Bonus per genitori separati: assegno per redditi fino a 35mila euro

Pronte le regole, resta ora da attendere la piattaforma digitale e la data a partire dalla quale sarà possibile inviare le domande online. Il decreto del ministero delle Infrastrutture, di concerto con il Economia, ha definito le modalità di applicazione del contributo da 20 milioni di euro previsto dall’ultima manovra a favore dei genitori separati e divorziati.

La procedura di prenotazione del bonus partirà con la pubblicazione dell’avviso sul sito del ministero delle Infrastrutture. A quel punto sarà attivata la piattaforma per la presentazione delle richieste e saranno definiti i tempi per l’istruttoria e l’erogazione.

Criteri di accesso

La caratteristica più rilevante e politicamente discussa del nuovo intervento è l’uso del criterio del reddito anziché dell’Isee, scelta introdotta nel testo normativo. Possono accedere al contributo i genitori separati o divorziati il cui reddito non superi i 35.000 euro annui dichiarati.

Su questa opzione ha più volte richiamato l’attenzione il ministro Salvini, che ha espresso perplessità sull’efficacia dello strumento dell’Isee nel selezionare i beneficiari. La scelta del criterio reddituale mira a semplificare la verifica e a ridurre il ricorso a indicatori compositi che richiedono elaborazioni amministrative più complesse.

Requisiti aggiuntivi

Oltre al requisito reddituale, il genitore richiedente dovrà essere legalmente separato o divorziato e intestatario di un contratto di locazione. Non potrà risultare proprietario di immobili nel medesimo Comune dell’abitazione familiare né nei Comuni limitrofi entro un raggio di 50 chilometri.

Un ulteriore vincolo riguarda il rispetto degli obblighi di mantenimento e cura dei figli: il richiedente dovrà essere in regola con tali impegni per poter partecipare alla graduatoria di assegnazione.

Modalità di selezione e priorità

L’assegnazione del contributo avverrà tramite una graduatoria in cui saranno attribuite priorità a determinate situazioni di maggior bisogno. Prevarranno le domande dei genitori con più figli a carico di età inferiore a 21 anni, dei soggetti con figli disabili o con disabilità, di chi si trova in condizione di disoccupazione involontaria e di chi risiede in Comuni caratterizzati da alta tensione abitativa.

Importo e criteri di ripartizione

Il bonus sarà corrisposto nella misura del 50% dell’importo pagato per l’affitto, con un limite massimo di 6.000 euro annui, ossia fino a 500 euro al mese. La dotazione complessiva sarà ripartita tra le Regioni seguendo tre criteri principali: il numero medio di genitori separati o divorziati (criterio preponderante), il reddito medio regionale e la percentuale di Comuni a elevata tensione abitativa.

In base all’incrocio di questi parametri, le prime Regioni che risulteranno assegnatarie di maggiori risorse saranno Lombardia, Lazio e Campania, in considerazione sia dell’entità della popolazione interessata che delle condizioni abitative locali.

Implicazioni pratiche e amministrative

L’attuazione richiederà un coordinamento tra amministrazioni centrali e Regioni per definire le modalità operative, i controlli sui requisiti e i tempi di erogazione. La scelta del criterio reddituale può velocizzare alcune verifiche ma solleva la necessità di incroci informativi affidabili tra anagrafe tributaria e banche dati delle autonomie locali.

Dal punto di vista sociale, l’intervento mira a sostenere genitori che affrontano oneri abitativi in solitudine, alleggerendo temporaneamente la spesa per la locazione. Sul fronte del mercato immobiliare locativo, la misura potrebbe influenzare la domanda di alloggi economici nelle aree urbane più stressate, con effetti variabili a livello regionale.

Prospettive e criticità

La platea effettiva dei beneficiari dipenderà dall’ampiezza della domanda e dai criteri di priorità: se la richiesta supererà la dotazione disponibile, la graduatoria diventerà determinante nel definire chi otterrà il sostegno. È inoltre importante monitorare la sostenibilità finanziaria dello strumento e valutare eventuali aggiustamenti futuri basati sui risultati amministrativi e sugli impatti sociali osservati.

Infine, la redistribuzione delle risorse regionali potrà accentuare o attenuare disparità territoriali; per questo, i livelli regionali dovranno vigilare sull’efficacia dell’allocazione e sulla tempestività dei pagamenti ai beneficiari.

In sintesi

  • Il meccanismo basato sul reddito anziché sull’Isee può velocizzare le verifiche ma richiede integrazione informativa tra enti; per gli investitori immobiliari ciò significa potenziali fluttuazioni nella domanda di locazioni a basso costo.
  • Il tetto di 500 euro mensili potrebbe alleggerire la spesa di molte famiglie monoparentali, influenzando il mercato degli affitti a livello locale e creando opportunità per chi gestisce immobili di piccola taglia.
  • La ripartizione regionale accentua l’importanza delle dinamiche territoriali: investimenti in rigenerazione urbana nelle aree ad alta tensione abitativa possono aumentare in rilevanza politica ed economica.
  • Monitorare l’efficacia del contributo sarà fondamentale per valutare l’eventuale estensione o riconversione delle risorse in politiche abitative più strutturali, con implicazioni per la pianificazione degli enti locali e per gli operatori del settore immobiliare.


Author: Tony
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