Cosa sono i perps e tutto quello che c’è da sapere sullo strumento di trading più caldo della crypto

Perpetual swaps, noti anche come perpetual futures o più semplicemente perps, sono diventati lo strumento finanziario dominante nel mercato delle criptovalute, con un volume stimato tra i 40 e i 50 trilioni di dollari all’anno. Superano di gran lunga il trading spot e rappresentano il prodotto privilegiato per trader professionali, hedge fund e speculatori al dettaglio che cercano esposizione a leva sul prezzo del Bitcoin o di altri asset senza possederne il sottostante.

Origini e limiti dei futures tradizionali

Nella finanza tradizionale, l’esposizione con leva a un asset avviene attraverso contratti futures, che prevedono l’acquisto o la vendita a un prezzo fissato in una data futura. Al momento della scadenza, il contratto si chiude e si regola, costringendo gli operatori che vogliono mantenere la posizione a “rollare” il contratto verso la scadenza successiva.

Nei primi anni del mercato crypto questo meccanismo ha generato problemi ricorrenti: i futures spesso negoziavano a premio rispetto al prezzo spot (fenomeno noto come basis), creando confusione tra i trader retail in cerca di pura esposizione direzionale. Inoltre, le chiusure forzate delle posizioni alla scadenza rendevano difficile mantenere una strategia continuativa senza interventi frequenti.

Per cercare di mitigare il problema, alcune piattaforme sperimentarono contratti con scadenze sempre più corte. Tra queste, BitMEX, fondata da Arthur Hayes e Ben Delo nel 2014, ridusse progressivamente le durate contrattuali—da trimestrali a mensili, settimanali e infine a scadenze di giorni—ma senza risolvere definitivamente la questione.

Il contratto che non scade

La soluzione arrivò nel 2016, quando Ben Delo sviluppò e BitMEX lanciò il primo perpetual swap, un contratto derivato senza scadenza che replica il prezzo di un asset in modo continuo. Eliminando la data di regolamento, il contratto permette di mantenere posizioni per ore, giorni o anni senza ricorrere al roll-over.

La rimozione della scadenza però eliminava anche il naturale punto di ancoraggio che avvicinava il prezzo del future a quello spot. Per evitare deviazioni persistenti, fu introdotto un meccanismo di correzione automatica che oggi è diventato lo standard di mercato.

Il meccanismo del funding rate

Ogni otto ore avviene uno scambio di pagamenti tra gli operatori di segno opposto: se il prezzo del perpetual swap è superiore al prezzo spot, chi è long paga chi è short; se è inferiore, la direzione del pagamento si inverte. La piattaforma non trattiene commissioni su questo trasferimento. Il tasso applicato, denominato funding rate, viene calcolato in funzione della deviazione tra prezzo del contract e prezzo spot nelle ultime otto ore: maggiore è lo scostamento, più alto sarà il tasso.

Questo meccanismo genera un equilibrio autoriparante: quando i long devono pagare un funding rate elevato, il costo di mantenimento della posizione tende a ridurre la domanda e porta il prezzo del perpetual verso lo spot. I market maker e gli arbitraggisti contribuiscono attivamente a questo riequilibrio, vendendo perps e comprando spot quando si apre un premio significativo per catturare l’arbitraggio.

Da allora il metodo del funding rate è stato adottato, con varianti minime, da tutte le principali piattaforme di derivati crypto a livello globale.

Il ruolo della leva e delle liquidazioni

Un altro elemento distintivo dei perpetual swaps è la possibilità di operare con leva: sulle principali piattaforme i trader possono aprire posizioni molto più grandi del capitale immobilizzato, con limiti che variano per piattaforma e giurisdizione. Nel periodo di massimo splendore di BitMEX era possibile trovare leve fino a 100x, il che trasformava una variazione dell’1% del prezzo in un guadagno o perdita del 100% su una posizione completamente leva.

Per proteggere le piattaforme dal rischio di esposizioni negative, i sistemi di liquidazione automatica chiudono le posizioni quando le perdite si avvicinano al margine depositato, evitando che l’operatore finisca con saldo negativo. L’efficienza, la velocità e l’affidabilità di questi motori di liquidazione sono diventate differenziatori competitivi chiave tra gli exchange.

Impatto sul mercato e prospettive regolamentari

I perpetual swaps sono oggi il luogo principale per la formazione del prezzo nelle criptovalute: movimenti rapidi del Bitcoin tendono a partire dai mercati dei perps per poi propagarsi sul mercato spot. La struttura inventata da Ben Delo si è dimostrata sufficientemente robusta da attirare l’attenzione dei regolatori e delle borse tradizionali.

Negli Stati Uniti e in altri mercati regolamentati si sta esplorando l’ipotesi di adattare il modello dei perpetual ad asset tradizionali: ad esempio, la CME ha valutato la possibilità di quotare prodotti simili su azioni. Questa transizione potrebbe portare a una maggiore integrazione tra mercati tradizionali e crypto, ma solleva anche questioni di vigilanza, trasparenza e protezione degli investitori.

Per gli investitori e i policy maker italiani, la diffusione dei perps implica la necessità di bilanciare l’innovazione finanziaria con misure prudenti: monitoraggio della leva, requisiti di capitale per le piattaforme e informazione chiara sui costi ricorrenti come il funding rate sono elementi essenziali per contenere i rischi sistemici e tutelare i risparmiatori.

In sintesi

  • La centralità dei perpetual swaps nella determinazione dei prezzi delle criptovalute amplifica la loro influenza sui portafogli degli investitori italiani, rendendo fondamentale integrare queste dinamiche nelle analisi di rischio.
  • L’uso diffuso di leva aumenta la probabilità di liquidazioni rapide che possono generare volatilità a catena; per gli investitori ciò richiede politiche di gestione del rischio più stringenti e limiti di esposizione calibrati.
  • I costi ricorrenti rappresentati dal funding rate hanno impatti concreti sul rendimento delle strategie a lungo termine e possono alterare le decisioni di allocazione, soprattutto per fondi e gestori che adottano posizioni con leva.
  • Un potenziale adeguamento regolamentare, sia in Europa che in Italia, potrebbe favorire prodotti più trasparenti e standardizzati, ma anche limitare l’offerta di leva massima, influenzando i volumi e i ritorni attesi nel breve periodo.


Author: Tony
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