Trump accelera sull’approvazione della legge CLARITY con i leader delle criptovalute

Aggiornamento (19 ago, 20:55 UTC): questo articolo è stato aggiornato per includere i commenti del senatore Ruben Gallego pronunciati al Wyoming Blockchain Symposium.

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha rilanciato la sua richiesta al Congresso di approvare una legge sulla struttura del mercato delle criptovalute, nota come Digital Asset Market Clarity (CLARITY) Act, mentre il Senato è ancora in recesso.

In una conferenza stampa tenutasi mercoledì insieme a dirigenti del settore crypto, tra cui il CEO di Coinbase Brian Armstrong e i cofondatori di Gemini Cameron e Tyler Winklevoss, il presidente ha sollecitato i membri del Congresso a votare “una versione equa” del provvedimento per mantenere gli Stati Uniti “in vantaggio rispetto alla Cina”.

Stato del provvedimento e questioni controverse

La proposta di legge, approvata dalla Camera dei Rappresentanti nel luglio 2025, è tuttora ferma in Senato da mesi. Le ragioni principali del ritardo includono preoccupazioni su tokenizzazione delle azioni, meccanismi di ricompensa collegati alle stablecoin e possibili conflitti d’interesse legati ai rapporti familiari del presidente con il settore crypto.

I timori sulla tokenizzazione riguardano la possibilità che titoli tradizionali vengano emessi come token senza le tutele normative tipiche del mercato azionario, mentre le discussioni sulle stablecoin si concentrano su come evitare incentivi che possano alterare la concorrenza o la stabilità finanziaria.

Dichiarazioni dei protagonisti

Brian Armstrong ha affermato:

“Questa legge renderebbe le politiche sulle criptovalute negli Stati Uniti durature nel tempo, così da poter sopravvivere per decenni.”

Dopo l’intervento di Armstrong, il presidente ha osservato che il provvedimento è molto bipartisan e che molti esponenti del Partito Democratico lo sostengono, esortando il Senato ad accelerare l’iter legislativo. Trump ha inoltre ricordato il sostegno al provvedimento da parte del senatore Lindsey Graham, recentemente deceduto, invitando i colleghi a portare avanti la normativa anche in suo onore.

Brian Armstrong ha ipotizzato:

“Potrebbe ottenere più di 60 voti” riferendosi a una possibile approvazione se il Senato dovesse procedere con una mozione di cloture prevista per il 15 settembre.

Al Wyoming Blockchain Symposium il senatore Ruben Gallego ha replicato alle dichiarazioni del presidente, esprimendo scetticismo sull’uso del termine “equa” da parte della Casa Bianca.

Ruben Gallego ha detto:

“Penso, sfortunatamente, che ciò che il presidente intende per ‘equa’ sia favorevole a lui.”

Ruben Gallego ha aggiunto:

“Il presidente sta accettando alcune limitazioni. Non spetta a lui decidere i limiti: è compito del Congresso, del Senato e poi della Casa Bianca. Il presidente non può semplicemente scegliere quale livello di regolazione ottenere.”

Regolatori in movimento: SEC e CFTC

Le dichiarazioni dei dirigenti del settore sono arrivate alla vigilia di una riunione del Commodity Futures Trading Commission (CFTC) dedicata al suo Innovation Advisory Committee. Il presidente della CFTC, Michael Selig, ha indicato che l’agenzia intende esplorare iniziative regolamentari anche in assenza di una legge federale completa, dato che il Congresso non tornerà in sessione per diverse settimane.

Parallelamente, la Securities and Exchange Commission (SEC) ha proposto nuove regole sulle criptovalute che mirano a offrire alle società un porto sicuro affinché alcuni token non vengano trattati come “contratti di investimento” e a prevedere alcune esenzioni per l’emissione di token. Queste mosse regolatorie potrebbero modellare il mercato ancor prima che il Congresso raggiunga un accordo definitivo.

La convergenza di iniziative amministrative e di proposte legislative crea uno scenario in cui le imprese del settore cercano certezze legali rapide, mentre i gruppi di interesse e i legislatori negoziano i dettagli di competenze tra SEC, CFTC e altre autorità finanziarie.

Implicazioni politiche ed economiche

La battaglia attorno a CLARITY riflette tensioni più ampie: da un lato la necessità di creare un quadro normativo che favorisca l’innovazione e la competitività internazionale; dall’altro la preoccupazione di evitare vuoti normativi e possibili conflitti d’interesse. Per gli operatori di mercato, la mancanza di uniformità normativa aumenta il rischio di frammentazione e di costi di conformità elevati.

Se il Senato dovesse approvare una versione condivisa del provvedimento, il settore potrebbe beneficiare di una chiarezza normativa tale da favorire investimenti a lungo termine. Al contrario, regolazioni disparate emesse da SEC e CFTC potrebbero generare incertezza e aperture a contenziosi.

Ricordando eventi recenti, il presidente ha già riunito leader del settore alla White House per un summit sulle regole nel marzo 2025 e ha partecipato alla cerimonia di firma del disegno di legge sulle stablecoin GENIUS nel luglio 2025, segnali di un interesse proattivo dell’esecutivo verso il comparto.

Prospettive per il mercato

Nel breve termine, gli operatori dovranno monitorare sia l’iter legislativo del CLARITY sia le iniziative regolatorie autonome delle autorità federali. Le aziende che cercano stabilità normativa potrebbero spingere per compromessi che limitino l’arbitrio regolamentare, mentre gli investitori vorranno valutare come eventuali nuove regole influiranno su liquidità, innovazione di prodotto e esposizione ai rischi legali.

In sintesi

  • Un’eventuale approvazione del CLARITY fornirebbe maggiore certezza normativa, potenzialmente riducendo i costi di conformità e favorendo investimenti a lungo termine nel settore delle criptovalute.
  • L’azione autonoma di SEC e CFTC potrebbe creare un quadro regolatorio frammentato, aumentando il rischio di contenziosi e la complessità per le imprese italiane e europee che intendano operare sul mercato statunitense.
  • Le questioni su tokenizzazione delle azioni e incentivi legati alle stablecoin avranno impatti rilevanti su prodotti finanziari innovativi; gli investitori dovrebbero valutare l’esposizione a strumenti che potrebbero subire cambi normativi significativi.
  • Le dinamiche politiche e i possibili conflitti d’interesse evidenziati nella discussione pubblica possono influenzare la percezione di stabilità normativa, incidendo sul costo del capitale per le start-up del settore e sugli scenari di integrazione internazionale.


Author: Tony
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