FED: le parole di Warsh più importanti delle decisioni prese
- 29 Ottobre 2026
- Posted by: Francesca
- Categoria: Aziende, Economia, Editoriale
Commento a cura di Jamie L. Patton, Managing Director Co-Head of Global Rates di TCW
La Fed, come previsto, ha mantenuto i tassi di interesse invariati ma il movimento più significativo sui mercati si è verificato durante la conferenza stampa di Warsh.
La curva dei rendimenti ha registrato un marcato irripidimento accompagnato da una torsione (twist steepening), con un rally dei Treasury statunitensi sulla parte a breve termine e un indebolimento delle quotazioni sul tratto a lunga scadenza. Un trend che è iniziato in concomitanza con una domanda sulla possibilità che l’attuale livello dei tassi di riferimento fosse già adeguato. Warsh ha esitato prima di affermare che non era stata raggiunta alcuna «conclusione definitiva». Se avesse voluto contrastare l’interpretazione accomodante del mercato, quella sarebbe stata un’occasione evidente per farlo. Ma non l’ha fatto.
Anche altre dichiarazioni sono andate nella stessa direzione. Warsh ha affermato che la Fed non sta cercando di rallentare l’economia, ha attribuito il rafforzamento della crescita agli incrementi di produttività piuttosto che a un surriscaldamento dell’attività economica e ha dichiarato che sarebbe un errore «mettere i bastoni tra le ruote». Ha inoltre descritto l’inasprimento delle condizioni finanziarie come una prova del fatto che «la medicina sta iniziando a fare effetto».
Al cambiamento del calendario delle riunioni viene probabilmente attribuita un’importanza eccessiva. La Fed continuerà a tenere otto riunioni all’anno, ma a partire dal prossimo autunno una di queste non prevederà una decisione sui tassi di interesse. Nel 2028, saranno due le riunioni senza una decisione sui tassi, lasciando quindi sei occasioni per modificare l’orientamento della politica monetaria. Secondo una possibile interpretazione, un minor numero di occasioni per aumentare i tassi, in un contesto di inflazione ancora elevata, implicherebbe una maggiore tolleranza della Fed nei confronti dell’inflazione. Comprendiamo questa visione. Tuttavia, si tratta di un cambiamento troppo lontano nel tempo per poterne dedurre molto sull’attuale funzione di reazione della Fed all’inflazione. Le ragioni per riconsiderare un calendario di otto riunioni all’anno sono ragionevoli, considerando che l’attuale programmazione risale agli anni Ottanta e non tiene conto di elementi come le principali pubblicazioni di dati economici.
La conclusione più importante potrebbe riguardare, invece, la scarsità di indicazioni che emergono dalla conferenza stampa stessa. Williams e Jefferson avevano fornito segnali piuttosto chiari sul fatto che un intervento a ottobre fosse da escludere, anche dopo la pubblicazione di dati sull’inflazione superiori alle attese e di dati sull’occupazione più solidi rispetto a quelli disponibili alla riunione di settembre. A quanto pare, Warsh non è contrario alla forward guidance. Semplicemente, preferisce che sia qualcun altro a comunicarla.