Small cap sotto la lente: Gefran e la strategia di espansione in Sudamerica
- 16 Settembre 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
Gefran, gruppo bresciano attivo nella meccatronica, ha deciso di rafforzare la propria presenza in Brasile con l’acquisizione, per un controvalore di 35,8 milioni di euro, di Novuspar Participaçoes Societarias Ltda e delle società controllate con sede a Canoas nello stato del Rio Grande do Sul.
L’operazione arriva in un contesto in cui, dalla data di applicazione provvisoria dell’intesa tra UE e Mercosur (che comprende Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay), molte imprese italiane stanno valutando o accelerando investimenti nell’area sudamericana. Prima dell’accordo, sui macchinari importati dall’Europa in alcuni Paesi della regione erano applicati dazi compresi tra il 14% e il 20%.
Un segnale analogo di interesse per il mercato brasiliano è arrivato recentemente anche dal gruppo di soluzioni infrastrutturali Franchetti (quotato su Euronext Growth Milan), che ha acquisito Ecr Engenharia a San Paolo ottenendo nuove commesse nel settore delle infrastrutture stradali e ferroviarie.
Va ricordato che Gefran era già presente in Brasile attraverso la controllata indiretta Gefran Brasil Eletroeletronica Ltda, partecipata via la svizzera Gefran Schweiz Ag. L’acquisizione di Novuspar rappresenta tuttavia un salto dimensionale in termini di risorse e radicamento locale.
Oggi il gruppo realizza all’estero il 67% del proprio fatturato (77% per il comparto sensori e 43% per i componenti per l’automazione), ma nel primo semestre 2026 solo il 4,1% del fatturato — circa 3 milioni di euro — proveniva dal Sud America, in lieve flessione (-1,9% rispetto al 30/6/2025) anche per l’impatto dei cambi. Tale effetto valutario ha inciso ancora più pesantemente sulle vendite nel Nord America, in calo del 6,6% a 6,2 milioni.
Risultati al 30/6/2026 trainati dai componenti per l’automazione
Nel complesso il primo semestre 2026 di Gefran mostra segnali positivi: i ricavi consolidati sono saliti del 2,3% a 73,8 milioni di euro (+3,6% a cambi costanti). Al contributo ha partecipato, seppur marginalmente per 337.000 euro, il consolidamento integrale della vicentina Cz Elettronica Srl, perfezionato a febbraio 2026.
Il comparto che ha guidato la crescita è stato quello dei componenti per l’automazione, con un incremento del 6,9% a 31,1 milioni, mentre il settore sensori è cresciuto dell’1,3% arrivando a 47,9 milioni. Entrambi i segmenti hanno registrato un’accelerazione nel secondo trimestre: i componenti per l’automazione sono cresciuti dell’11,6% (a circa 16 milioni) e i sensori del 2,8% (a 24,1 milioni).
Nel business sensori le migliori performance sono state ottenute dalle gamme dedicate alla pressione industriale (+13,8%). Nel segmento dei componenti per l’automazione si sono distinti i sistemi e gli equipaggiamenti per il controllo di processo (+13,3%), i controlli di potenza (+8,9%) e gli strumenti (+3,8%). Sul totale del mercato americano (Nord America e Sud America) le vendite di sensori sono state pari a 6,3 milioni (-10,1%), mentre i componenti per l’automazione hanno fatturato 2,9 milioni (+8,4% nonostante l’effetto cambi).
A livello consolidato Gefran ha registrato un EBITDA e un EBIT in flessione rispettivamente del 4,2% a 13,2 milioni e dell’8% a circa 9 milioni. Tuttavia l’utile netto è aumentato dell’1,7% a 6,7 milioni, trainato dal miglioramento della posizione finanziaria netta, che è passata da un valore negativo di 758.000 euro a uno positivo di 189.000 euro.
Le dinamiche di marginalità mostrano una divergenza tra i due comparti: il calo di EBITDA ed EBIT è imputabile quasi esclusivamente al settore sensori (EBITDA -13,3% a 9,9 milioni; EBIT -17,3% a 7,5 milioni), mentre la divisione componenti per l’automazione ha visto l’EBITDA aumentare del 40,6% a 3,3 milioni e l’EBIT più che raddoppiare, da 657.000 euro a 1,4 milioni. Nonostante il miglioramento operativo, la marginalità del comparto automazione rimane inferiore a quella dei sensori (EBITDA ed EBIT margin del 10,5% e 4,6% contro il 20,7% e 15,8% dei sensori).
Dal punto di vista strategico, l’acquisizione di Novuspar può contribuire a mitigare l’instabilità causata dalle oscillazioni dei cambi e a ridurre i costi logistici per le commesse in loco, rendendo più competitivi i prodotti di Gefran sul mercato sudamericano. Inoltre, la presenza diretta in Brasile offre opportunità di partecipare a programmi infrastrutturali e progetti industriali in aumento nella regione dopo l’intesa commerciale con il Mercosur.
Per il tessuto produttivo italiano l’espansione nelle economie emergenti dell’America Latina rappresenta una leva per diversificare i mercati di sbocco e per sfruttare la domanda locale di automazione e sensoristica, in particolare nei settori automotive, alimentare e infrastrutturale.
In sintesi
- L’ingresso più deciso di Gefran in Brasile contribuisce a ridurre l’esposizione ai dazi e ai costi logistici, rafforzando la competitività delle linee di prodotto sul mercato sudamericano.
- La focalizzazione sui componenti per l’automazione, con margini in miglioramento, indica un potenziale di valorizzazione per gli investitori orientati a settori industriali capital intensive e a crescita tecnologica.
- Per gli operatori italiani, l’operazione sottolinea l’importanza di sfruttare accordi commerciali come quello tra UE e Mercosur per consolidare filiere estere e partecipare a grandi progetti infrastrutturali.
- Il miglioramento della posizione finanziaria netta di Gefran crea spazio per nuove acquisizioni e per investimenti produttivi che possano sostenere la crescita organica e l’integrazione verticale nei mercati esteri.