Contraffazione, l’Italia blocca l’80% dei falsi nel mercato Ue
- 28 Ottobre 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Otto articoli contraffatti su dieci intercettati nel mercato interno dell’Unione Europea sono stati bloccati in Italia, secondo i dati raccolti per il rapporto annuale: nel 2025 le autorità italiane hanno sequestrato l’80,2% dei pezzi segnalati dalle polizie e dagli enti di vigilanza degli Stati che hanno trasmesso i dati, ovvero circa 140 milioni su 175 milioni complessivi rilevati nel mercato interno.
Questi sequestri in Italia rappresentano il 73,9% del valore stimato degli articoli intercettati nel mercato interno, pari a circa 3,4 miliardi di euro su un totale stimato di 4,55 miliardi. A distanza seguono Francia (7%), Paesi Bassi (5,4%) e Spagna (4,2%); nel complesso questi quattro Paesi hanno concentrato quasi il 97% dei volumi e del valore dei sequestri nel mercato interno.
Considerando tutte le operazioni condotte da dogane, forze dell’ordine e autorità di vigilanza, il totale degli articoli contraffatti intercettati supera i 196 milioni, per un valore stimato di 6,3 miliardi di euro. Nel 2024 gli interventi avevano portato al sequestro di circa 112 milioni di pezzi per 3,8 miliardi, mentre nel 2023 il dato aggregato era stato di 152 milioni.
Nel solo mercato interno i 175 milioni di pezzi segnano un aumento del 71% rispetto al 2024 e superano del 27% il livello record del 2023, evidenziando una crescita significativa sia nei flussi fisici sia nelle pratiche di applicazione delle norme sulla proprietà intellettuale.
Dati per categoria merceologica
Per tipologia di prodotto, al primo posto nel mercato interno si confermano per il secondo anno consecutivo i cd e i dvd, categoria che comprende musica, film, cofanetti di serie televisive, videogiochi d’epoca e software. Questa voce rappresenta il 32,8% dei sequestri, in calo rispetto al 40% registrato nel 2024.
Al secondo posto si collocano i giocattoli con il 19,5% dei sequestri. Il terzo segmento più rilevante è costituito da etichette e cartellini, che sono cresciuti dal 2,1% al 13,4%: si tratta di materiali di assemblaggio che, applicati su merci anonime, trasformano prodotti comuni in falsi pronti per la vendita.
Ruolo delle istituzioni e criticità operative
Il rapporto è prodotto dalla Commissione europea in collaborazione con l’Euipo, agenzie che monitorano l’applicazione delle norme sulla proprietà intellettuale e supportano l’attività investigativa transnazionale. L’aumento dei sequestri mette in luce sia un’intensificazione dei controlli sia una diffusione dei flussi di merci contraffatte, facilitati da catene logistiche complesse e da canali di vendita online che spesso sfuggono ai controlli tradizionali.
La centralità di alcuni Paesi nelle statistiche può dipendere da fattori combinati: capacità di indagine e profilazione delle autorità, infrastrutture portuali e logistiche, nonché ruolo di hub di transito nelle rotte commerciali verso il mercato europeo. Questo rende cruciale la cooperazione interistituzionale e l’adozione di strumenti tecnologici per l’analisi dei dati doganali e del commercio digitale.
Impatto economico e considerazioni per il mercato italiano
Per le imprese italiane la diffusione dei prodotti contraffatti ha effetti diretti sulle vendite, sugli investimenti in ricerca e sviluppo e sulla fiducia dei consumatori. Settori come il manifatturiero, il tessile e il design rischiano la compressione dei margini e la perdita di valore del marchio, con riflessi anche sulle esportazioni.
Dal punto di vista degli investimenti, un incremento persistente della contraffazione può rendere meno attraenti alcuni segmenti per il capitale nazionale e straniero, soprattutto se non si rafforzano strumenti di tutela come la protezione brevettuale, l’efficacia delle misure doganali e la responsabilità delle piattaforme digitali.
Per i consumatori italiani, oltre al danno economico, aumentano i rischi legati alla sicurezza di prodotti che non rispettano standard e normative: ciò richiede campagne di sensibilizzazione e meccanismi più efficaci per segnalare e rimuovere le offerte illegali soprattutto sul web.
Proposte operative e politiche
Tra le possibili contromisure si possono citare: l’incremento delle risorse per le dogane e le forze dell’ordine specializzate, l’adozione di tecnologie avanzate per l’analisi dei flussi commerciali, il rafforzamento della collaborazione tra autorità nazionali e tra Stati membri e l’introduzione di regole più stringenti per la responsabilità delle piattaforme digitali nel rimuovere offerte contraffatte.
Interventi mirati a livello europeo, coordinati dalla Commissione europea e supportati dall’Euipo, possono migliorare l’efficacia delle azioni preventive e repressive, proteggendo al contempo i diritti di chi investe in innovazione e qualità.
In sintesi
- L’elevata concentrazione di sequestri in Italia indica sia un’intensa attività investigativa sia la posizione del Paese come nodo logistico: questo impone investimenti mirati in capacità doganali e tecnologie di contrasto.
- La crescita dei beni contraffatti mette a rischio gli investimenti nei settori ad alta intensità di marchio; politiche che rafforzino la tutela della proprietà intellettuale possono contribuire a stabilizzare il contesto per investitori locali e stranieri.
- La diffusione di etichette e materiali che trasformano merci anonime in falsi segnala la necessità di interventi sulla filiera produttiva e sui canali di distribuzione online, con ricadute positive sulla qualità del mercato italiano.