Gli aeroporti europei disattivano l’EES per evitare code infinite ai controlli
- 7 Agosto 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Diversi grandi aeroporti europei stanno temporaneamente disattivando il Entry/Exit System (EES) quando l’afflusso massiccio di viaggiatori provoca ritardi prolungati ai controlli di frontiera, adottando questa misura per contenere le code e garantire la fluidità dei transiti nei periodi di picco.
I disagi nei principali scali
Secondo gestori aeroportuali e vettori, l’introduzione dell’EES ha inciso sui tempi di passaggio ai varchi, con rallentamenti più evidenti durante la stagione estiva, quando i flussi di passeggeri aumentano sensibilmente. Per evitare disservizi e congestioni tali da interrompere le operazioni, alcuni hub hanno scelto di sospendere temporaneamente la registrazione dei dati biometrici.
Air France-Klm ha dichiarato:
“Quando si formano code durante i mesi estivi di punta il sistema viene disattivato per garantire un transito agevole nei nostri hub di Parigi e Amsterdam.”
Analoghe misure sono state segnalate in altri aeroporti europei di grande traffico, come Francoforte, Bruxelles e Milano, dove la priorità operativa al flusso dei passeggeri ha portato a ricorrere alla sospensione temporanea del processo automatizzato.
Normativa e deroga prevista
La normativa dell’Unione europea consente in circostanze eccezionali la sospensione temporanea della registrazione dei dati biometrici; la Commissione europea ha infatti autorizzato tale deroga fino al 6 settembre per affrontare i picchi stagionali che creano problemi operativi.
Un gruppo di paesi ha chiesto una proroga oltre il termine stabilito: Italia, Francia, Germania, Belgio, Paesi Bassi, Grecia, Malta, Portogallo e Svizzera hanno inviato una comunicazione al commissario europeo agli Affari interni, Magnus Brunner, richiamando la necessità di un approccio pragmatico all’attuazione.
Hanno scritto:
“Ribadiamo il nostro impegno senza riserve per la piena implementazione del sistema, ma l’esperienza finora acquisita ha dimostrato che in circostanze eccezionali possono sorgere difficoltà significative e che questi rischi non devono essere sottovalutati.”
Questioni operative e tutela dei dati
L’EES prevede la raccolta di dati biometrici per tracciare gli ingressi e le uscite dallo spazio Schengen, con l’obiettivo di rafforzare la sicurezza e la gestione delle frontiere. Tuttavia, la fase di registrazione richiede risorse tecniche e personale addestrato: nei momenti di maggiore affluenza, l’aumento dei tempi di verifica può creare un collo di bottiglia che supera le capacità operative attuali.
Oltre all’aspetto logistico, emergono questioni legate alla protezione dei dati personali e alla fiducia dei viaggiatori. Gli operatori aeroportuali segnalano la necessità di procedure più snelle, sistemi informatici più performanti e una distribuzione migliore del personale nei picchi stagionali per ridurre l’impatto sui flussi.
Effetti sul settore aereo e sulle infrastrutture
Le sospensioni temporanee dell’EES hanno ricadute economiche: ritardi e congestione possono incidere sui costi operativi delle compagnie, sulla puntualità dei voli e sull’esperienza del passeggero, fattori che a loro volta influenzano la reputazione degli aeroporti e la domanda turistica, specie in regioni ad alta vocazione ricettiva come molte mete italiane.
Sul piano degli investimenti, la situazione evidenzia l’urgenza di finanziamenti mirati per modernizzare i sistemi di controllo, incrementare le soluzioni di automazione e potenziare il personale nei periodi di picco. Le autorità nazionali e gli operatori dovranno coordinare piani di breve e lungo termine per conciliare sicurezza, efficienza e tutela dei diritti.
Strade possibili per attenuare i problemi
Tra le soluzioni indicate dagli operatori figurano l’adozione di processi di preregistrazione per i passeggeri a rischio ridotto, l’aumento temporaneo del personale ai varchi nei periodi di punta, l’ottimizzazione dei flussi fisici negli aeroporti e investimenti in infrastrutture IT che permettano elaborazioni biometriche più rapide e scalabili.
Un approccio graduale e coordinato a livello europeo potrebbe ridurre la necessità di ricorrere a sospensioni d’emergenza, bilanciando la necessità di sicurezza con quella di efficienza nei trasporti, oltre a fornire maggiore certezza agli operatori economici del settore.
Implicazioni per l’Italia
Per il sistema aeroportuale italiano, che vive di collegamenti internazionali e turismo, la gestione dell’EES rappresenta una sfida operativa e competitiva. Ritardi diffusi possono compromettere flussi turistici stagionali e determinare effetti a catena su servizi correlati come trasporto regionale, alberghi e operatori turistici.
Le istituzioni italiane dovranno quindi conciliare l’adempimento agli obblighi europei con misure di mitigazione concrete, valutando anche il ricorso a fondi per l’ammodernamento tecnologico degli scali e programmi di formazione per il personale di frontiera.
In sintesi
- Le sospensioni temporanee dell’EES evidenziano una tensione tra obiettivi di sicurezza e capacità operative: gli aeroporti devono investire in tecnologie e personale per evitare ripetuti stop stagionali.
- Per gli investitori, emerge un’opportunità per finanziare infrastrutture digitali e soluzioni biometriche più efficienti, che riducano i tempi di gestione e migliorino l’affidabilità degli scali italiani.
- L’impatto sui flussi turistici e sui costi operativi delle compagnie può tradursi in minori ricavi per il comparto nei periodi critici; una migliore pianificazione regolatoria e finanziaria può mitigare tali rischi.