Von der Leyen apre al Canada nell’Ue e rilancia su energia, AI e Cina: «L’Europa deve diventare più indipendente»
- 16 Settembre 2026
- Posted by: Francesca
- Categoria: Economia, Editoriale
Un’Europa più autonoma sul piano economico, energetico e della sicurezza, capace di rafforzare i rapporti con partner strategici e di affrontare la competizione globale senza rinunciare al proprio modello sociale. È la linea tracciata dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen nel discorso sullo Stato dell’Unione pronunciato il 16 settembre al Parlamento europeo di Strasburgo.
L’annuncio politicamente più rilevante riguarda il Canada: Bruxelles vuole lavorare alla possibilità di farne il primo “membro associato” dell’Unione europea, costruendo sul CETA una più ampia “Alliance for the Future” dedicata a tecnologia, industria, difesa, energia, materie prime critiche, Artico e intelligenza artificiale. Il nuovo status, tuttavia, non esiste attualmente nei Trattati e richiederà ulteriori negoziati e il coinvolgimento degli Stati membri.
Dal CETA a un’alleanza più ampia con il Canada
La proposta è arrivata alla presenza del primo ministro canadese Mark Carney.
L’idea è superare una relazione fondata prevalentemente sull’accordo commerciale CETA per costruire uno spazio più ampio di cooperazione economica e strategica.
Dal 2017, quando è iniziata l’applicazione provvisoria del CETA, gli scambi di merci tra Unione europea e Canada sono cresciuti di oltre il 75%, raggiungendo 81,5 miliardi di euro nel 2025. Considerando anche i servizi, il commercio bilaterale ha raggiunto circa 130 miliardi.
La nuova partnership immaginata dalla Commissione dovrebbe comprendere manifattura avanzata, tecnologie, sicurezza economica, industria della difesa, energia, minerali critici e AI.
L’eventuale “associazione” del Canada resta però da costruire sul piano istituzionale: non equivale a un’adesione ordinaria all’Ue e non sono ancora definiti diritti, obblighi o forme di accesso al mercato unico.
Von der Leyen: l’Europa è forte ma il quadro resta fragile
Nel suo intervento, von der Leyen ha descritto un’Unione che negli ultimi anni ha rafforzato la propria autonomia, riducendo la dipendenza energetica dalla Russia, aumentando la spesa per la difesa e sviluppando nuovi strumenti industriali e commerciali.
Allo stesso tempo, la presidente della Commissione ha evidenziato un contesto internazionale segnato dalle guerre in Ucraina e Medio Oriente, dalla competizione industriale globale, dalle tensioni commerciali e dalle campagne di disinformazione.
Il messaggio politico è stato quindi costruito intorno alla necessità di una maggiore capacità europea di agire in autonomia, mantenendo al tempo stesso alleanze con partner considerati strategici.
Un Consiglio europeo di sicurezza
Sul fronte della sicurezza, von der Leyen ha proposto la creazione di un European Security Council, un formato che dovrebbe coinvolgere non soltanto gli Stati dell’Unione ma anche partner come Regno Unito, Canada, Norvegia e Ucraina.
La presidente ha inoltre proposto un protocollo europeo di sicurezza ispirato all’articolo 4 della NATO, attraverso il quale uno Stato membro sottoposto a una grave minaccia potrebbe chiedere una riunione d’emergenza e una risposta coordinata.
Il riferimento arriva dopo il tentato attacco con drone all’aeroporto di Lipsia/Halle, attribuito dalle autorità tedesche alla Russia. La Commissione aveva già espresso piena solidarietà alla Germania e definito l’episodio una grave minaccia alla sicurezza europea.
Energia: raddoppiare l’elettrificazione entro il 2040
Uno dei capitoli centrali riguarda la competitività industriale.
Per von der Leyen, l’Europa non può mantenere una forte base manifatturiera se i costi energetici restano strutturalmente elevati.
La strategia passa quindi da una maggiore produzione interna attraverso rinnovabili, nucleare, biometano e altre tecnologie a basse emissioni, accompagnata da una forte accelerazione dell’elettrificazione.
Il piano europeo punta a portare la quota dell’elettricità nei consumi energetici dal livello attuale di circa il 23% al 46% entro il 2040. Secondo le stime della Commissione, questo permetterebbe di ridurre di circa 260 miliardi di euro all’anno la spesa per le importazioni di combustibili fossili.
Cina, deficit commerciale vicino a un miliardo al giorno
Altro dossier centrale è il rapporto con Pechino.
Von der Leyen ha ribadito la necessità di riequilibrare gli scambi con la Cina, ricordando che il deficit commerciale europeo ha raggiunto nel 2025 circa 360 miliardi di euro, pari a quasi un miliardo di euro al giorno.
Nel secondo trimestre 2026 il deficit dell’Ue negli scambi di merci con la Cina è salito a 103 miliardi di euro, il livello trimestrale più elevato dal 2022.
La Commissione intende proseguire il dialogo con Pechino ma ha ribadito di essere pronta a utilizzare gli strumenti di difesa commerciale qualora non arrivassero risultati.
Particolare attenzione viene riservata alle materie prime: l’Ue dipende dalla Cina per oltre l’80% di alcune materie prime critiche e fino al 90% per alcune terre rare.
Capitali, banche e Unione del risparmio
Von der Leyen ha rilanciato anche il progetto dell’Unione del risparmio e degli investimenti, considerato essenziale per spostare una maggiore quota del risparmio europeo verso il finanziamento di imprese e investimenti produttivi.
L’obiettivo è ridurre la frammentazione dei mercati dei capitali e semplificare il quadro normativo, soprattutto per le piccole e medie imprese.
La Commissione prepara inoltre un nuovo pacchetto dedicato al sistema bancario, con l’obiettivo dichiarato di ridurre la frammentazione e semplificare alcune regole mantenendo la stabilità finanziaria.
EU Kids Act: social vietati sotto i 13 anni
Tra gli annunci più rilevanti sul fronte digitale figura il futuro EU Kids Act.
La proposta della Commissione prevede il divieto di accesso ai social network per i minori di 13 anni. Per i ragazzi tra 13 e 15 anni sarebbero consentiti soltanto account limitati e supervisionati dai genitori, mentre per gli adolescenti più grandi sono previste ulteriori regole di sicurezza nella progettazione delle piattaforme.
Il provvedimento dovrà seguire l’iter legislativo europeo e non rappresenta quindi ancora una norma in vigore.
La Commissione punta a intervenire non soltanto sui social network, ma più in generale sui rischi legati ai servizi digitali utilizzati dai minori, compresi videogiochi e applicazioni basate sull’intelligenza artificiale.
AI, von der Leyen chiede cautela sui modelli più avanzati
Sull’intelligenza artificiale, la presidente ha ribadito la volontà di costruire un approccio europeo che cerchi di bilanciare sviluppo tecnologico e gestione dei rischi.
Particolare attenzione viene riservata ai cosiddetti frontier models, i sistemi AI più avanzati e potenzialmente più dirompenti. Von der Leyen ha sostenuto l’opportunità di una maggiore cooperazione internazionale sulla sicurezza e di un ritmo di sviluppo più controllato per le tecnologie con rischi più elevati.
La linea indicata dalla Commissione punta contemporaneamente a favorire l’adozione dell’AI nell’industria europea e a mantenere il controllo umano sui sistemi utilizzati.
Clima, 100 territori vulnerabili e piano contro le ondate di calore
Anche l’adattamento climatico entra al centro dell’agenda.
La Commissione prepara una nuova strategia di resilienza destinata a concentrarsi inizialmente su 100 territori considerati particolarmente vulnerabili, accompagnata da un piano europeo contro le ondate di calore e da nuove iniziative per la gestione delle risorse idriche.
Von der Leyen ha inoltre annunciato una Climate Insurance Alliance, pensata per ridurre il forte divario assicurativo legato alle catastrofi climatiche: nell’Ue, secondo i dati citati, soltanto circa un quarto delle perdite economiche provocate dagli eventi climatici risulta oggi assicurato.
Quality Jobs Act entro fine anno
Sul versante sociale resta confermata la proposta del Quality Jobs Act, prevista entro la fine del 2026.
Il progetto punta ad aggiornare le tutele dei lavoratori rispetto alla trasformazione digitale, all’intelligenza artificiale sul posto di lavoro, alla sicurezza, al subappalto e alle nuove forme di organizzazione dell’occupazione.
La seconda fase di consultazione con le parti sociali è aperta fino al 28 settembre e la Commissione indica il quarto trimestre 2026 come periodo previsto per l’adozione dell’iniziativa.
La strategia: più autonomia senza chiudere l’Europa
Il filo conduttore del discorso è quindi la ricerca di una maggiore autonomia strategica europea.
Sul piano economico significa ridurre le dipendenze energetiche e industriali, mobilitare più capitale privato e difendere la competitività. Sul fronte geopolitico significa rafforzare la sicurezza e costruire partnership più strette con Paesi considerati affini.
La proposta di aprire al Canada come primo membro associato, il nuovo Consiglio europeo di sicurezza, l’accelerazione sull’elettrificazione e le iniziative su AI e clima mostrano l’ambizione della Commissione di utilizzare il prossimo anno per modificare diversi tasselli dell’architettura europea.
Molte delle iniziative annunciate, però, sono ancora proposte politiche o legislative e dovranno essere negoziate con Parlamento europeo e Stati membri prima di trasformarsi in misure operative.