Calcio, Como cambia strategia: stop ai colpi di testa in allenamento fino ai 12 anni
- 24 Luglio 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Como ha annunciato un nuovo protocollo per tutta la sua Academy volto a ridurre gli impatti evitabili alla testa durante gli allenamenti dei ragazzi, con l’obiettivo di tutelare la salute dei giovani calciatori e migliorare lo sviluppo tecnico a lungo termine.
Dettagli del nuovo protocollo per fasce d’età
Le indicazioni introdotte dal club stabiliscono limiti progressivi all’uso del colpo di testa: per i Under 10 il colpo di testa è vietato in allenamento e in partita; per i Under 11 resta vietato come regola generale, con una possibile sperimentazione solo nella fase finale della stagione e impiegando un pallone più leggero; nei Under 12 la tecnica potrà essere esercitata al massimo una volta al mese, con non più di cinque colpi di testa per seduta; nei Under 13 è prevista una sessione settimanale con lo stesso limite numerico per allenamento.
Motivazioni e linee guida pedagogiche
Secondo il comunicato della società, la misura nasce dall’intento di proteggere i giocatori più giovani e di introdurre la tecnica del colpo di testa in modo graduale e controllato, solo quando i ragazzi hanno raggiunto una preparazione motoria e cognitiva adeguata.
Como ha dichiarato:
“Le modifiche riflettono un’idea semplice: proteggere prima di tutto i giovani giocatori, per poi insegnare il colpo di testa in modo controllato quando sono pronti. Nelle fasce d’età più giovani l’attenzione sarà rivolta al contatto con il pallone, alla capacità decisionale, al gioco effettivo e a un percorso chiaro che costruisca fiducia e tecnica passo dopo passo.”
Gestione della preparazione alle partite
Il club ha inoltre raccomandato agli allenatori di limitare l’esposizione ai colpi di testa nelle fasi immediatamente precedenti e successive agli incontri, evitando carichi di lavoro specifici che possano aumentare il rischio di impatti in un periodo sensibile per il recupero e la performance.
Posizione del Board educativo
Raphaël Varane, membro del Board of Education di Como 1907, ha dichiarato:
“La priorità è il benessere dei giovani. Introduciamo la tecnica con responsabilità, formando allenatori e creando protocolli che riducano i rischi mentre mantengono alto il livello di apprendimento. Questo approccio favorisce una crescita tecnica più sostenibile e protegge il capitale umano del club.”
Contesto medico e sportivo
Negli ultimi anni sono cresciute le ricerche sugli effetti cumulativi dei colpi alla testa nel calcio giovanile, con raccomandazioni generali a favore di una riduzione delle esposizioni non necessarie. Il provvedimento del Como si inserisce in questa tendenza, che sta portando diversi club a rivedere i programmi di allenamento giovanile e a investire in formazione specifica per lo staff tecnico.
Dal punto di vista pedagogico la scelta punta a favorire il lavoro su abilità trasversali — controllo palla, scelta tattica, tempismo — prima di introdurre un gesto tecnico che richiede adattamento cognitivo e fisico.
Implicazioni per club, famiglie e settore giovanile
L’adozione di regole più restrittive può richiedere investimenti in formazione degli allenatori, strumenti di monitoraggio del carico e comunicazione verso le famiglie. Per i club professionistici ciò significa programmare risorse aggiuntive per la prevenzione e per la verifica dell’efficacia delle nuove pratiche.
Per le famiglie, la misura rappresenta una tutela aggiuntiva e può influenzare le scelte su dove iscrivere i figli, favorendo istituzioni che dimostrino attenzione alla salute e a percorsi di crescita certificati.
Prospettive e monitoraggio
Il club ha annunciato l’intenzione di monitorare l’implementazione del protocollo e di adattarlo in base ai riscontri pratici e alle evidenze emergenti. Questo approccio dinamico permette di bilanciare tutela sanitaria e sviluppo tecnico, adottando modifiche calibrate in funzione dell’età e del progresso individuale dei calciatori.
Nel medio termine, l’esperienza del Como potrà costituire un modello di riferimento per altre realtà calcistiche interessate a conciliare sicurezza e preparazione sportiva nei settori giovanili.
In sintesi
- L’adozione di limiti sull’uso del colpo di testa negli sport giovanili può incrementare la domanda di corsi di formazione per tecnici e strumenti di monitoraggio, creando opportunità di mercato per fornitori specializzati.
- I club che investono in protocolli di sicurezza possono attrarre genitori e talenti, migliorando il valore del proprio settore giovanile e la sostenibilità a lungo termine degli investimenti in scouting e sviluppo.
- Per gli investitori nel sistema sportivo italiano, la standardizzazione di pratiche protettive potrebbe ridurre il rischio reputazionale e finanziario legato a controversie sanitarie, favorendo stabilità e fiducia nel settore giovanile.