Il rigore normativo europeo potrebbe scatenare una nuova ondata di fusioni e acquisizioni nel settore crypto

La proposta del regolatore britannico mira a inquadrare le attività legate alle criptovalute all’interno di regole già esistenti, trattando le imprese crypto in modo analogo agli istituti finanziari tradizionali. Questo approccio solleva questioni operative e finanziarie rilevanti per gli operatori più giovani del settore e potrebbe accelerare processi di consolidamento con istituzioni già regolamentate.

Lightstone ha dichiarato:

“Poiché si avvarrà di regole già esistenti, sarà molto meno simile a un quadro normativo autonomo. Un’impresa crypto sarà trattata come qualsiasi istituzione finanziaria tradizionale e sarà comunque difficile ottenere l’autorizzazione della FCA.”

Lightstone ha aggiunto:

“Per banche e società di investimento già soggette a queste norme, l’adattamento al settore digitale può risultare relativamente lineare. Per le nuove imprese crypto, invece, i costi per costruire sistemi di governance, requisiti patrimoniali e infrastrutture di custodia da zero possono rivelarsi significativamente gravosi.”

Nel dettaglio la proposta del regolatore prevede l’applicazione del quadro del Clients Asset Sourcebook (noto come CASS) alle attività in criptovalute, imponendo l’obbligo di segregare gli asset dei clienti rispetto ai fondi aziendali tramite strumenti fiduciari e di introdurre specifiche salvaguardie operative relative alle chiavi private e alle riconciliazioni contabili.

Lightstone ha dichiarato:

“I requisiti del CASS sono molto gravosi. Ciò potrebbe spingere i nuovi operatori a fondersi con, o essere acquisiti da, società tradizionali già soggette al CASS e dotate di tali controlli.”

Adozione bancaria

L’allentamento dell’incertezza regolamentare rende più probabile l’ingresso delle banche nel mercato degli asset digitali: queste realtà dispongono già di infrastrutture di compliance, patrimonio regolamentare e processi di controllo che possono facilitare l’offerta di servizi legati alle criptovalute.

Simon Schneider ha dichiarato:

“Ad oggi, meno del 20% delle banche in Europa offre qualsiasi tipo di servizi crypto, quindi il mercato è fortemente non servito.”

Questa sottoservizio suggerisce opportunità commerciali per istituti disposti a investire in infrastrutture di custodia regolamentate e soluzioni di gestione del rischio. Tuttavia, l’onerosità delle regole può anche creare barriere all’ingresso che favoriscono le fusioni e le acquisizioni: i fornitori storici di servizi finanziari potrebbero acquistare startup tecnologiche per integrare capacità digitali senza dover costruire interamente da zero le funzioni di compliance richieste.

Per il mercato italiano, la transizione implica valutazioni su più livelli: la necessità di adeguare i modelli di business delle banche italiane, le opportunità per gli operatori fintech locali di collaborare con controparti più grandi e l’importanza di soluzioni di custodia conformi che riducano il rischio di controparte per investitori retail e istituzionali. Sul piano regolamentare, una convergenza tra le norme britanniche e i futuri indirizzi europei potrebbe facilitare il passporting transfrontaliero dei servizi, ma richiederà armonizzazione tecnica e supervisione coordinata.

Dal punto di vista degli investimenti, l’effetto atteso è una selezione naturale del mercato: player dotati di capitale e controllo interno adeguati sono meglio posizionati per sfruttare la domanda inevasa, mentre le nuove realtà dovranno valutare partnership strategiche, fusioni o modelli di outsourcing per le funzioni critiche.

In sintesi

  • La standardizzazione regolamentare riduce il rischio legale e potrebbe aumentare l’interesse degli investitori istituzionali verso servizi crypto regolamentati, beneficiando le banche che investiranno in compliance e custodia.
  • I requisiti onerosi favoriranno la consolidazione del settore: ci si aspetta un aumento di fusioni e acquisizioni, con opportunità per fornitori di custodia e servizi di compliance strutturati.
  • Per il mercato italiano, la domanda non soddisfatta offre uno spazio di crescita per partnership tra banche tradizionali e fintech; gli investitori dovrebbero valutare la solidità delle controparti in termini di governance e protezione degli asset.


Author: Tony
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