione in Europa, Medio Oriente e Africa, dove le vendite nette sono diminuite del 7,4% a cambi costanti e dell’8,6% a cambi correnti.
Anche l’Asia Pacifico ha registrato una contrazione, pari al 5,3% a cambi costanti e al 6,1% a cambi correnti.
In Giappone, infine, il calo è stato del 2,2% a cambi costanti e del 12% a cambi correnti, evidenziando un impatto particolarmente significativo delle variazioni valutarie.
Ferragamo mantiene una visione di medio-lungo termine
Nonostante il contesto macroeconomico e geopolitico ancora incerto, Ferragamo ha confermato un approccio improntato alla continuità strategica.
Il gruppo ha ribadito di voler proseguire con disciplina nel raggiungimento dei propri obiettivi, mantenendo una prospettiva di medio-lungo termine anche in presenza di volatilità nel breve periodo.
La priorità resta quindi quella di sostenere la crescita nei mercati e nei canali più resilienti, valorizzando il canale diretto al consumatore e gestendo al tempo stesso la debolezza delle aree geografiche e dei segmenti distributivi più esposti.