Jet fuel, Assaeroporti teme rincari sui biglietti e possibili tagli ai voli
- 7 Ottobre 2026
- Posted by: Francesca
- Categoria: Aziende, Economia, Editoriale
Il problema per il trasporto aereo non riguarda al momento la disponibilità di jet fuel, ma il suo crescente peso sui costi delle compagnie. A evidenziarlo è Carlo Borgomeo, Presidente di Assaeroporti e Vicepresidente di Federtrasporto, intervenuto durante l’assemblea di Federtrasporto.
Secondo Borgomeo, il carburante rappresenta ormai circa il 31% dei costi operativi del settore. Se la situazione non dovesse migliorare, l’aumento dei costi potrebbe tradursi in prezzi più elevati per i passeggeri e, nei casi in cui determinate rotte diventassero economicamente difficili da sostenere, anche nella soppressione di alcuni voli.
Il jet fuel pesa per il 31% sui costi operativi
La principale criticità indicata dal Presidente di Assaeroporti riguarda quindi il prezzo del carburante per l’aviazione.
Borgomeo ha chiarito che non vengono segnalate preoccupazioni sulla disponibilità del jet fuel. L’attenzione è invece concentrata sul costo del carburante, la cui incidenza sarebbe arrivata al 31% dei costi operativi.
Un livello così elevato aumenta la pressione sulla gestione economica delle attività di trasporto, soprattutto quando gli incrementi diventano difficilmente assorbibili attraverso altre componenti operative.
Possibili aumenti dei prezzi per i passeggeri
In assenza di un miglioramento del quadro, una delle conseguenze indicate da Borgomeo è un possibile aumento dei prezzi.
Il trasferimento di una parte dei maggiori costi sui passeggeri rappresenterebbe, secondo quanto emerso dal suo intervento, una delle risposte possibili alla crescita della spesa per il carburante.
Il tema assume particolare rilevanza perché il jet fuel costituisce una voce direttamente collegata all’operatività dei voli e qualsiasi variazione significativa può incidere sulle condizioni economiche con cui vengono gestite le diverse rotte.
Alcuni collegamenti potrebbero diventare meno sostenibili
Il secondo rischio riguarda invece la programmazione dei collegamenti.
Borgomeo ha osservato che, in presenza di incrementi particolarmente elevati, alcune attività potrebbero arrivare a condizioni tali da risultare difficilmente sostenibili dal punto di vista economico.
In questo scenario potrebbe quindi rendersi necessaria, in alcuni casi, la riduzione o soppressione di determinati voli, soprattutto laddove l’aumento dei costi non possa essere compensato in altro modo.
Si tratta comunque di uno scenario prospettato in caso di mancato miglioramento della situazione, non di una decisione già assunta.
Assaeroporti guarda all’evoluzione dei costi
L’auspicio espresso da Carlo Borgomeo è che il quadro possa migliorare, riducendo la pressione esercitata dal carburante sull’intero comparto.
Per Assaeroporti e Federtrasporto, il nodo centrale resta quindi la capacità del sistema del trasporto aereo di assorbire costi energetici elevati senza compromettere l’equilibrio economico dei collegamenti.
La prossima evoluzione del prezzo del jet fuel sarà perciò uno degli elementi da monitorare, considerando il peso ormai raggiunto dal carburante sui costi operativi e i possibili effetti sia sulle tariffe sia sull’offerta di voli.