Carburanti ancora in rialzo, benzina a 2,058 euro e diesel a 2,169: consumatori in allarme

Prosegue la corsa dei prezzi dei carburanti in Italia, mentre le quotazioni del petrolio si spingono fino alla soglia dei 98 dollari al barile. Secondo gli ultimi dati dell’Osservatorio del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, martedì 8 settembre 2026 il prezzo medio della benzina e del gasolio registra un nuovo aumento sia sulla rete stradale sia in autostrada.

In modalità self service, sulla rete stradale nazionale la benzina sale a 2,058 euro al litro, dai 2,054 euro del giorno precedente, mentre il gasolio raggiunge 2,169 euro al litro, rispetto ai 2,165 euro precedenti.

Ancora più elevati i livelli sulla rete autostradale, dove la benzina self arriva a 2,143 euro al litro, contro 2,140 euro, mentre il diesel si porta a 2,240 euro al litro.

Codacons: per un pieno di diesel 14,2 euro in più rispetto a luglio

L’accelerazione dei listini alla pompa riaccende le preoccupazioni delle associazioni dei consumatori. Secondo i calcoli del Codacons, in appena un mese un pieno di gasolio da 50 litri sulla rete ordinaria è diventato più caro di circa 4,5 euro, nonostante la riduzione delle accise.

Il confronto con l’inizio di luglio mostra un rincaro ancora più marcato: rispetto al 1° luglio, un pieno di diesel costerebbe circa 14,25 euro in più sulla rete ordinaria e 13,5 euro in più in autostrada.

Rispetto all’8 agosto, il prezzo del diesel è aumentato di 9 centesimi al litro sulla rete ordinaria, mentre il rincaro rispetto all’inizio di luglio raggiunge i 28,5 centesimi. In autostrada l’aumento rispetto al 1° luglio è invece pari a 27,1 centesimi al litro.

Pressioni significative anche sulla benzina. Rispetto a un mese fa, secondo Codacons, la verde costa 7,2 centesimi in più al litro sulla rete ordinaria, equivalente a 3,6 euro aggiuntivi per un pieno da 50 litri. Nel confronto con il 1° luglio l’incremento raggiunge 25,2 centesimi al litro, pari a 12,6 euro in più a pieno.

Le associazioni temono effetti sull’inflazione

Per Codacons, la dinamica dei prezzi dimostrerebbe che il taglio delle accise sul solo gasolio non è più sufficiente a contenere gli aumenti.

L’associazione parla di una “vera e propria emergenza” e avverte del rischio di effetti a cascata sui prezzi al dettaglio, sul potere d’acquisto e sui consumi delle famiglie, chiedendo interventi straordinari.

Anche l’Unione Nazionale Consumatori segnala una forte accelerazione nell’ultima settimana. Dal 1° settembre, secondo i suoi calcoli, il costo di un pieno da 50 litri sarebbe cresciuto di quasi 2 euro: sulla rete ordinaria l’aumento è pari a 1,95 euro per il diesel e 1,80 euro per la benzina, mentre in autostrada raggiunge rispettivamente 1,80 e 1,95 euro.

Il nodo dei rincari indiretti

L’UNC richiama inoltre l’attenzione sulle possibili conseguenze inflazionistiche dell’aumento dei carburanti. Ad agosto, secondo i dati citati dall’associazione, la benzina è rincarata del 6,3% rispetto a luglio e il diesel del 5,3%.

Il timore è che il costo più elevato dei trasporti possa trasferirsi progressivamente sui prezzi di beni e servizi, soprattutto nelle filiere maggiormente dipendenti dalla movimentazione su strada.

Le associazioni chiedono quindi misure più ampie rispetto alle agevolazioni destinate alle singole categorie, sostenendo che interventi circoscritti non sarebbero sufficienti a frenare una dinamica dei prezzi che, con il petrolio sui livelli attuali, resta sotto stretta osservazione.