Il sostegno al prezzo di Bitcoin in bilico prima della prossima decisione sui tassi della Fed

Bitcoin (BTC) entra nella terza settimana di settembre sotto livelli chiave di supporto settimanale, con i trader attenti ai segnali di volatilità: la Federal Reserve è attesa oggi per un aumento dei tassi di 25 punti base, mentre al Senato è in programma un voto cruciale sul testo riformulato del CLARITY Act. Sul fronte tecnico, il prezzo ha chiuso la settimana sotto la media mobile a 50 settimane, ma permane una divergenza rialzista sull’indicatore RSI.

La decisione della Federal Reserve catalizzerà il sentiment sui mercati di rischio: nonostante perfino voci interne favorevoli a una pausa, la maggioranza degli operatori si aspetta un aumento dei tassi fino alla fascia 3,75–4,00% dopo i recenti dati sull’inflazione e il rialzo del prezzo del petrolio.

Le probabilità implicite di una pausa nei rialzi, calcolate dagli strumenti di mercato dei futures sui tassi, si sono ridotte nettamente nell’ultima settimana, penalizzate dall’aumento dei prezzi dell’energia e da segnali di inflazione ancora resilienti.

L’impennata del greggio oltre i 100 dollari al barile ha riacceso i timori di un’interruzione dell’offerta: rotte come lo Stretto di Hormuz, il pipeline Est-Ovest saudita e lo Stretto di Bab el-Mandeb appaiono a rischio, con un possibile impatto significativo sul flusso giornaliero di barili disponibile sul mercato globale.

The Kobeissi Letter ha scritto:

“Anche tenendo conto di una certa sovrapposizione tra queste rotte, la portata della potenziale interruzione è enorme rispetto al mercato petrolifero globale di circa 100 milioni di barili al giorno.”

Il documento di analisi ha inoltre rilevato un aumento nelle aspettative d’inflazione tra i consumatori statunitensi, che ora prevedono rialzi dei prezzi sull’orizzonte annuale superiori rispetto alle valutazioni di inizio anno, con impatti diretti sui prezzi dei carburanti e sulle dinamiche commerciali.

Il voto sul CLARITY Act e le sue implicazioni

Il giorno precedente alla decisione della Fed, il mercato delle crypto affronterà un momento politico decisivo: al Senato è prevista una votazione procedurale sul testo aggiornato del CLARITY Act, frutto di negoziati bipartisan e revisioni terminati con la pubblicazione di una versione estesa del disegno di legge.

Cynthia Lummis ha dichiarato:

“Dopo un anno di intense negoziazioni bipartisan quotidiane, questo disegno di legge è pronto.”

La votazione procedurale richiede 60 voti per procedere al dibattito in Aula; il risultato potrà innescare repentini movimenti di mercato a seconda che il provvedimento avanzi o meno nel calendario legislativo, poiché definirebbe un quadro normativo più chiaro per gli asset digitali negli Stati Uniti.

Cynthia Lummis ha aggiunto:

“Un voto contrario significa opporsi a vere riforme etiche sugli investimenti personali dei politici, cedere la leadership americana negli asset digitali ai nostri concorrenti esteri e lasciare gli americani senza alcuna protezione nei mercati digitali.”

Fra gli osservatori della politica crypto, Tyler Williams, ex consigliere in materia digitale al Tesoro, si è mostrato ottimista sulle possibilità del provvedimento.

Tyler Williams ha detto:

“Quali sono le probabilità? Credo siano migliori che in passato. Siamo più vicini che mai: siamo sull’orlo del fatto che questo diventi legge.”

Tuttavia, le piattaforme di mercato predittivo continuano a scontare una probabilità relativamente bassa che il disegno di legge diventi legge nel 2026, sottolineando l’incertezza residua sui tempi e sul contenuto finale.

Posizionamento e liquidità prima degli eventi

Con l’avvicinarsi delle due giornate chiave, operatori e desk stanno riducendo l’esposizione: i dati sull’open interest aggregato mostrano una significativa diminuzione delle posizioni in BTC, segnale che il mercato si sta preparano a potenziali scossoni.

Santiment ha commentato:

“Tutti guardano al voto di martedì e alla Fed di mercoledì. I dati sul posizionamento indicano che il mercato ha già effettuato la sua mossa.”

Secondo la piattaforma di analisi, l’open interest espresso in Bitcoin è sceso di circa il 13,5% nella settimana fino all’11 settembre, mentre il prezzo spot ha registrato una flessione di circa il 5%, segnalando un deleveraging generalizzato.

Funding rates e dinamiche derivative

L’analisi delle commissioni di funding evidenzia un graduale ritorno di pressione rialzista dai mercati derivati: dopo un periodo di tassi negativi iniziato a marzo, le funding rates aggregate sono aumentate progressivamente dalla fine di maggio, rispecchiando un riequilibrio tra posizioni long e short.

CryptoQuant ha commentato:

“Dopo una fase di sfiducia, durante la quale i funding rates riflettevano un sentiment estremamente ribassista, l’accumulazione di short successiva a un drawdown del -52% ha finito per alimentare il rally di maggio.”

Storicamente, funding rates cumulative negative su 30 giorni sono associate alle fasi finali dei mercati ribassisti di Bitcoin e alle correzioni importanti all’interno di trend rialzisti; tale indicatore viene quindi monitorato come segnale di possibile esaurimento della pressione short.

Situazione tecnica di Bitcoin

La chiusura settimanale ha visto Bitcoin non riuscire a difendere un supporto chiave, terminando la settimana intorno ai 76.800 dollari e scivolando sotto la media esponenziale a 50 settimane, collocata vicino a 77.380 dollari.

Secondo l’analista Rekt Capital, il livello di 78.300 dollari era determinante per conservare lo slancio rialzista a settimana chiusa: il mancato mantenimento potrebbe riaprire il rischio di ripetere un breakout fallito simile a quello registrato in maggio.

L’EMA a 21 settimane, attualmente intorno a 72.270 dollari, rappresenta il prossimo supporto significativo per i compratori; nel frattempo, permane una divergenza rialzista sul RSI settimanale, che suggerisce la possibilità di minimi relativi più alti nel corso del 2026.

Implicazioni per investitori e mercato europeo

Per gli investitori italiani ed europei, le doppie scadenze politiche e monetarie negli Stati Uniti comportano un aumento della volatilità che si propagherà sui mercati globali. Un incremento dei tassi da parte della Fed tende a rinforzare il dollaro e può ridurre l’appetito per asset più rischiosi, incluse le crypto.

Allo stesso tempo, l’esito del CLARITY Act influenzerà la cornice regolamentare internazionale: un testo chiaro e favorevole potrebbe favorire l’afflusso istituzionale nel settore, mentre l’assenza di regole o un risultato negativo rischierebbe di spostare capitale verso giurisdizioni meno esposte a incertezze normative.

Gli investitori retail dovrebbero considerare un approccio prudente, con gestione del rischio e attenzione alla liquidità: in scenari di alta volatilità, leve e posizioni derivative possono amplificare rapidamente perdite e guadagni.

In sintesi

  • La combinazione tra un probabile rialzo dei tassi della Federal Reserve e l’aumento dei prezzi del petrolio potrebbe comprimere il rischio d’appetito globale, rendendo più costoso il capitale e penalizzando asset volatili come le crypto.
  • Il voto sul CLARITY Act è un punto di svolta regolamentare: un esito favorevole potrebbe accelerare l’ingresso di investitori istituzionali, mentre un fallimento prolungherebbe l’incertezza normativa a livello internazionale.
  • I dati su open interest e funding rates segnalano un deleveraging del mercato derivatives; per gli investitori ciò significa che movimenti direzionali rapidi sono più probabili, richiedendo una gestione attiva delle esposizioni.
  • Per il risparmiatore italiano, mantenere una porzione di portafoglio difensiva e monitorare correlazioni tra asset tradizionali e crypto può ridurre l’impatto delle fluttuazioni generate dagli eventi statunitensi.


Author: Tony
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