Sulla scia del Grand Tour: la mappa dei caffè letterari in un progetto dell’università di Oxford
- 18 Settembre 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Uno spicchio di Varchiglia — frolla, frutta secca e cioccolato — preparato seguendo un’antica ricetta delle monache Carmelitane Scalze. Una fetta di Torta Telesio — farina di lupini, mandorle e amarene — che richiamava le abitudini mattutine del filosofo Nuccio Ordine, ispirato dal pensiero naturalista del grande Bernardino calabrese del XVI secolo. Un cubotto di torroncino torrefatto, del tipo che per decenni ha accompagnato i caffè dei parlamentari alla buvette di Montecitorio. Ai tavoli si incrociano un ingegnere «flâneur», un altro appassionato di versi in vernacolo, un linguista britannico e diversi avventori che sorseggiano caffè corretto al Vov.
Il contesto è il Gran Caffè Renzelli di Cosenza, locale storico che conserva le atmosfere della Belle Époque ma guarda al futuro senza nostalgie. Due ricercatrici anglo-italiane stanno studiando proprio i caffè letterari italiani: Fanny Clemente, ricercatrice in Letteratura italiana presso l’Università di Oxford, e Greta Colombiani, dottoranda in Letteratura inglese a Cambridge. Il loro progetto si concentra sui locali che, lungo le tappe del Grand Tour, hanno contribuito alla storia culturale delle città italiane.
La ricerca è finanziata dalla British Academy e dal Leverhulme Trust, con una prima tranche di 10.000 pounds destinata alla costruzione di una mappa digitale che sarà pubblicata sul sito dell’Università di Oxford. Greta Colombiani ha spiegato:
“L’intento è dimostrare che i caffè letterari restano luoghi di cultura e riflessione. Per questo vanno non soltanto preservati, ma anche alimentati: mantenuti vivi attraverso la combinazione tra storia locale e innovazione digitale.”
Sotto l’occhio di un videomaker, mentre le domande si susseguivano, è intervenuto anche Francesco Renzelli, che insieme ai fratelli Stefano ed Enza gestisce il locale situato nel cuore antico della città, tra il duomo — patrimonio Unesco — e il palazzo arcivescovile. Francesco Renzelli ha dichiarato:
“Siamo una sorta di nuovo café chantant: non ci sono più le dame di un tempo, ma rimaniamo uno spazio di incontro, confronto e crescita per la comunità. Il centro storico ha bisogno di essere rilanciato e il nostro caffè può essere una leva per la sua rinascita.”
Secondo Fanny Clemente, il filo rosso che unisce questi locali è l’identità familiare: molte realtà sono imprese tramandate di generazione in generazione, animate da sinergie locali e da un forte attaccamento al progetto originario. Il caso del Caffè Meletti di Ascoli Piceno, salotto liberty nato nei primi anni del Novecento dall’imprenditore dell’omonima anisetta, è un esempio emblematico di come tradizione e impresa possano convivere e valorizzare il territorio.
I caffè letterari svolgono da sempre ruoli molteplici: agiscono come hub culturali, catalizzatori di dibattito civile e, spesso, come attrattori turistici che contribuiscono all’economia urbana. La digitalizzazione proposta dal progetto accademico permette di catalogare queste realtà, rendendole più visibili a ricercatori, amministrazioni locali e operatori turistici, e favorendo azioni di valorizzazione mirate.
Dal punto di vista delle politiche culturali e di sviluppo urbano, valorizzare i caffè storici implica un dialogo tra istituzioni — dai comuni alle soprintendenze, fino a fondazioni e finanziatori culturali — per coniugare tutela del patrimonio, sostegno alle imprese familiari e rigenerazione dei centri storici. Questo approccio può tradursi in strumenti concreti come incentivi fiscali, bandi per la digitalizzazione e progetti integrati di promozione turistica.
Per le comunità locali, mantenere vivi questi spazi significa preservare reti sociali, saperi e pratiche gastronomiche che fanno parte dell’identità collettiva. Allo stesso tempo, per gli operatori economici e gli investitori interessati al territorio, la combinazione tra heritage e innovazione digitale rappresenta una leva per nuove forme di offerta culturale e ricettiva.
In sintesi
- La valorizzazione digitale dei caffè storici può aumentare il flusso turistico mirato, creando opportunità per microimprese locali e operatori culturali.
- Il modello familiare che sostiene molti locali storici riduce il turnover aziendale ma richiede supporti finanziari e formativi per tramutarne la tradizione in sostenibilità economica.
- Interventi pubblici mirati — incentivi, bandi per la digitalizzazione e progetti integrati di rigenerazione urbana — possono trasformare i caffè letterari in asset strategici per la rinascita dei centri storici.
- Per gli investitori, il settore offre spunti di investimento a basso rischio reputazionale se orientato a progetti di conservazione partecipata e partnership pubblico-private.