Borsa Italiana: sfrutta la leva fiscale per moltiplicare i tuoi investimenti in azioni

Negli ultimi anni si sono intensificati gli interventi di istituzioni e operatori per provare a rilanciare il mercato dei capitali in Italia. Sono emerse iniziative come il manifesto per lo sviluppo del mercato dei capitali, il fondo dei fondi gestito da CDP a sostegno delle PMI quotate, semplificazioni normative e la revisione del Tuf, ma le nuove quotazioni su Piazza Affari restano scarse e la propensione delle famiglie a investire in azioni rimane contenuta.

Gli investimenti diretti delle famiglie in azioni, rapportati al Pil, sono tra i più bassi in Europa; al contrario, la componente obbligazionaria—in particolare i titoli di Stato—rimane molto elevata. Questo mix riflette una cultura del risparmio orientata al debito, in parte favorita da trattamenti fiscali più vantaggiosi rispetto al capitale azionario.

Per provare a colmare il divario tra risorse finanziarie e economia reale, Assonime e Borsa Italiana hanno elaborato una serie di proposte concrete rivolte a incentivare l’investimento azionario da parte dei risparmiatori e a facilitare l’accesso delle imprese al mercato. Il nucleo delle proposte è di natura fiscale, con l’obiettivo di inserirle nella prossima legge di bilancio.

Al centro del dibattito c’è il modello dei conti di risparmio e investimento, noto nella normativa europea come SIA (Savings & Investment Accounts), già oggetto di una raccomandazione Ue e ispirato all’esperienza della Svezia, dove strumenti simili hanno contribuito a rendere l’investimento azionario più diffuso nel giro di una quindicina d’anni.

Le proposte fiscali principali

Lo studio congiunto propone due possibili regimi fiscali; la soluzione più semplice prevede l’applicazione di una tassazione minima fissa, indicata nello 0,7% annuo sul valore medio del portafoglio, che sostituisca tutte le altre imposte applicabili (per esempio quelle sui capital gains e sui dividendi). I conti strutturati secondo questo schema sarebbero inoltre esentati dall’imposta di successione, sul modello di quanto già avviene per i BoT e i BTP.

Per beneficiare della semplificazione fiscale, i conti dovrebbero destinare almeno il 70% delle risorse, direttamente o tramite fondi, ad azioni italiane e europee. I limiti di versamento proposti sono pensati per essere accessibili: fino a 50.000 euro nel primo anno, +20.000 euro per ogni anno successivo fino a un massimo cumulato di 200.000 euro, senza vincoli temporali di permanenza. La gestione fiscale sarebbe a carico dell’intermediario, mentre una franchigia esentasse proteggerebbe i primi 10.000 euro investiti (20.000 euro per i giovani fino a 35 anni).

Contesto e potenziali effetti sul mercato

Un maggiore orientamento delle famiglie verso l’equity potrebbe avere diversi impatti sul sistema finanziario nazionale. Sul versante delle imprese, una domanda domestica più ampia e stabile per azioni potrebbe abbassare il costo del capitale azionario e rendere più appetibili le operazioni di quotazione, stimolando l’attività di Piazza Affari e ampliando la dimensione dei capitali disponibili per le PMI.

Dal punto di vista degli investitori, la proposta favorisce una maggiore diversificazione dei risparmi e una possibile crescita del rendimento reale a lungo termine rispetto agli strumenti a reddito fisso. Tuttavia, l’esposizione azionaria comporta volatilità e rischio di perdita: per questo la riuscita dell’iniziativa richiede strumenti di educazione finanziaria e adeguate tutele contro pratiche commerciali scorrette.

Sul piano macroeconomico, uno spostamento significativo dall’acquisto di titoli di Stato verso azioni domestiche potrebbe ridurre la domanda per il debito sovrano italiano, con potenziali ripercussioni sui rendimenti e sulla gestione del debito pubblico. Le autorità fiscali e di mercato dovranno valutare l’ampiezza dell’impatto e valutare misure di accompagnamento per evitare squilibri nei mercati obbligazionari.

Criticità e misure di salvaguardia

Tra i principali punti critici figurano il rischio che le agevolazioni favoriscano principalmente i risparmiatori con maggiore capacità di investimento e la possibile erosione delle entrate fiscali. Per mitigare questi effetti lo studio suggerisce l’introduzione di limiti per contribuente, franchigie mirate, controlli anti-abuso e meccanismi di progressività o targeting per i giovani e le famiglie a medio reddito.

Inoltre, per sostenere un vero rilancio delle quotazioni è necessario accompagnare gli incentivi fiscali con misure che amplifichino l’offerta: semplificazioni amministrative per le IPO, supporto ai mercati di capitali per le imprese di piccola e media dimensione e rafforzamento della capacità degli operatori finanziari nel collocamento di nuove emissioni.

Nel complesso, le proposte di Assonime e Borsa Italiana intendono correggere uno squilibrio strutturale nella composizione del risparmio italiano, favorendo una maggiore integrazione tra risorse finanziarie private e fabbisogni di capitale delle imprese. La concreta attuazione dipenderà però dalle valutazioni politiche in sede di manovra e dall’adozione di adeguate garanzie per equità e stabilità finanziaria.

In sintesi

  • Un regime fiscale semplificato per i conti di investimento potrebbe aumentare la domanda domestica di azioni, riducendo il costo del capitale e favorendo nuove quotazioni su Piazza Affari, con benefici per le PMI italiane.
  • Per gli investitori significa opportunità di maggiore rendimento reale e diversificazione, ma anche la necessità di affrontare una maggiore volatilità; educazione finanziaria e trasparenza delle intermediazioni saranno determinanti.
  • Sul piano macroeconomico, una riduzione della domanda di titoli di Stato potrebbe richiedere interventi per bilanciare il mercato del debito pubblico e preservare la sostenibilità della finanza pubblica.
  • La riuscita dell’iniziativa dipenderà dalla capacità del legislatore di coniugare incentivi mirati con misure di equità e di controllo anti-abuso, per evitare che i benefici ricadano prevalentemente sui risparmiatori più abbienti.


Author: Tony
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