BCE, Philip Lane: politica monetaria sulla “via di mezzo” tra shock energetico, AI e condizioni finanziarie

La Banca Centrale Europea dovrà continuare a calibrare la propria politica monetaria attraverso una valutazione articolata dei diversi fattori che incidono su inflazione e crescita, senza concentrare l’analisi esclusivamente sul nuovo aumento dei prezzi dell’energia. È il messaggio centrale dell’intervento di Philip Lane, Membro del Comitato esecutivo e Capo Economista della BCE, alla conferenza annuale sulla politica monetaria in corso a Francoforte.

Secondo Lane, la politica monetaria si trova lungo una “via di mezzo” che richiede risposte misurate e un approccio strettamente legato ai dati. La BCE non ha infatti definito in anticipo il futuro percorso dei tassi: ogni decisione continuerà a essere presa riunione per riunione sulla base dell’evoluzione dell’economia e dell’inflazione.

Una seconda ondata dello shock energetico

Uno dei principali elementi da monitorare è il nuovo aumento dei prezzi dell’energia, che Lane interpreta come una seconda ondata dello shock dell’offerta energetica dopo quella iniziale e la successiva temporanea attenuazione durante l’estate.

Per la BCE diventa quindi fondamentale comprendere se questa nuova fase produrrà effetti più intensi della precedente sull’attività economica e sulle dinamiche inflazionistiche.

L’analisi non riguarda soltanto l’impatto diretto dell’energia sui prezzi, ma anche la possibilità che uno shock inizialmente concentrato su alcune componenti finisca per propagarsi più ampiamente all’economia. Lane ha indicato proprio l’eventuale trasformazione degli shock sui prezzi relativi in pressioni inflazionistiche più generalizzate come uno degli elementi che guideranno le prossime valutazioni della BCE.

Politica di bilancio e condizioni finanziarie tra i fattori da monitorare

Il quadro, secondo Philip Lane, non può essere interpretato soltanto attraverso l’energia. Tra i fattori che stanno condizionando produzione e inflazione nell’area euro figurano anche la politica di bilancio, l’intelligenza artificiale e le condizioni finanziarie.

Sul fronte fiscale, Lane ha evidenziato che l’impulso di bilancio dovrebbe passare da positivo nel 2026 a negativo nel 2027 e 2028, modificando quindi il contributo della politica fiscale alla crescita economica.

Allo stesso tempo, il recente aumento dei tassi di interesse a lungo termine potrebbe esercitare un effetto frenante sulla crescita e attenuare la trasmissione degli impulsi economici in misura maggiore rispetto a quanto incorporato nelle precedenti proiezioni.

L’intelligenza artificiale ha un impatto a due direzioni

Particolare attenzione viene riservata anche all’AI, considerata da Lane un fattore con effetti potenzialmente differenti sull’economia.

Da una parte, gli investimenti legati all’intelligenza artificiale possono contribuire positivamente a investimenti, servizi ed esportazioni, sostenendo l’attività economica. Dall’altra, il boom globale del settore può influenzare anche le condizioni finanziarie e, secondo Lane, sta contribuendo alle pressioni al rialzo sui tassi di interesse a lungo termine. La BCE sta studiando in modo specifico le implicazioni dell’intelligenza artificiale per crescita, produttività, domanda e politica monetaria.

La sfida per la banca centrale sarà quindi valutare contemporaneamente l’effetto favorevole degli investimenti tecnologici e le conseguenze indirette sulle condizioni di finanziamento.

Lane difende l’aumento dei tassi al 2,50%

Nel suo intervento, Philip Lane ha definito prudente l’aumento del tasso di riferimento dal 2,00% al 2,50% attraverso le decisioni assunte nei cicli di giugno e settembre.

A giugno il Consiglio direttivo della BCE aveva aumentato i tre tassi ufficiali di 25 punti base in risposta al peggioramento delle prospettive inflazionistiche legato allo shock energetico; a settembre un ulteriore rialzo ha portato il tasso sui depositi al 2,50%.

Per Lane, le decisioni erano giustificate non soltanto dall’energia, ma dall’insieme degli sviluppi che stavano modificando il quadro macroeconomico.

Nessun percorso predefinito per i tassi

La BCE mantiene comunque aperte tutte le opzioni per le prossime riunioni.

Lane ha ribadito che l’istituzione non è vincolata a un percorso predefinito dei tassi di interesse e continuerà ad adottare un approccio data-dependent e meeting-by-meeting. Anche la comunicazione ufficiale della BCE dopo la riunione di settembre conferma che il Consiglio direttivo non si è impegnato su una traiettoria prestabilita.

Le valutazioni si concentreranno sulle prospettive dell’inflazione, sulle dinamiche dell’inflazione sottostante, sulla trasmissione della politica monetaria e sugli effetti degli shock sulla domanda.

Una politica monetaria da calibrare su più variabili

Il messaggio di Philip Lane è quindi quello di una politica monetaria che dovrà evitare risposte automatiche a un singolo fattore.

Energia, politica fiscale, AI, tassi di lungo termine e andamento della domanda interagiscono tra loro e possono produrre effetti differenti su crescita e inflazione. Per questo la BCE intende continuare a utilizzare un quadro analitico ampio, aggiornando le proprie decisioni man mano che emergono nuovi dati.

La “via di mezzo” indicata da Lane non rappresenta quindi un livello specifico dei tassi, ma un approccio orientato a mantenere sotto controllo l’inflazione senza adottare una traiettoria predeterminata.