Draghi esorta l’Ue a investire 100 miliardi nell’intelligenza artificiale

Mario Draghi ha avvertito che la crescita nell’area dell’euro resta indietro rispetto al nuovo livello dei tassi d’interesse fissati a livello globale, creando uno squilibrio macroeconomico che richiede interventi strutturali e coordinati.

Draghi ha sottolineato:

“La spinta immediata derivante dai deficit più elevati e dagli investimenti nell’Intelligenza artificiale si sta facendo sentire soprattutto negli Stati Uniti, che sono anche destinati a trarre maggiori benefici da una crescita più rapida della produttività se l’intelligenza artificiale darà i risultati attesi. L’Europa subisce integralmente l’aumento dei tassi, ma solo una frazione della crescita. Questo divario non è ancora visibile nel costo degli interessi. Il debito emesso nel decennio dei tassi bassi presenta ancora cedole basse, quindi il tasso medio pagato dai governi, pari a circa il 2,25%, rimane ben al di sotto della crescita nominale di circa il 3,5%.”

Nel suo intervento, l’ex governatore ha richiamato l’attenzione sul fatto che i benefici immediati della spesa pubblica e dell’innovazione si stanno concentrando dove la capacità produttiva e gli investimenti nel digitale sono più avanzati, aumentando il rischio di un divario persistente tra il continente europeo e altri poli economici.

Se i governi finanzieranno l’aumento della spesa senza intraprendere misure di risanamento o riforme strutturali, il rapporto debito/Pil medio europeo potrebbe salire fino al 130% entro il 2040. Se si considera la ponderazione in base alla dimensione delle economie, questo valore potrebbe raggiungere il 155%.

Draghi ha aggiunto:

“Un certo risanamento di bilancio nel medio termine è inevitabile. Tuttavia, se questo dovesse avvenire esclusivamente attraverso tagli alla spesa e aumenti delle imposte, è improbabile che produca i risultati necessari”.

Riforme sovranazionali come leva principale

Secondo Draghi, le riforme a livello sovranazionale rappresentano l’intervento più efficace per rilanciare la crescita europea. Ha citato la relazione sulla competitività come guida e ha esortato ad attuare la roadmap già delineata dall’Unione Europea per migliorare produttività, infrastrutture e mercato unico.

Draghi ha commentato:

“La prima cosa che dobbiamo fare è attuare tale tabella di marcia. Ciò consentirà inoltre di finanziare gli investimenti di cui l’Europa ha bisogno nei settori della tecnologia, dell’energia pulita e della difesa in un momento di ristrettezze di bilancio”.

La proposta si basa sull’idea che le riforme strutturali possono aumentare il potenziale di crescita a costi contenuti e creare spazio fiscale attraverso maggiori entrate future, invece di ricorrere esclusivamente a misure austeritarie che comprimono la domanda e rallentano la ripresa.

Contributo dell’Intelligenza artificiale alla crescita

Un punto centrale dell’analisi riguarda l’impatto della diffusione dell’Intelligenza artificiale sulla produttività. Secondo le stime citate, un’adozione rapida di queste tecnologie potrebbe aggiungere fino a 0,4 punti percentuali alla crescita della produttività totale dei fattori nel prossimo decennio, mentre riforme interne e un mercato unico più efficiente potrebbero offrire circa un ulteriore mezzo punto percentuale all’anno.

Questa combinazione di innovazione e riforme rappresenta, a detta di Draghi, una possibile via per colmare una parte consistente del divario verso la sostenibilità del debito, se accompagnata da una politica di risparmio mirata.

Nel dettaglio, mezzo punto di crescita in più all’anno mantenuto fino al 2040, con una porzione delle nuove entrate destinata al risparmio pubblico, potrebbe avvicinare l’Europa a circa un terzo del percorso necessario verso un assetto del debito sostenibile.

Finanziare la capacità di calcolo: proposta per il bilancio Ue

Un’altra proposta contenuta nell’analisi riguarda la necessità di garantire accesso condiviso alla capacità di calcolo, elemento chiave per sfruttare appieno i vantaggi dell’Intelligenza artificiale. Secondo le valutazioni, la quota pubblica necessaria per ridurre il rischio di questo investimento è stimata intorno ai 100 miliardi di euro.

Draghi ha spiegato:

“La quota del settore pubblico necessaria per ridurre il rischio di questo investimento, stimata a circa 100 miliardi di euro, è una delle principali candidate a essere finanziata attraverso il bilancio dell’Ue“.

Si sottolinea che questa somma ammonterebbe a circa il 5% del prossimo bilancio comunitario in discussione, evitando un ulteriore peso diretto sui conti nazionali mentre sono ancora in corso processi di consolidamento fiscale.

La proposta riflette la logica di interventi collettivi su beni pubblici ad alta intensità tecnologica: agevolare investimenti che singoli Paesi, isolatamente, avrebbero difficoltà a realizzare senza aumentare significativamente il proprio rischio di bilancio.

Implicazioni politiche ed economiche

Le raccomandazioni di Draghi evidenziano la necessità di un mix di politiche: consolidamento fiscale credibile nel medio termine, riforme strutturali per aumentare il potenziale di crescita e investimenti sovranazionali per condividere rischi e benefici dell’innovazione digitale.

Per i decisori politici europei la sfida sarà bilanciare le pressioni a breve termine sulla finanza pubblica con misure che favoriscano la crescita potenziale e la resilienza economica, evitando approcci esclusivamente restrittivi che potrebbero compromettere la ripresa.

In sintesi

  • Una crescita più rapida sostenuta dall’Intelligenza artificiale è strategica per ridurre il rapporto debito/Pil senza ricorrere esclusivamente a tagli di spesa; investire in capacità comuni può essere più efficiente che lasciare l’onere ai singoli Stati.
  • L’utilizzo del bilancio dell’Ue per co-finanziare capacità di calcolo e progetti digitali può de-riskare investimenti ad alta intensità tecnologica, attirando capitali privati e migliorando la competitività europea.
  • Per gli investitori, la combinazione di riforme strutturali e spesa mirata in tecnologia potrebbe aumentare le opportunità nei settori ad alto valore aggiunto (software, infrastrutture cloud, energia pulita), riducendo il rischio di lungo periodo legato a debiti pubblici elevati.


Author: Tony
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