Carburanti, Mimit rileva nuovi rincari: benzina a 2,046 euro e gasolio a 2,157 euro al litro

Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy registra un nuovo aumento dei prezzi dei carburanti. Secondo i dati dell’Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Mimit, venerdì 4 settembre 2026 la media nazionale in modalità self service raggiunge 2,046 euro al litro per la benzina e 2,157 euro al litro per il gasolio.

Il giorno precedente i valori erano rispettivamente pari a 2,039 e 2,147 euro al litro. Il rialzo interessa anche la rete autostradale, dove il costo medio resta più elevato rispetto alla viabilità ordinaria.

Benzina e gasolio salgono anche in autostrada

Sulle autostrade, il prezzo medio self della benzina raggiunge 2,134 euro al litro, mentre il gasolio sale a 2,233 euro al litro.

Anche in questo caso si registra un incremento rispetto alla precedente rilevazione, quando i valori erano pari a 2,124 euro per la benzina e 2,221 euro per il diesel.

I dati confermano quindi una fase di progressivo aumento dei costi alla pompa, con effetti più marcati per gli automobilisti che effettuano rifornimento lungo la rete autostradale.

Un pieno costa di più rispetto all’inizio di settembre

A intervenire sull’andamento dei prezzi è Massimiliano Dona, Presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, che ha calcolato l’impatto degli aumenti registrati dall’inizio del mese.

Secondo l’associazione, tra il 1° e il 4 settembre un pieno da 50 litri di gasolio in autostrada costa circa 1,45 euro in più, mentre per la benzina l’incremento arriva a 1,50 euro.

Sulla rete stradale ordinaria, l’aumento stimato è di circa 1,35 euro per il gasolio e 1,20 euro per la benzina.

L’Unione Nazionale Consumatori chiede un intervento sulle accise

L’Unione Nazionale Consumatori richiama inoltre l’attenzione sul ruolo dello sconto sulle accise nel contenimento dei prezzi finali.

Secondo i calcoli riportati da Dona, in assenza dello sconto il prezzo del gasolio potrebbe superare i 2,40 euro al litro in autostrada, mentre sulla rete ordinaria potrebbe avvicinarsi a 2,33 euro.

L’associazione chiede quindi al Governo misure più incisive e non limitate a proroghe di breve durata, indicando la necessità di interventi sia sul gasolio sia sulla benzina.

Pressione crescente sui costi della mobilità

L’aumento dei carburanti torna così a incidere sui costi della mobilità per famiglie, pendolari e imprese.

Particolarmente esposti sono gli automobilisti che percorrono molti chilometri e gli operatori economici per i quali il carburante rappresenta una componente significativa dei costi operativi.

L’andamento delle prossime settimane sarà quindi seguito con attenzione sia dal Mimit sia dalle associazioni dei consumatori, soprattutto per verificare se i rincari registrati all’inizio di settembre proseguiranno o tenderanno a stabilizzarsi.