Il gruppo Zegna supera le attese: ricavi del secondo trimestre in forte crescita

Gildo Zegna ha dichiarato:

“I risultati del secondo trimestre ci hanno sorpreso positivamente. Sappiamo quanto, con coerenza, pazienza e fiducia, abbiamo lavorato e investito nella strategia che avevamo tracciato. La reazione dei mercati è stata però più intensa e favorevole di quanto ci aspettassimo. Ora l’imperativo è rimanere concentrati: godere del successo, ma già da domani tornare a lavorare sui progetti in corso. Godiamoci il momento e cominciamo subito a guardare al domani.”

Il marchio Zegna “best in class”

I risultati evidenziano un’accelerazione significativa: i ricavi del gruppo, che include i marchi Zegna, Tom Ford e Thom Browne, nel secondo trimestre 2026 hanno raggiunto i 517,1 milioni, con una crescita organica dell’11%. La performance è stata guidata dal brand Zegna, i cui ricavi si sono attestati a 324,3 milioni, registrando un aumento organico del 16,5%, mentre Thom Browne ha segnato una crescita organica del 2,7%.

Confermata la forza del canale diretto

Il canale Dtc (Direct-to-Consumer) ha continuato a trainare la crescita: le vendite nel trimestre sono salite a 410,9 milioni, con un incremento organico del 17,3%, e tutti e tre i brand hanno registrato crescite a doppia cifra. Il risultato riflette la scelta strategica del gruppo di privilegiare un modello retail-first e di rafforzare il rapporto diretto con la clientela.

La crescita è risultata omogenea a livello geografico, sostenuta dalle Americas e da un ulteriore rafforzamento nella Greater China, confermando il recupero della domanda già intravisto nei mesi precedenti.

I dati dell’intero primo semestre

Nei primi sei mesi del 2026 il gruppo ha registrato ricavi per 987,3 milioni, in crescita del 6,4% rispetto all’anno precedente e del 9,3% su base organica. Per il secondo semestre sono previsti nuovi investimenti nel retail con aperture programmate: cinque negozi a insegna Zegna (di cui tre negli Stati Uniti), cinque punti vendita Tom Ford e quattro per Thom Browne.

In calendario anche iniziative di visibilità: Thom Browne presenterà la collezione donna a settembre a New York, dopo l’impatto ottenuto con la prima sfilata uomo durante la settimana della moda maschile di Milano a giugno.

Guardando al futuro

Gildo Zegna ha aggiunto:

“La nostra performance poggia su un approccio orientato al cliente, che ha sostenuto una crescita organica del 17% nel canale Direct-to-Consumer e un’espansione a doppia cifra per tutti i brand. L’evento Villa Zegna a Los Angeles è stato un’opportunità per rafforzare il legame con la clientela e per mostrare la nostra eredità autentica, supportata da una solida filiera italiana. Siamo soddisfatti dei progressi di Thom Browne e Tom Ford. Siamo all’inizio di un percorso che richiederà pazienza e disciplina: continueremo a lavorare con determinazione per trasformare le ambizioni in risultati concreti.”

La strategia delineata dal gruppo mette in evidenza due elementi chiave per il settore del lusso: l’importanza di un rapporto diretto con il cliente, che consente margini e controllo sul marchio, e l’investimento in esperienze e punti vendita fisici per supportare la percezione di valore. Per le imprese italiane del comparto, il rafforzamento della domanda in Nord America e in Asia rappresenta un’opportunità per consolidare export e produzione nazionale, ma comporta anche esigenze di capitale per sostenere l’espansione retail.

Dal punto di vista operativo, il piano di aperture e le iniziative evento segnalano una volontà di presidiare i mercati chiave con una presenza diretta e esperienziale: ciò può tradursi in maggiore stabilità dei ricavi ricorrenti, ma richiederà attenzione alla selezione dei punti vendita, al controllo dei costi e al mantenimento dell’eccellenza produttiva che contraddistingue il made in Italia.

In sintesi

  • La forte crescita del canale Direct-to-Consumer evidenzia come il controllo diretto del retail possa migliorare margini e fidelizzazione, ma richiede investimenti significativi in store ed esperienza cliente.
  • L’espansione nelle Americas e il rafforzamento nella Greater China riducono la dipendenza da un singolo mercato, rendendo il gruppo più resiliente alle fluttuazioni regionali; per gli investitori, questo apre prospettive di crescita più stabili.
  • Per l’industria italiana del lusso, la strategia del gruppo conferma l’importanza di mantenere una filiera produttiva competitiva: la domanda internazionale può sostenere occupazione e export, ma richiede adeguati investimenti in capacità produttiva e innovazione.


Author: Tony
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