Auto, Europa ancora in crescita ad agosto. Italia ultima tra i grandi mercati per quota di elettriche

Il mercato automobilistico europeo continua a crescere anche ad agosto. Le immatricolazioni nei 30 Paesi considerati da UNRAE hanno raggiunto 832.637 unità, in aumento del 5,3% rispetto alle 791.054 dello stesso mese del 2025.

Nei primi otto mesi del 2026 le registrazioni sono salite a 9,19 milioni di vetture, con un incremento del 5,8% su base annua. Il recupero resta però ancora incompleto rispetto ai livelli pre-pandemia: il cumulato gennaio-agosto è infatti inferiore del 15,1% rispetto al 2019.

Regno Unito in testa, Italia a +3,2% ad agosto

Tra i cinque principali mercati europei, ad agosto la crescita più forte è stata registrata dal Regno Unito, con un +13,7%, seguito dalla Spagna con +11,8% e dalla Francia con +7,4%.

Più contenuto l’aumento dell’Italia, pari al 3,2%, mentre la Germania ha registrato un +2,6%. Nei primi otto mesi dell’anno il Regno Unito cresce del 9,8%, l’Italia dell’8,5%, la Spagna del 6,3%, la Germania del 4,8% e la Francia del 3%.

L’Italia si conferma quindi il quarto mercato europeo per volumi mensili e il terzo nel cumulato gennaio-agosto.

Italia fanalino di coda sulle auto ricaricabili

Il ritardo più evidente resta quello sul fronte dell’elettrificazione.

Ad agosto le auto ricaricabili, cioè BEV e PHEV, hanno rappresentato in Italia soltanto il 18,4% delle immatricolazioni, con le elettriche pure al 6,4% e le ibride plug-in al 12%.

Il confronto con gli altri grandi mercati è ampio: nel Regno Unito la quota complessiva delle ricaricabili raggiunge il 44,9%, in Francia il 44,5%, in Germania il 44,4% e in Spagna il 27,7%.

Nel complesso del mercato europeo, ad agosto le ECV hanno raggiunto una quota del 40,5%, con le BEV al 29,2% e le PHEV all’11,3%. Escludendo l’Italia, la quota delle elettriche pure sale ulteriormente al 31,3%.

Nei primi otto mesi BEV italiane ferme all’8%

Il divario resta marcato anche guardando al dato cumulato.

Tra gennaio e agosto in Italia le auto ricaricabili hanno rappresentato il 17,4% del mercato, con le BEV all’8% e le PHEV al 9,4%.

Negli altri principali Paesi europei le quote sono sensibilmente superiori: Regno Unito al 38,9%, Germania al 37,4%, Francia al 35,6% e Spagna al 22,7%.

Nel complesso dell’Europa le auto ricaricabili raggiungono invece il 33,7% delle immatricolazioni, con una quota BEV del 23,2% e PHEV del 10,5%. Senza l’Italia, la quota delle elettriche pure sale al 25,3%.

UNRAE chiede una riforma delle flotte aziendali

In questo contesto, UNRAE torna a chiedere un intervento strutturale sulla fiscalità delle auto aziendali, facendo leva sui margini di flessibilità previsti dal quadro europeo.

Secondo la proposta congiunta delle associazioni dell’automotive, una revisione della fiscalità delle flotte potrebbe favorire l’immatricolazione di circa 400 mila veicoli a zero e basse emissioni nel triennio 2027-2029, a fronte di un impegno finanziario stimato in 515 milioni di euro.

«Chiediamo al Governo di utilizzare i margini offerti dal quadro europeo per avviare una riforma strutturale della fiscalità delle auto aziendali, con un orizzonte iniziale triennale già nella prossima Legge di Bilancio. La proposta presentata può mobilitare gli investimenti delle imprese, accelerare il rinnovo del parco e favorire la diffusione dei veicoli a zero e basse emissioni, alimentando anche un mercato dell’usato recente, più sicuro ed efficiente, a beneficio dei consumatori», afferma Andrea Cardinali, Direttore Generale di UNRAE.

Sul bollo auto 2,3 miliardi nel 2027

UNRAE interviene anche sull’esenzione dal bollo auto prevista dal D.L. Sostegno per il 2027, che comporta trasferimenti compensativi alle Regioni per 2,3 miliardi di euro, finanziati anche attraverso 1,46 miliardi di economie del PNRR.

L’associazione giudica positivamente la riduzione della pressione fiscale sulle famiglie, ma sottolinea che il limite degli 80 kW, non legato ad anzianità, emissioni o sicurezza del veicolo, difficilmente sarà sufficiente da solo a favorire il rinnovo del parco.

«Valutiamo positivamente ogni intervento capace di ridurre il carico fiscale sulla mobilità delle famiglie. Allo stato attuale, tuttavia, si tratta di un’esenzione limitata al solo 2027. Inoltre, la soglia degli 80 kW, non collegata all’età, alle emissioni o alla sicurezza del veicolo, difficilmente potrà favorire da sola il rinnovo del parco. Anche interventi di questa natura dovrebbero rientrare in un quadro di misure organiche, coordinate e strutturali. Serve una visione più ampia, in coerenza con gli obiettivi europei, che sia capace di produrre benefici duraturi per i consumatori.», conclude il Direttore Generale di UNRAE.