Assolegno, Servadio nuovo presidente: la sostenibilità come leva di crescita

Gli obiettivi delineati dal nuovo presidente di Assolegno, Daniele Servadio, puntano a rafforzare la competitività delle imprese italiane del legno, valorizzare l’intero comparto e promuovere il legno strutturale come elemento centrale nella transizione verso un’edilizia più sostenibile e resiliente per il quadriennio 2026-2030.

Daniele Servadio ha dichiarato:

“La sostenibilità, la decarbonizzazione e la sicurezza del territorio sono oggi driver di mercato definiti a livello europeo e nazionale. In questo scenario il legno può esprimere pienamente il proprio valore, grazie a una filiera che unisce competenze, innovazione e capacità progettuale. Costruire in legno richiede competenze specialistiche, rigore progettuale e standard qualitativi elevati. La nostra sfida è consolidare il ruolo del legno strutturale come componente strategica dell’edilizia contemporanea, valorizzando il patrimonio di conoscenze delle imprese e accompagnando lo sviluppo del comparto.”

Tra le priorità del mandato vi sono la tutela e la valorizzazione del patrimonio forestale nazionale, la promozione della filiera corta e il rafforzamento della prima lavorazione attraverso sinergie con le imprese boschive e le segherie locali. Queste misure mirano a creare ricadute positive lungo tutta la catena del valore del legno-arredo, sostenendo occupazione e attività economiche nei territori rurali.

Sostenibilità e sicurezza

Il legno strutturale viene indicato come una leva per la decarbonizzazione dell’edilizia: immagazzina carbonio, favorisce l’efficienza energetica e si presta a una logica di economia circolare. Sul fronte normativo, il settore richiede standard tecnici chiari e percorsi di certificazione affidabili per garantire qualità e sicurezza delle costruzioni. In questo contesto, la capacità progettuale delle imprese e la diffusione di competenze specialistiche rappresentano elementi essenziali per l’adozione diffusa del legno nell’edilizia contemporanea.

Le politiche europee come il Green Deal e le iniziative di finanziamento a livello nazionale e comunitario aprono opportunità per progetti che combinano innovazione tecnologica, riqualificazione urbana e gestione sostenibile delle foreste. Per le imprese italiane, in particolare per le PMI del settore, ciò comporta la necessità di investire in macchinari, ricerca e formazione per cogliere i nuovi mercati e rispondere ai requisiti di sostenibilità imposti dagli acquirenti e dalle istituzioni.

Il nuovo Consiglio di presidenza

A supportare il presidente nei prossimi quattro anni sarà il Consiglio di Presidenza di Assolegno, composto da: Cristian Cozzi (Consigliere Incaricato Gruppo Case), Marino De Santa (Consigliere Incaricato Gruppo Costruttori), Adriano Domini (Consigliere Gruppo Prime Lavorazioni), Claudio Giust (Consigliere Gruppo Case), Luigi Iavarone (Consigliere Gruppo Prime Lavorazioni), Onofrio Mattina (Consigliere Gruppo Costruttori), Simone Claudio Panichi (Consigliere Incaricato Gruppo Prime Lavorazioni) e Annalisa Rainoldi (Consigliera Gruppo Prime Lavorazioni).

Il nuovo organo di governance intende promuovere iniziative operative su formazione tecnica, aggiornamento normativo e supporto all’innovazione industriale, favorendo collaborazioni con università, centri di ricerca e organismi di certificazione. L’obiettivo pratico è ridurre il gap tra domanda di mercato e offerta produttiva, consentendo alle imprese di accedere a progetti pubblici e privati che richiedono competenze avanzate nel campo della progettazione e della costruzione in legno.

Per il sistema delle imprese italiane questo programma può tradursi in una maggiore capacità di competitività internazionale: favorire la filiera corta migliora la tracciabilità delle materie prime e riduce i costi logistici, mentre il rafforzamento delle competenze aumenta il valore aggiunto dei prodotti made in Italy nel mercato delle costruzioni sostenibili.

In termini di policy, il dialogo tra associazioni di settore, amministrazioni locali e istituzioni nazionali sarà cruciale per orientare investimenti pubblici e incentivi verso interventi che valorizzino il legno come materiale strategico. Misure di sostegno agli investimenti e programmi di formazione specializzata possono accelerare la diffusione di tecnologie e processi produttivi innovativi, con effetti positivi sull’occupazione locale e sulla resilienza ambientale dei territori.

In sintesi

  • Il rafforzamento della filiera corta e degli investimenti in prima lavorazione può aumentare il valore aggiunto delle imprese locali e rendere più competitive le esportazioni italiane nel comparto del legno.
  • Gli incentivi per formazione e certificazione tecnica rappresentano opportunità di investimento per le imprese che vogliono accedere a contratti pubblici e progetti di edilizia sostenibile, con potenziali ritorni sul medio termine.
  • L’allineamento alle politiche europee di decarbonizzazione può trasformare il legno strutturale in un asset strategico per finanziamenti e partenariati internazionali, influenzando positivamente la domanda di prodotti italiani green.
  • Il rafforzamento delle competenze e della collaborazione con università e centri di ricerca è fondamentale per trasferire innovazione tecnologica nelle PMI e sostenere la transizione verso processi più efficienti e a basso impatto ambientale.


Author: Tony
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