Ascani: evitare l’uso acritico dell’ai in parlamento, a rischio la fiducia dei cittadini
- 30 Luglio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Anna Ascani, vicepresidente della Camera e presidente del Comitato di vigilanza sull’attività di documentazione, sostiene che la intelligenza artificiale debba operare come un supporto capace di aumentare l’efficacia del lavoro istituzionale e migliorare il rapporto con i cittadini, evitando un uso acritico e promuovendo consapevolezza e responsabilità.
Anna Ascani ha dichiarato:
“L’intelligenza artificiale deve essere un supporto, una forma di intelligenza aumentata per migliorare il lavoro all’interno dell’istituzione e il rapporto con i cittadini. Non possiamo farne un uso acritico, è necessario promuovere consapevolezza. La responsabilità ultima è di chi la usa.”
Il Comitato di vigilanza ha avviato il 30 luglio l’esame di un documento contenente linee guida rivolte ai deputati e ai loro collaboratori. L’obiettivo è fornire conoscenze operative, principi e regole per ridurre i rischi associati all’uso delle nuove tecnologie e per definire modalità di impiego responsabile nell’ambito parlamentare.
Linee guida e percorso di adozione
Le indicazioni contenute nelle linee guida puntano a stabilire criteri condivisi: verranno affrontate le verifiche dei risultati prodotti dagli strumenti di intelligenza artificiale, le cautele da osservare quando si manipolano dati sensibili e le modalità di tutela della proprietà intellettuale. Il documento proseguirà con una fase di valutazione interna al Comitato e una consultazione con esperti esterni prima dell’adozione finale.
Il principio guida: il controllo umano
Tra le regole fondamentali individuate, la più importante è il mantenimento del controllo umano: l’IA non deve trasformarsi in un oracolo né sostituire il giudizio critico delle persone. Occorre conservare la capacità di discernimento per governare l’innovazione a vantaggio della collettività e nel rispetto dei diritti individuali.
Anna Ascani ha affermato:
“Per non diventare ‘cibo per gli algoritmi’, come sosteneva Papa Francesco, dobbiamo mettere al centro la nostra capacità di discernere. Non farci aggredire dall’innovazione ma governarla a beneficio della collettività.”
Il testo richiama inoltre pratiche operative specifiche: i deputati che utilizzano piattaforme di intelligenza artificiale non devono caricare dati personali o documenti riservati; è necessario verificare e rispettare il diritto d’autore e la proprietà intellettuale; occorre rendere trasparente il ricorso all’IA quando opportuno; evitare la diffusione di allucinazioni e distorsioni generate dagli algoritmi; e saper rinunciare all’uso dell’IA quando i rischi superano i benefici.
Questa impostazione vuole coniugare l’adozione di tecnologie avanzate con adeguate garanzie procedurali: la trasparenza, la verifica dei risultati e la formazione degli operatori sono elementi chiave per ridurre i rischi e favorire un impiego responsabile in ambito pubblico.
In sintesi
- La formalizzazione di linee guida per l’uso dell’IA nelle istituzioni pubbliche aumenta la prevedibilità normativa, riducendo l’incertezza per le imprese tecnologiche interessate a fornire servizi al settore pubblico italiano.
- Maggiore attenzione alla governance e alla conformità stimolerà domanda per servizi di consulenza, compliance e sicurezza dei dati, creando nuove opportunità per investimenti specializzati nel mercato nazionale.
- La scelta di privilegiare il controllo umano implica costi di formazione e processi aggiuntivi, ma favorisce l’adozione sostenibile dell’IA, con benefici potenziali per efficienza amministrativa e fiducia dei cittadini nel lungo periodo.