Consigliere della Casa Bianca difende i legami del presidente Trump con le criptovalute dopo la sconfitta della clarity act

Witt ha riferito che il presidente ha acconsentito a non una, ma due disposizioni etiche di portata senza precedenti nel contesto della regolamentazione degli asset digitali.

Witt ha dichiarato:

“Il presidente ha accettato non una ma due distinte disposizioni etiche che non hanno precedenti nella natura.”

Secondo Witt, oltre a una possibile disponibilità a rispettare regole che avrebbero imposto al presidente di alienare interessi in criptovalute o di collocarli in un blind trust, la Casa Bianca sarebbe stata anche disposta a consentire che i procuratori generali statali citassero in giudizio il governo federale qualora questo non avesse vigilato su eventuali violazioni etiche.

Witt ha aggiunto:

“Questa è senza dubbio la disposizione etica più senza precedenti, ampia, rigorosa e restrittiva che sia mai stata concordata da un presidente.”

Witt ha sottolineato inoltre che l’accusa dei democratici verso Trump per un conflitto d’interessi nel definire la politica sugli asset digitali mentre controllerebbe un impero crypto risulta “in parte ironica”, considerando che molti senatori dei comitati bancari possiedono e scambiano titoli di società di servizi finanziari che sono soggette alla loro supervisione.

Il ruolo principale di Witt era far approdare il Clarity Act in una legge operativa: un obiettivo che ha subito un duro colpo quando il Senato degli Stati Uniti non è riuscito a far avanzare il provvedimento. Witt ha spiegato che la cosiddetta sessione di fine legislatura non rappresenta ora il fulcro dell’attività e che il lavoro chiave si sta spostando verso i regolatori federali, come la Commissione per i Titoli e gli Scambi (SEC).

Per fornire contesto, il Clarity Act mirava principalmente a chiarire la sfera di competenze tra autorità e introdurre requisiti etici specifici per figure pubbliche coinvolte in asset digitali, incluse eventuali misure come la vendita degli asset o il loro trasferimento in trust ciechi. Queste norme avrebbero inciso in modo diretto sulle strutture di governance delle società crypto e sulle opportunità di investimento.

La possibilità che i procuratori generali statali possano agire contro il governo federale apre scenari legali che potrebbero amplificare un mosaico normativo già frammentato: da un lato aumenta la pressione per un’applicazione più severa delle regole; dall’altro, favorisce incertezza normativa e possibili contenziosi che influenzerebbero attività operative di exchange, start-up e investitori istituzionali.

Con il percorso legislativo bloccato al Senato degli Stati Uniti, l’attenzione si concentra ora sulle mosse dei regolatori: la SEC e altri organismi federali potrebbero intensificare enforcement e interpretazioni normative, determinando costi di conformità superiori e possibili revisioni di quotazioni e prodotti finanziari collegati alle criptovalute. Questo spostamento potrà generare volatilità nei mercati e richiederà risposte strategiche da parte degli operatori.

Per gli investitori italiani e per gli operatori del settore europeo interessati ai mercati statunitensi, la vicenda segnala l’importanza di monitorare da vicino decisioni amministrative e pronunce regolamentari, oltre a valutare l’impatto di eventuali contenziosi intergovernativi sulla disponibilità di prodotti crypto e sulle valutazioni di rischio.

In sintesi

  • Il passaggio dal legislatore ai regolatori federali incrementa il ruolo della SEC, con possibili effetti rapidi su compliance e costi operativi per le società crypto attive negli Stati Uniti.
  • L’apertura a interventi legali da parte dei procuratori generali statali potrebbe intensificare un’applicazione eterogenea delle norme, aumentando il rischio legale per le aziende e la complessità per gli investitori internazionali.
  • La mancata approvazione del Clarity Act rende probabile una fase prolungata di incertezza normativa; gli investitori dovrebbero considerare strategie di diversificazione e stress-test dei portafogli esposti a criptovalute.
  • Per il mercato italiano, l’evoluzione normativa negli Stati Uniti resta un indicatore chiave: sviluppi restrittivi o interventi di enforcement possono avere ricadute su liquidità, prodotti offerti e piani di internazionalizzazione delle imprese fintech europee.


Author: Tony
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