Bybit cerca alleanze con grandi broker per sfidare Robinhood (HOOD) negli Stati Uniti

Bybit sta valutando con attenzione dove concentrare la propria espansione internazionale, secondo quanto illustrato da Zhou, che ha analizzato le opportunità e i limiti dei diversi mercati globali.

Zhou ha dichiarato:

“Gli Stati Uniti sono un mercato vasto e di grande rilevanza, ma anche estremamente competitivo e già molto saturo.”

Nel suo intervento Zhou ha sottolineato come la presenza consolidata di piattaforme come Coinbase e la crescita di operatori retail-oriented come Robinhood rendano l’ingresso negli Stati Uniti particolarmente impegnativo, sia in termini di competizione che di investimenti necessari per acquisire quote di mercato.

Scenario competitivo globale

Secondo Zhou, aree come il Sud-est asiatico, il Sud America e l’Africa offrono anch’esse competizione significativa. Tuttavia, un mercato che appare meno concentrato e potenzialmente più ricettivo agli ingressi europei è il Regno Unito, dove le piattaforme globali non hanno ancora una posizione dominante.

Zhou ha aggiunto:

“Il Regno Unito sta guardando verso un nuovo quadro normativo per le crypto, e nessuna delle grandi borse globali è ancora prevalente lì. Dal punto di vista preliminare sembra un mercato ancora poco sfruttato.”

Sfide regolamentari e costi di ingresso

Nonostante l’attrattiva del Regno Unito, Zhou ha evidenziato che il costo per entrare è elevato: l’onere regolatorio e operativo sarebbe comparabile a quello necessario per ottenere una licenza ai sensi del MiCA nell’Unione Europea. Ciò implica investimenti consistenti in compliance, tecnologia e risorse umane per soddisfare requisiti di tutela dei clienti e di trasparenza.

Per un operatore come Bybit la decisione di avviare o meno attività stabili in un paese passa dunque da un bilancio tra potenziale crescita commerciale e impegno finanziario richiesto dalle autorità di vigilanza.

Dialogo con le autorità britanniche

All’inizio dell’anno Zhou è stato invitato a incontri con enti collegati al governo britannico, tra cui la Financial Conduct Authority e membri del House of Lords, per discutere aspetti normativi e possibili scenari di regolazione locale.

La Financial Conduct Authority è l’autorità di vigilanza finanziaria del Regno Unito, responsabile del controllo dei mercati e della protezione degli investitori, mentre il House of Lords contribuisce al processo legislativo esaminando proposte e raccomandazioni che possono influenzare l’impianto normativo sulle criptovalute.

Zhou ha dichiarato:

“Stiamo valutando una presenza a Londra, ma non abbiamo ancora deciso la sede.”

Implicazioni strategiche

La ricerca di una base nel Regno Unito riflette una strategia che punta a combinare accesso regolamentato ai mercati con opportunità commerciali non ancora totalmente sfruttate. Tuttavia, la scelta finale dipenderà dalla valutazione del rapporto tra costi di conformità e potenziale ritorno operativo.

Per gli operatori europei ed extraeuropei, l’eventuale rafforzamento della presenza di exchange regolamentati nel Regno Unito potrebbe influenzare flussi di liquidità e standard di servizio, accelerando al contempo la convergenza tra requisiti normativi e pratiche di mercato.

In sintesi

  • L’interesse di un grande exchange verso il Regno Unito segnala che il mercato britannico può diventare un hub alternativo all’Unione Europea, con effetti sulla liquidità e sull’offerta di prodotti regolamentati in Europa.
  • I costi di conformità comparabili a una licenza MiCA innalzano le barriere d’ingresso, favorendo operatori con capacità finanziarie e di compliance consolidate; ciò riduce il rischio di concorrenza indiretta per i player italiani ben capitalizzati.
  • Per gli investitori italiani è cruciale monitorare l’evoluzione normativa a Londra e in Europa: le decisioni sulle licenze saranno indicatori chiave della futura distribuzione dei servizi crypto e dei relativi rischi di mercato.


Author: Tony
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