Procure degli Stati Uniti stroncano come senza merito l’istanza di annullamento dell’ex amministratore delegato di Celsius

Un ricorso presentato da Alex Mashinsky, l’ex amministratore delegato della piattaforma di prestiti in criptovalute ormai fallita Celsius, per ottenere l’annullamento della condanna a 12 anni per frode e manipolazione di mercato incontra l’opposizione dei pubblici ministeri del Distretto Meridionale di New York (SDNY).

I magistrati federali, rappresentati da James McDonald e dall’assistente procuratore Allison Nichols, hanno depositato un atto in cui chiedono alla corte di respingere la richiesta di revisione della condanna, definendo molte delle argomentazioni dell’ex CEO come prive di fondamento.

Le obiezioni dei pubblici ministeri

James McDonald e Allison Nichols hanno scritto:

“Non ha nemmeno presentato una dichiarazione giurata a sostegno di queste accuse infondate, e la sua istanza dovrebbe essere respinta senza udienza o ulteriori accertamenti.”

I pubblici ministeri hanno inoltre osservato che Mashinsky propone una serie di recriminazioni, in cui attribuisce ad altri le responsabilità per i problemi di Celsius e ripropone fatti già emersi durante l’udienza di condanna. Pur non arrivando a proclamare una dichiarata innocenza fattuale, l’ex dirigente incolpa i suoi avvocati per non aver sviluppato alcune linee difensive.

Lo stato del procedimento

Mashinsky aveva informato la corte di voler procedere in proprio, rappresentandosi personalmente, e ha depositato una mozione per ottenere l’annullamento della condanna, citando anche vicende legate allo scambio di criptovalute FTX e alla condotta del suo ex collaboratore, il chief revenue officer Roni Cohen-Pavon.

Al momento della replica dei pubblici ministeri non era ancora nota una decisione del giudice sulla richiesta di Mashinsky. Nel maggio 2025 l’ex amministratore era stato condannato a 144 mesi di carcere dopo avere patteggiato accuse di frode sui commodities e sui titoli connesse all’utilizzo di «meccanismi manipolativi e ingannevoli» all’interno della piattaforma.

Roni Cohen-Pavon, che secondo gli inquirenti fornì assistenza rilevante alle indagini, era stata condannata a scontare la detenzione già scontata, in considerazione della collaborazione offerta alla procura.

Celsius fu una delle numerose società del settore cripto a fallire nel 2022, in un contesto di contrazione del mercato iniziata con il crollo di Terraform Labs. Le autorità avevano incriminato Mashinsky e Cohen-Pavon nel 2023; entrambi poi si sono dichiarati colpevoli.

In sede di condanna, all’ex CEO fu imposto il pagamento di $48 milioni come somma da confiscare, oltre a un accordo separato da $10 milioni sottoscritto con la Federal Trade Commission negli Stati Uniti.

Interventi regolatori e procedimenti paralleli

Nel giugno successivo la Commodity Futures Trading Commission (CFTC) ha emesso un divieto permanente che impedisce a Mashinsky di operare sui mercati regolati dalla commissione, parte di una serie di provvedimenti amministrativi conclusi dopo il collasso della società.

Parallelamente, la Securities and Exchange Commission (SEC) mantiene una causa civile nei confronti del cofondatore e della piattaforma, iniziata nel 2023 e ancora aperta. Alla fine di luglio la SEC ha comunicato che i suoi legali e quelli di Mashinsky erano impegnati in negoziati di conciliazione e ha chiesto alla corte ulteriore tempo per aggiornare lo stato della controversia.

Conseguenze per il mercato e per gli investitori

Il caso di Celsius e la condanna di Mashinsky evidenziano la crescente intensità dell’azione regolatoria e penale nei confronti di operatori che hanno offerto prodotti finanziari e servizi di prestito legati alle criptovalute senza una struttura di controllo adeguata.

Per gli investitori il procedimento sottolinea il rischio associato ai servizi centralizzati che mixano elementi di intermediazione finanziaria e prodotti crittografici: l’opinione pubblica e i regolatori richiedono maggiore trasparenza, separazione dei compiti e responsabilità civile e penale, fattori che possono ridisegnare l’offerta di prodotti cripto nel medio termine.

Dal punto di vista istituzionale, la cooperazione tra procure federali, CFTC e SEC dimostra un approccio coordinato volto a recuperare attivi per i creditori e a sanzionare pratiche ritenute fraudolente. Queste dinamiche potrebbero accelerare richieste normative più stringenti anche a livello internazionale, con impatti sulle piattaforme che intendono operare in ambiti transfrontalieri.

Prospettive legali

Se la corte respingesse la richiesta di annullamento, la decisione consoliderebbe i precedenti giudiziari contro dirigenti di piattaforme cripto accusati di pratiche ingannevoli. In caso contrario, una riapertura del processo o una nuova valutazione delle prove potrebbe avere implicazioni significative per il modo in cui vengono condotte le indagini e come vengono valutate le responsabilità degli amministratori nella sfera digitale.

In sintesi

  • L’opposizione dei pubblici ministeri indica che le corti federali intendono mantenere standard rigorosi nel valutare richieste di revisione penale, con possibile limitata apertura a istanze senza prova giurata; questo riduce l’incertezza normativa che spesso spaventa gli investitori istituzionali.
  • I provvedimenti della CFTC e le azioni civili della SEC segnalano una convergenza di controlli che potrebbe aumentare i costi di compliance per le piattaforme cripto, influenzando i margini e i modelli di business delle società europee che operano con clienti italiani.
  • Per i risparmiatori, il caso amplifica la necessità di cautela nell’utilizzo di servizi di prestito cripto: la protezione giudiziaria e la possibilità di recupero dei fondi rimangono spesso limitate, rendendo prioritaria la diversificazione e la verifica della solidità normativa degli operatori.


Author: Tony
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