Liguria, pil in ripresa: crescita dello 0,8% prevista nel 2026

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Liguria dovrebbe chiudere il 2026 con una crescita del PIL pari allo 0,8%, superiore di 0,1 punti percentuali rispetto alla media nazionale stimata allo 0,7%: è uno dei principali risultati emersi dalla decima edizione del think tank Liguria 2030, la piattaforma promossa da Teha group insieme alla Regione, presentata a Rapallo.

Marco Bucci ha sottolineato:

“Stiamo lavorando per portare a Genova la gigafactory europea sull’intelligenza artificiale e l’Agenzia per il nucleare. Ora dobbiamo cominciare a lavorare sull’importanza dell’acqua nel futuro: il valore dell’acqua nel mondo continuerà ad aumentare nei prossimi anni, noi ne abbiamo tantissima, quindi è un’opportunità da giocarsi bene.”

Dati economici principali

Secondo lo studio di Teha group, nel 2025 l’export della Liguria ha raggiunto circa 9,4 miliardi di euro, registrando una crescita annua del 10,2% rispetto al +3,3% della media nazionale. Il report sottolinea che la dinamica positiva è proseguita nel primo trimestre del 2026 con un aumento stimato intorno al 20,8%, circa sedici volte superiore alla variazione italiana e del Nord-Ovest, entrambe pari al +1,3%.

Il tasso di occupazione regionale è salito al 68,8% nel 2025, contro il 62,5% della media nazionale, e gli occupati sono arrivati a 623 mila unità, con un incremento di circa 14 mila persone (+2,3% rispetto all’anno precedente, a fronte del +0,4% nazionale).

La regione consolida inoltre specializzazioni distintive: la blue economy è la prima in Italia per incidenza di imprese (11%), valore aggiunto (14,4%) e occupazione (15,2%). Nel 2025 la Liguria è anche seconda in Italia per quota di export ad alto contenuto tecnologico, al 67,5% rispetto al 53,1% nazionale.

Sviluppo industriale e turismo

Valerio De Molli ha affermato:

“Nel decennio 2015-2024 il valore aggiunto dell’industria ligure ha mostrato un significativo rafforzamento, salendo da 7,5 a 11 miliardi di euro (+45,8%) e aumentando il proprio peso sull’economia regionale dal 18,1% al 20,9%.”

Il rapporto evidenzia anche il record nel turismo: nel 2025 gli arrivi in Liguria hanno superato i 5,3 milioni, il livello più alto mai registrato e il 9,8% in più rispetto ai valori pre-Covid del 2019. La componente internazionale ha raggiunto i 2,6 milioni di arrivi, quasi la metà del totale regionale (49,1% rispetto al 45% del 2016).

Commercio marittimo e traffici portuali

Nel 2025 i porti liguri hanno movimentato oltre 4,2 milioni di TEU (container da 20 piedi), con un aumento del 3,9% rispetto al 2024, consolidando la posizione della regione come principale gateway italiano per i contenitori. Anche il segmento crociere ha registrato una forte crescita: i porti liguri hanno movimentato circa 3,2 milioni di passeggeri (+8,3% rispetto al 2024), pari a circa il 22% del totale nazionale.

Questi risultati rafforzano il ruolo strategico della regione nelle catene logistiche marittime e nel turismo di ritorno, con ricadute rilevanti su filiere portuali, servizi e intermodalità.

Implicazioni strategiche e opportunità

Le iniziative citate dal governatore — la possibile gigafactory per l’intelligenza artificiale e la localizzazione di un’Agenzia per il nucleare — potrebbero attrarre investimenti diretti, creare occupazione qualificata e favorire sinergie con il tessuto industriale esistente. L’accento sul valore crescente dell’acqua apre scenari per attività legate alla gestione delle risorse idriche, tecnologie per il risparmio e servizi ad alto valore aggiunto.

Per le imprese regionali la combinazione di export tecnologico elevato, infrastrutture portuali efficienti e rilancio turistico rappresenta un mix favorevole per la diversificazione dei mercati e l’accesso a catene globali del valore.

In sintesi

  • La crescita dell’export e l’alto contenuto tecnologico delle esportazioni liguri indicano opportunità per fondi e investimenti orientati alla manifattura avanzata e alla logistica portuale.
  • L’attenzione a progetti strategici come la gigafactory AI e l’Agenzia per il nucleare suggerisce potenziali effetti moltiplicatori sugli investimenti pubblici e privati nelle industrie ad alta specializzazione.
  • Il rafforzamento del ruolo portuale e del turismo comporta implicazioni positive per infrastrutture intermodali e operatori logistici; investitori istituzionali dovrebbero monitorare progetti di ampliamento e modernizzazione degli scali.


Author: Tony
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